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Archivio Settembre 2005

sonate

30 Settembre 2005 1 commento


Disco molto bello che contiene 8 sonate da camera per archi dalle opere II e IV di Arcangelo Corelli. Tranne la quarta sonata (che è in un unico movimento di ciaccona), le altre sono tutte in 3-4 movimenti composti in genere da un preludio seguito da un’allemanda, una corrente e una o due gighe.
La registrazione è del 1988, trovata al modico prezzo di sei e cinquanta sióre e sióri (della serie “girovagando per negozi si risparmia”).

ossessione

28 Settembre 2005 2 commenti


Nel 1943 il grande Luchino Visconti trasportò in Emilia Romagna il romanzo di James M. Cain “Il postino suona sempre due volte” (1934) dando la stura al Neorealismo. Il film è una figata. L’unica nota stonata l’ho trovata nell’arrivo enigmatico del protagonista, all’inizio inquadrato solo di spalle e ai piedi; peraltro, questo tipo di scene si trovano spesso negli ingressi dei protagonisti dei western di Sergio Leone, ma lì hanno un significato più consono, mentre in questo film mi è parso un po’ fuori luogo. Mi rimane, tra l’altro, da capire se l’introduzione (geniale) del canto di brani di opere liriche sia dovuta ad interventi in fase di sceneggiatura di Visconti & Company oppure vi fossero già nel libro.
Da buon furbacchione il regista è riuscito, anche in un film apparentemente convenzionale come questo, ad inserire inquadrature e situazioni che sono chiari riferimenti alla sua indole omosessuale: il protagonista, per esempio, è spesso in canottiera, e una scena in una camera d’albergo tra lui e un artista di strada è descritta in maniera piuttosto intima.
Piccolo aneddoto: complice la Guerra, non vennero pagati i diritti all’autore.
Interpreti principali: Massimo Girotti e Clara Calamai.

berceuse d’automne

23 Settembre 2005 Nessun commento

C’est l’automne, l’automne, on est seul près du feu.
Adieu soleil puissant, feuilles vertes, ciel bleu!
L’averse bat la vitre et le vent s’époumone
A gémir longuement sa chanson monotone,
Oh toilettes d’avril, bonheur de vivre, adieu.

On est seul près du feu, on écoute la pluie,
Et parfois l’on va voir écartant le rideau
Si le ciel est encor badigeonné de suie,
Si la rue est toujours pleine de flaques d’eau
Et l’on revient s’asseoir, on s’ennuie, on s’ennuie.

Oh désespoir du vent dans le grand bois jauni
Roulant par tourbillons de feuilles mortes sales,
Et des lettres d’amour et des débris de nid,
Emporte les beaux jours dans tes longues rafales,
C’est l’hiver à jamais, tout est fini, fini.

Oh le soleil est mort, et tout nous abandonne
Les étoiles ont fui, l’on ne les verra plus,
Tout est fini, fini, vent de tristesse entonne
Le convoi du grand deuil les temps sont révolus.
La Terre va mourir dans l’automne.

- – Jules Laforgue

Siniscalco si dimette

22 Settembre 2005 2 commenti


Perché quando il governo del Berlusca riesce a trovare un ministro serio, dopo un po’ lo costringe ad andarsene? (vedi alla voce Ruggiero.) Ai posteri la (non) ardua sentenza.

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omuncolo

21 Settembre 2005 Nessun commento


Primo volume di una serie a fumetti giapponese che racconta di uno studente di medicina che apre un buco nel cranio di un uomo scelto come cavia. Sembra che questa pratica conferisca la capacità di percepire sensazioni paranormali. Ben sceneggiato e ben disegnato, non è niente di eccezionale ma comunque è simpatico.

