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Archivio Aprile 2005

il cerano

29 Aprile 2005 Nessun commento


Palazzo Reale di Milano ospita un bel po’ di belle pale d’altare del Cerano (una ventina?), pittore che operò soprattutto in Lombardia nei decenni a cavallo tra il ’500 e il ’600.
Il tipico realismo lombardo delle prime opere, che fu fondamentale anche per la formazione del Caravaggio di qualche anno dopo, permane anche nelle opere più tarde, nelle quali si aggiunge una certa originalità compositiva.
Sono presenti anche alcuni dei grandi quadri prodotti in occasione della canonizzazione di San Carlo Borromeo (1610); rappresentano i miracoli del Borromeo ed è interessante notare la differenza tecnica e stilistica di questi ultimi dalle pale d’altare: sono eseguiti a tempera su tela in maniera veloce e meno impegnativa e puntano molto sul facile effetto provocato dai corpi storpiati oggetto di guarigione.
Altro motivo di interesse è un quadro, “Il martirio delle sante Seconda e Rufina”, eseguito a tre mani insieme al Nuvolone e al Procaccini, nel quale si nota chiaramente la parte eseguita da ognuno.
Completano la mostra alcuni schizzi preparatorii per i grandi quadri.
Riferimenti: sito della mostra

Categorie:arte Tag:

ciao romano!

28 Aprile 2005 Nessun commento


Romano Scarpa (27.9.1927 – 23.4.2005)

Categorie:fumetti Tag:

seneca

27 Aprile 2005 1 commento


Agile libro per farsi un’idea dello stoico Seneca, pensatore nato in Spagna verso la metà del I sec. d.C. Non è un libro unitario ma una raccolta di pagine prese qua e là dai suoi scritti e ordinate secondo varie tematiche concernenti la morale (la vita, la morte, il suicidio: roba allegra insomma). Tra parentesi, era favorevole al suicidio (mica per niente era uno stoico). La prima edizione di questo libro presso Laterza risale al 1924 (!) e di tale edizione conserva una premessa, illeggibile a causa dello stile antiquatissimo; paradossalmente, è più chiaro quello che scrive Seneca 2000 anni prima.

Categorie:Filosofia, Letteratura Tag:

saturday night fever

26 Aprile 2005 1 commento


… che sarebbe quella che ti viene se al sabato sera vai a vedere questo film. No, beh, a parte gli scherzi, sebbene il film non sia da buttare, rientra abbastanza bene nella categoria del film-italiano-tristanzuolo. Dal D’Alatri mi aspetterei di più, visto che sarà almeno una decina d’anni che fa questo mestiere, e gli altri due che avevo visto facevano abbastanza pena (questo un po’ meno). Fabio Volo interpreta abbastanza bene il giovane in crisi, anche se alcune volte esagera nel fare la pecorella. Forse la cosa migliore del film, a parte la bella co-protagonista, è il cameo di Cochi che appare in sogno a f.v. nel ruolo di suo padre.

io, robot

20 Aprile 2005 1 commento


Simpatica trasposizione dei racconti di fantascienza dal libro omonimo di Asimov. Trama: nel 2035 la US Robotics ha il monopolio della produzione di innocenti (e bruttissimi) androidi al servizio degli uomini, ma… Il finale ricorda molto “2001…” di Kubrick. Da indagare su chi per primo tra Asimov e Dick – o altri – ha introdotto la tematica della consapevolezza della morte nei robot (probabilmente il primo, ma fino a che livello?).

Heinrich Biber – Harmonia artificiosa

18 Aprile 2005 Nessun commento


Bellissimo doppio disco di sonate per violino (sarebbero “partite”, ma non saprei la differenza dalla sonata), pieno di ciaccone, gighe, passacaglie che mi fanno impazzire (musica del ’600).

the ring 2

11 Aprile 2005 3 commenti


Ragazzi, che minchiata.

Categorie:Cinema Tag:

tartari

8 Aprile 2005 Nessun commento


Nonostante la relativa brevità (2 ore e 20′), questo film (del 1976) riesce a ricreare abbastanza bene l’atmosfera metafisica di attesa del romanzo originario di Buzzati (1939), al quale il regista Zurlini si attiene piuttosto fedelmente (finale a parte). Vale la pena di vedere questa pellicola anche per gli splendidi scenari ambientati nell’antica città di Bam, Iran, ora non più esistente a causa del terremoto che la distrusse qualche anno fa.
Una curiosità: Buzzati avrebbe voluto intitolare il romanzo “La fortezza”, titolo nel quale si può ravvisare un collegamento a quello che pare essere il principale ispiratore delle atmosfere dei romanzi dello scrittore bellunese (mi riferisco a Kafka e al suo “Il castello”). L’editore Longanesi decise invece per “Il deserto dei tartari” per evitare relazioni con la connotazione bellica di quegli anni.
Il cast di grandi attori – tra i quali figurano Gassman, Trintignant, Noiret – appare un po’ sprecato nelle situazioni catatoniche descritte dalla sceneggiatura.

dimenticavo…

7 Aprile 2005 Nessun commento


… che sia l’inizio della fine?
Speriamo!

Categorie:Politica Tag:

heaven can wait

5 Aprile 2005 1 commento


Commedia del ’43 diretta da Ernst Lubitsch ? regista tedesco emigrato a Hollywood come i suoi contemporanei Lang e Murnau ? a cui si è ispirato Beatty agli inizi degli anni ’80 per il film omonimo da lui diretto. Il film è tratto da una commedia teatrale, e infatti è giocata molto bene sui dialoghi. Trovo praticamente inutile il preambolo e l’epilogo col diavolo che accoglie l’anima del trapassato, espediente narrativo per fargli raccontare le sue avventure sentimentali che avrebbero potuto benissimo venire raccontate al tempo presente. Mah!