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Archivio Febbraio 2005

colpevole di omicidio

17 Febbraio 2005 Nessun commento


La storia che si conclude nel Martin Mystère di questo mese è piuttosto intrigante, ma forse doveva durare di più per essere sviluppata meglio. In particolare il Castelli in veste fumettofila si diverte a riesumare una storia di Topolino degli anni d’oro attribuendogli un significato sinistro e mettendola in relazione con i vari misteri di Atlantide ? a questo riguardo raschiando un po’ il fondo del barile, a mio parere. La storia in questione dovrebbe essere “Topolino e la casa misteriosa” di Bill Walsh e Floyd Gottfredson, strips dal 13/11/1944 al 27/01/1945.

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guttuso

15 Febbraio 2005 Nessun commento


Alla Fondazione Mazzotta di Milano si trovano in esposizione un’ottantina fra quadri e disegni di Guttuso, provenienti dalla collezione Pellin, di Varese o giù di lì. Alcune delle opere sono notevoli e anche di grande formato e vale proprio la pena scomodarsi. C’è a Torino in contemporanea un’altra mostra su Guttuso, e vedendole tutte e due ci si può fare un’idea complessiva del pittore.
Riferimenti: questa sì che è arte!

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canzone quasi d’amore

11 Febbraio 2005 1 commento


Non starò piú a cercare parole che non trovo
per dirti cose vecchie con il vestito nuovo
per raccontarti il vuoto che, al solito, ho di dentro
e partorire il topo vivendo sui ricordi
giocando coi miei giorni col tempo.

O forse vuoi che dica che ho i capelli più corti
o che per le mie navi son quasi chiusi i porti
io parlo sempre tanto ma non ho ancora fedi
non voglio menar vanto di me o della mia vita
costretta come dita …dei piedi.

Queste cose le sai perché siam tutti uguali
e moriamo ogni giorno dei medesimi mali
perché siam tutti soli ed è nostro destino
tentare goffi voli d’azione o di parola
volando come vola il tacchino.

Non posso farci niente e tu puoi fare meno
sono vecchio d’orgoglio, mi commuove il tuo seno
e di questa parola io quasi mi vergogno
ma c’è una vita sola, non ne sprechiamo niente
in tributi alla gente o al sogno.

Le sere sono uguali ma ogni sera è diversa
e quasi non ti accorgi dell’energia dispersa
a ricercare i visi che ti han dimenticato
vestendo abiti lisi buoni ad ogni evenienza
inseguendo la scienza …o il peccato.

Tutto questo lo sai e sai dove comincia
la grazia o il tedio a morte del vivere in provincia
perché siam tutti uguali, siamo cattivi, buoni
e abbiam gli stessi mali, siamo vigliacchi e fieri
saggi, falsi, sinceri… coglioni.

Ma dove te ne andrai? ma dove sei già andata?
ti dono, se vorrai, questa noia già usata
tienila in mia memoria ma non è un capitale
ti accorgerai da sola, nemmeno dopo tanto,
che la noia, di un altro, non vale.

D’altra parte lo vedi scrivo ancora canzoni
e pago la mia casa, pago le mie illusioni
fingo d’aver capito che vivere è incontrarsi
aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare,
bere, leggere, amare… grattarsi.

elisabetta

7 Febbraio 2005 2 commenti


C’è tempo fino al 27 febbraio per fare un salto a Bologna e vedere questa esposizione di dipinti di Elisabetta Sirani, pittrice del ’600, morta a 27 anni per cause misteriose (sembra l’abbia avvelenata la cameriera, ma dev’essere una leggenda, un po’ come per Salieri con Mozart). La maggior parte dei suoi quadri sono stati prodotti per privati, quindi si tratta di opere di piccolo formato a carattere devozionale, tipo madonne col bambino e san Giovannino. Inoltre ci sono alcuni ritratti, allegorie e temi storici. Le pale d’altare sono anch’esse poche, e purtroppo la più interessante non è presente in mostra, ma bisogna andarla a vedere direttamente in chiesa (sempre a Bologna, comunque). Il suo stile viene collegato a quello del padre (anche lui pittore) e a quello di Reni e di Guercino, che all’epoca erano i più importanti della zona. La declinazione personale di queste caratteristiche di partenza si attua soprattutto nell’approccio intimo (tipicamente femminile) alle tematiche della maternità di Maria. Non tutte le opere sono di qualità eccelsa (anzi, alcune lasciano molto a desiderare), ma comunque è una buona occasione per ampliare la conoscenza delle poche pittrici della storia dell’arte italiana.
Riferimenti: sito

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l’aviatore

3 Febbraio 2005 1 commento


Scorsese dà vita ad un’opera ineccepibile che racconta la vera storia del regista Howard Hughes che negli anni ’30-40, oltre a fare il cineasta e a spassarsela con le dive dell’epoca (Kathrine Hepburne, Jean Harlow, ecc.), si dedica con la stessa passione agli aeroplani, acquistando la TWA e rilanciandola con l’invenzione di nuovi modelli. Come prevedibile, donne e motori gli procureranno parecchio da fare. Bel film, nonostante duri 3 ore.

ferro 3

1 Febbraio 2005 2 commenti


Sarà… ma non mi ha detto molto (eppure le recensioni ne parlano così bene…). Tra le note positive, il tipo mette su spesso un cd di una cantante araba che sembrerebbe la Atlas, invece dai titoli di coda pare si tratti di tale Slvian. Boh?!

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