the fantastic four

19 Settembre 2005 1 commento


Un certo Tim Story (nomen omen) dirige questa versione cinematografica dei Fantastici Quattro. L’uso di alcune licenze poetiche rispetto alla versione a fumetti non ne tradisce troppo lo spirito originario; è anzi abbastanza chiaro l’intento del regista (e del produttore) di rifarsi soprattutto alle primissime storie dei F.Q., non soltanto, credo, perché è il primo film dedicato ad essi (a parte un primo film di qualche anno fa mai distribuito in Italia) e quindi occorreva partire dall’inizio, ma anche per alcune connotazioni di colore: per esempio, non sarà sfuggito ai lettori di vecchia data che la Cosa indossa il cappotto e il cappello, Mr Fantastic si deforma in maniera molto libera e alcune volte ridicola (caratteristica abbandonata negli anni successivi per aumentare l’effetto realistico delle storie), e altro ancora.
Tutto sommato credo che la serie di film che negli ultimi anni è stata tratta dai super-eroi Marvel (o almeno quelli che ho visto, ossia Spider-Man, Daredevil, X-Men 1 e 2) sia abbastanza deludente perché da una parte non dice niente di nuovo a chi conosce i fumetti e non so quanto possa convincere il pubblico che invece i fumetti non li ha mai letti oppure l’ha fatto solo superficialmente: trovo che un onesto film di fantascienza di serie B sia senz’altro meglio di questi rifacimenti.
p.s.: Stan Lee, il creatore dei super-eroi Marvel, appare in un rapido cameo nei panni del postino Lumpkin.

qualcosa è cambiato

12 Settembre 2005 Nessun commento


Con l’avventura che inizia questo mese, scritta per l’occasione dal grande Nolitta/Bonelli e disegnata dai mediocri Di Vitto, dopo circa trent’anni si avvia verso la conclusione la collana a fumetti di Mister No. Da quanto si può capire, il tema principale è il ritorno di M.No a Manaus dopo diversi anni (dov’è stato nel frattempo? boh?! è un bel po’ che non lo leggevo) e la constatazione che il progresso sta modificando l’ambiente naturale a scapito della foresta amazzonica.
Mi ricordo quando uscì il n. 1, nell’estate del 1975: me lo comprò mio nonno! Peccato soltanto che Nolitta non scrivesse più da tanto tempo e si sia dovuto aspettare la chiusura per leggere ancora una sua storia.

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ju dou

9 Settembre 2005 1 commento


Storia tragica, interessante e non ovvia, ambientata in un villaggio cinese dei primi del ’900, che mi ha ricordato il neorealismo nostrano.
Abientato prevalentemente in una tintoria, diventa un’ottima occasione per spargere nella storia effetti scenografici colorati; sarebbe interessante sapere se era lo stesso nel romanzo da cui è stato tratto il film oppure è stata un’idea del regista.
Regia di Zhang Yimou, 1990 (precedente “Lanterne Rosse”). Con Gong Li.

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energie

8 Settembre 2005 Nessun commento


La cassetta sulla quale circa vent’anni fa lo avevo duplicato da un vinile di un mio amico si è quasi dissolta, sono quindi contento della pubblicazione su cd di questo album di Giuseppina Romeo, ai piú conosciuta come Giuni Russo. Peccato che l’occasione per pubblicarlo sia abbastanza infelice, vale a dire la dipartita della Nostra avvenuta circa un anno fa. Il disco contiene otto canzoni composte dalla stessa Giuseppina e da Battiato, Pio, Radius e altri. Oltre ad avere un sapore battiatesco nei contenuti, sono soprattutto gli arrangiamenti e la voce unica della Romeo a fare di queste canzoni una pietra miliare nella musica pop con il loro riuscitissimo connubio di musica elettronica e classica.
Riferimenti: vuvuvùgiunirussopuntoìt

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tesoro, qui è tutto una follia

7 Settembre 2005 1 commento


John Fante, lo scrittore italo-americano reso noto in Italia da Vittorini negli anni ’60, dal 1957 al ’60 si trovava a trascorrere un periodo dalle parti di Napoli per scrivere la sceneggiatura di un film. Delle lettere spedite alla moglie in America vengono pubblicate in questo libricino le parti riguardanti le impressioni dell’autore riguardo alla realtà italiana dell’epoca. Si tratta di impressioni estemporanee e a volte discordanti ma molto gustose.
Riferimenti: fazi editore

bolwieser

5 Settembre 2005 Nessun commento


Il signor Bolwieser è un capostazione un po’ tonto (e interpretato in maniera pessima, tra parentesi) che si ritrova una moglie comprensibilmente insoddisfatta: il loro matrimonio prenderà in maniera inevitabile una pessima piega.
Tratto da un romanzo di Oskar Graf (?). Regia di Fassbinder, 1977, non credo sia uno dei suoi film migliori. Pare in origine fosse destinato alla televisione: infatti, a parte qualche scena, è tutto girato in maniera abbastanza convenzionale e alcune volte non spiegato bene – probabile conseguenza dei tagli apportati per ridurre il tutto a 2 ore. Matrice comune ad altri film del regista tedesco è la messa in scena di crudeli ménage amorosi.