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Archivio Giugno 2006

trasformazioni del fumetto contemporaneo

19 Giugno 2006 Nessun commento


Alla Triennale di Milano c’è una mostra sul fumetto, che dura fino a inizio settembre. Una volta tanto il fumetto non viene proposto come qualcosa di destinato ad un pubblico infantile; anzi, nella collocazione moderna della Triennale, troviamo molti degli autori che negli ultimi vent’anni sono stati protagonisti delle tendenze che hanno spinto in avanti il discorso di fumetto sperimentale (da Moore, a Mazzucchelli, Prado, GiPi, Taniguchi, etc.). Non è una mostra granché completa: per fare un esempio, gli italiani sono rappresentati da Bacilieri e Igort. Se il primo ha le potenzialità per essere un grande autore, tuttavia non si può dimenticare che non si è mai espresso a livelli eclatanti, ed, anzi, ultimamente è ritornato nell’ambito del fumetto “commerciale” Bonelli. Igort, poi, l’ho sempre visto come un epigono di Mattotti, che qui manca.
Tutto sommato è una mostra utile per chi non conosca bene il mondo del fumetto e voglia capire cosa c’è in giro a parte le solite cose, ma che non dice molto a chi segue piuttosto da vicino le uscite a fumetti. Si limita ad essere un riassunto, neanche troppo completo, degli autori emersi negli ultimi anni, ma che non dice nulla di quelli emergenti ora, specialmente quelli operanti in aree che non siano euro-americane.
Riferimenti: sito mostra

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Ah, i francesi…

15 Giugno 2006 2 commenti


… non avranno il genio italico, ma hanno almeno l’intelligenza di mettere su internet un bel po’ di spartiti d’epoca di Lully & company, tra cui la mitica ciaccona del Borghese Gentiluomo … da noi al massimo trovi Ligabue (!!).
Riferimenti: cercare qui

regis debray

7 Giugno 2006 Nessun commento


Uno se ne va a una conferenza organizzata dal Corriere della Sera per sentire un tranquillo signore che parla a proposito di religione (argomento tanto di moda in questo periodo). Poi si informa di chi sia questo R.D. di cui ha sentito parlare qualche volta ma non ricorda nulla, e scopre che questo tizio sulla sessantina in gioventù era compagno di Che Guevara e fu anche arrestato in Bolivia all’epoca in cui il Che fu ucciso.
Beata ignoranza! … e meno male che il Corriere è il giornale della borghesia!

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terra promessa

5 Giugno 2006 Nessun commento


Film del 2003 del famoso Amos Gitai (il primo che mi capita di vedere). Al limite del guardabile: il titolo ironizza sul fatto che Israele non è solo meta di coloni ebrei provenienti da tutto il mondo ma anche di traffici di ragazze provenienti dall’Est Europa e destinate alla prostituzione, delle quali viene seguito il tragitto clandestino e la collocazione in un club per appuntamenti, a mo’ di documentario (con tanto di immancabile camera traballante). Non saprei se il tutto è realistico o no, ma qui viene secondo me caricato in maniera esasperata. Le ragazze vengono stuprate da chi le traghetta oltre confine, esaminate peggio di bestie al mercato per la vendita ai vari clan che le dovranno sfruttare, lavate con un getto della canna dell’acqua, etc. etc. Francamente, la vicenda sarà senz’altro veritiera, ma è resa quasi caricaturale dall’eccessiva concentrazione di episodi brutali che senz’altro accadranno, ma – spero – non tutti concentrati sulle stesse persone. Il peccato del film – ma anche l’intento del regista nel non volerne attenuare la crudezza – è di non concedere quasi niente all’arte, con l’eccezione di una parentesi nostalgica di una delle regazze che ricorda la sua infanzia in Estonia in cui cantava in un coro – un brano di Arvo Pärt. Altro pregio, il recupero della Schygulla nella parte della truccatrice delle aspiranti entraineuses.
Riferimenti: qui

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