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Archivio Settembre 2006

Parlando di cose serie…

27 Settembre 2006 Nessun commento

La prima notte, lui si presenta nudo col preservativo.
Lei: “Sappi che la mia non l’ha mai vista nessuno “.
Lui: “Guarda il mio, ha ancora il cellofan!”

Due amici: Tua moglie è come la prugna, fa cagare?
L’altro: Tua moglie invece è come la barba, me la faccio
tutti i giorni

La differenza tra un pene e una lampada magica sta nel fatto
che se strofini il pene non è detto che chi viene è un genio.

Una donna si confessa dal suo parroco:
“Padre, dopo la Messa in Vaticano ho
fatto un pompino al prete!”
“Figliola, dì 3 Ave Maria e ricorda che la tua parrocchia
è questa!”

Se la tua ragazza è una nana non approfittarne quando sbadiglia.

Quando di notte soffro d’insonnia prendo dei lassativi.
Non dormo lo stesso, ma almeno ho qualcosa da fare.
(Leonardo Manera)

Il papa ha detto che la verginità è un dono.
Bene, donatela più spesso!.

Sondaggio: l’80% delle donne si dichiara contraria al
matrimonio ed afferma
che per 100 grammi di salsiccia non
conviene prendere tutto il maiale…

Le categorie più bugiarde sono le donne e i cacciatori.
I cacciatori prendono un uccello e dicono di averne presi
venti, le donne ne prendono venti e dicono di averne preso solo uno…

Il millepiedi maschio alla femmina: “Dai, non fare la
stronza, dimmi fra quali gambe ce l’hai!”

Perché gli uomini scoreggiano più spesso delle donne?
Perché le donne non tengono la bocca chiusa abbastanza a lungo
da raggiungere la pressione necessaria

Due amici al bar ?
Il primo: “Ti piacerebbe fare sesso a tre?”.
Il secondo: “Certo, sarebbe il mio sogno”.
Il primo: “Beh allora corri a casa forse sei ancora in tempo!!!

Il bambino alla mamma: “Mamma perché la maestra chiama
Roberto Robertino,
Paolo Paolino, Luca Luchino e a me no?”.
La mamma tentennante: “Lo capirai da grande ?Pompeo!”

Trenitalia informa che acquistando i preservativi delle
ferrovie dello Stato potrai venire anche tu con 50 minuti di ritardo.

Due pipistrelli appesi nella grotta.
Uno chiede all’altro: “Qual è stato il giorno
peggiore della tua vita?”
L’altro: “Quel giorno che mi è venuta la diarrea”

Ligabue canta: “Tutti vogliono viaggiare in prima”.
Io l’ho fatto e ho bruciato motore e frizione ?
Grazie Liga.

Una suora per strada:
“Oh no ? ho pestato una merda.
cxxo ho detto merda.
Minchia ho detto cxxo.
Fanculo, tanto non volevo neanche fare la suora!”

In Giappone è nato un bimbo bruttino bruttino.. han deciso di
chiamarlo: Sushito nakagata!

Qual è il nome più bello per una ragazza?
Ikea: è svedese, costa poco, te la porti subito a casa
e te la monti in 5 minuti!!

L’autunno è un brutto periodo per le donne …
seccano i piselli, migrano gli uccelli,
cadono i marroni, e, se poi c’è anche la nebbia
non si vede più un cxxo!!

Un uomo al night dice ad una ragazza vestita di rosso:
“Quando vedo il rosso divento un toro!”
Lei: “Non si preoccupi io quando vedo i soldi divento una vacca!”

Gli uomini a 20 anni lo fanno a MMS: Mattina Mezzogiorno Sera.
A 30 MMS:Martedì Mercoledì Sabato.
A 40 MMS: Marzo Maggio Settembre.
A 60 MMS: Ma Magari S’alzasse…

Il sesso è come la matematica. aggiungi il letto, sottrai i vestiti
… dividi le gambe e prega di non moltiplicare!

Due peni vanno a fare una rapina in banca, ad un certo punto
entra un vibratore …
I due si guardano in faccia ed esclamano: Minchia.. Robocop!

Un tipo domanda: “Come ti chiami?”.
L’altro “Dododododododomenico …”
“Ah. sei balbuziente?”
“No. Mio padre è balbuziente e quello dell’anagrafe è
un bastardo!”

