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Archivio Gennaio 2006

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27 Gennaio 2006 2 commenti


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Categorie:Senza categoria Tag:

flower

25 Gennaio 2006 Nessun commento


Finalmente incomincio a capire come mai, quando – quindicenne – vedendomi prendere in prestito in biblioteca un libro di Pasolini (che poi non lessi nemmeno), mio padre assunse un’espressione un po’ preoccupata.
Non che non sapessi che PPP fosse dell’altra sponda, ma la reazione mi è sempre parsa un po’ esagerata. Mi sa che aveva visto questo film, o qualcosa di peggio.
Nel “Fiore delle Mille e Una Notte” Pasolini si ispira ai racconti contenuti nel famoso libro (indiano?, diciamo orientale per non sbagliare), e ne trae un film visivamente molto interessante – tutto girato in Asia e Africa – ed anche divertente. Da buon gayo, abbonda in inquadrature delle parti basse soprattutto maschili (e anche qui ho scoperto il precedente dell’apparente oscena semi-erezione del bertolucciano “The Dreamers”). All’inizio si fa un po’ fatica ad abituarsi ad arabi e africani che parlano con accenti calabresi o romaneschi (problemi di finanziamenti per i doppiatori o scelta stilistica?), ma dopo un po’, calati nella storia, non ci si fa quasi più caso.

delitto e castigo?

24 Gennaio 2006 2 commenti


Dato che, da buon ignorante, non ho letto “Delitto e castigo” di Dostoevskij, a cui Woody Allen si è spirato per questo suo ultimo film, le impressioni che posso trarne sono probabilmente limitate. In tutto il film sono presenti citazioni da opere liriche, che sembrano presagire un finale tragico. A pensarci ora, è più o meno quanto fa sostanzialmente Visconti in “Ossessione” (anche lì c’era la vicenda tragica di fondo, infarcita di brani d’opera): evidentemente è un cliché piuttosto abusato. Comunque, il film inizia con una apologia del Caso che viene richiamato in una sequenza del secondo tempo e chiude (mi pare si dica “ellitticamente”) tutto il film.
Tutto sommato non è male, anche se forse la scelta di alcuni attori non è stata delle più felici, in quanto – specie nella seconda parte – le situazioni mi paiono poco plausibili. Tutto sommato n. 2: non lo trovo uno dei classici film “alla W.A.”; potrebbe averlo realizzato anche qualcun altro senza problemi.

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mister no

20 Gennaio 2006 Nessun commento


Dopo l’interessante primo numero di questa serie, dedicato a Napoleone, e il deludente secondo numero (a Nick Raider) arriva il terzo su Mister No che si piazza a metà strada. Trovo sempre interessante leggere un po’ di pettegolezzi del Bonelli riguardo ai retroscena di questo personaggio, ma questo numero dedica troppo spazio alla storia finale di M.No tuttora in corso, che almeno a quanto sembra, non pare destinata a brillare come una delle cose migliori della serie. Sono interessanti le pagine di sceneggiatura schizzate “alla Bonelli” quando si può fare un raffronto con la pagina effettivamente realizzata a fumetti, ma questo costoso volume abbonda di pagine di M.No pubblicate a mo’ di riempitivo.
Conclusione: si può evitare.
Riferimenti: guarda qui

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macchiatori

19 Gennaio 2006 Nessun commento


Un po’ di quadretti macchiaioli si trovano alla Biblioteca di via Senato fino a maggio. Quadretti di Lega, De Nittis, Fattori, Boldini, Banti, etc., per alcuni dei quali vale la pena di scomodarsi. Bonus tracks: un video di una mezz’ora (in certi frangenti un po’ ridicolo, ma utile) + materiale vario in esposizione, tipo libri e articoli d’epoca sulla nascita del genere, foto, etc.

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la settimana enigmistica

18 Gennaio 2006 Nessun commento


Horror-splatter che in alcune situazioni somiglia all’ultimo (speriamo!) del buon Dario Argento.

Categorie:Cinema Tag:

non suonare al campanello

17 Gennaio 2006 Nessun commento


Un vagabondaggio nel profondo West alla ricerca della famiglia illegittima da parte di un attore verso la fine della carriera (Sam Shepard). Bei paesaggi e belle immagini per un Wenders meno palloso del solito, ma freddino come al solito.
Regia: Wenders; soggetto e sceneggiatura: Wenders + Shepard.

taddeo

16 Gennaio 2006 Nessun commento


Nell’occasione del trentennale della prima, La Classe Morta di Tadeusz Kantor rivive alla Triennale di Milano in un filmato che ricostruisce l’intera performance, composto da spezzoni ripresi in varie occasioni (stranamente non ne esisteva una versione completa).

una storia di violenza

13 Gennaio 2006 2 commenti


… è l’ultimo film di Cronenberg, tratto da un mediocre fumetto scritto da John Wagner e disegnato (sarebbe meglio dire “schizzato”) da Vince Locke. Il lavoro di Wagner non è nuovo ad essere trasposto in celluloide: da una sua serie a fumetti era stato già tratto un film, di cui non ricordo il titolo e che ho visto di sfuggita, in cui figurava anche Alanis Morrissette.
I primi dieci minuti del film sono ammorbanti, perché si capisce che si sta per assistere a una scena pesante, ma la lentezza esasperata rende l’attesa ammorbante, appunto. L’effetto è sicuramente voluto, ma stilisticamente appare un po’ un fatto a sé all’interno del film, perché non si rivive più una situazione simile – infatti nella storia a fumetti questa scena non esiste. Questa sequenza ricorda “Elephant” di Van Sant, per quanto riguarda l’attesa alla preparazione della strage; la differenza è che quest’atmosfera in Elephant durava fino alla fine e dava coerenza a tutto il film; ne era, anzi, la base.
Comunque non è malvagio ed è, perlomeno, meglio dell’originale.

antonino

11 Gennaio 2006 Nessun commento


In mostra al PAC di Milàn un po’ di cianfrusaglie del grande Artaud. Si va dalle proiezioni delle parti interpretate nei film all’inizio della sua carriera – alcuni dei quali insulsi come “Mater dolorosa” di Gance, alcuni sublimi come “Giovanna d’Arco” di Dreyer – all’esposizione di suoi manoscritti e delle prime edizioni dei suoi pochi libri e articoli per una rivista (di viaggi!), alla riesumazione della stanza dello psi-ospedale in cui si è sorbito un po’ di ac-dc (non nel senso del gruppo rock), fino ad arrivare all’ultima sala in cui si può ascoltare l’ultima sua opera (radiofonica, dal titolo “Pour finir avec le judgement de dieu”, o qualcosa del genere) costituita dalla sua voce originale registrata nel 1947-48 che proferisce invettive a destra e a manca. Curiosamente, la stessa opera è stata data su radiotre qualche sera fa, reinterpretata da attori contemporanei.

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