Se il bianco biancheggia, lo scuro …

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bath – terra d’albione n. 14

27 Settembre 2006 Nessun commento


La fonte termale presente in loco fin dai tempi antichi, prima della conquista romana, dà il nome alla cittadina di Bath, che è quanto di più simile ad una città d’arte italiana abbia visto in G.B. (nel mio piccolo giro). Architettonicamente di stile misto, dal gotico al neoclassico, abbisogna di almeno una giornata piena per poter essere vista con comodo.

winchester – terra d’albione n. 13

26 Settembre 2006 Nessun commento


La cittadina famosa per il motivetto cattedralizio l’ho visitata in una mattinata di pioggia, motivo per cui non ho fatto che infilarmi in tutti i negozi di libri e dischi che ho trovato. L’interno della chiesa me lo sono risparmiato, abbastanza convinto di non essermi perso granché: basti dire che una delle principali attrazioni vantate è la tomba di Jane Austen.

old sarum – terra d’albione n. 12

25 Settembre 2006 Nessun commento


A qualche chilometro da Salisbury in direzione Stonehenge, in cima a una collina circondata da un fossato si trova il primo insediamento di Salisbury, chiamato Old Sarum. Il luogo, per quanto non rimanga quasi nulla dell’antico castello e della basilica (a parte le fondamenta o poco più) vale la pena di essere visitato perché ci si trova in un ambiente spettacolare, con vista sulla città moderna e la cui storia è ben spiegata dai pannelli illustrativi turistici.

stonehenge – terra d’albione n. 11

21 Settembre 2006 Nessun commento


Che dire? Nonostante sia straconosciuto e lo si visiti in compagnia di centinaia di persone, il luogo riesce comunque a trasmettere tutto il suo fascino primordiale. Si trova a pochi chilometri da Salisbury e per vederlo da vicino si paga un ingresso piuttosto salato (otto o nove sterline): forse il più antico investimento a lungo termine, dalla preistoria ai giorni nostri?
Riferimenti: il sito del sito

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salisbury – terra d’albione n. 10

20 Settembre 2006 Nessun commento


Ricordavo male: la magna charta non è conservata a Canterbury ma a Salisbury. La cattedrale di questa piccola cittadina è situata in posizione decentrata e circondata da un prato, in un’atmosfera di quiete che, sommata alla bellezza dell’edificio, rende il tutto un angolino mica male. Anche questa chiesa prevede un biglietto d’ingresso ma all’interno, m.c. a parte, non vi sono che monumenti funebri di vescovi, soldati, etc., e ce li si potrebbe tranquillamente risparmiare.
Per il resto Salisbury non offre granché (a livello di attrattive culturali). È carina perché non è stata invasa da architetture moderne e attorno alla cattedrale si trovano le case tipiche della campagna inglese. C’è anche un museo che non ho visitato.
In compenso la vita cittadina è piuttosto movimentata: i pochi ristoranti alle 8 di sera sono tutti già pieni.

the handel house museum – terra d’albione n. 9

14 Settembre 2006 Nessun commento


Quasi nell’anonimato, al n. 23 di Brook Street se ne sta quella che per una ventina d’anni e fino alla sua morte fu l’abitazione di Georg Friderich Händel, il grande musicista tedesco trapiantato in Inghilterra (dopo un breve ma fondamentale soggiorno in Italia). Gestita da un gruppo di simpatiche vecchiette, la casa è ben tenuta e, anche se probabilmente dei mobili originali vi è poco o nulla, l’interno rende abbastanza bene l’atmosfera che doveva esservi all’epoca, grazie anche ad ampie descrizioni disponibili in ogni stanza. Sembra addirittura che, oltre ad avere ovviamente una stanza con clavicembalo – quello oggi presente non è l’originale – dedicata alla composizione, Händel si occupasse di vendervi direttamente le partiture delle sue composizioni. In una sala si può sfogliare una copia del manoscritto originale del “Messiah”.
Alle pareti vi sono numerosi quadri e incisioni che nel periodo in cui l’ho visitata – in occasione della mostra “I castrati” – erano accompagnati dai ritratti delle voci bianche che interpretavano le opere di Händel (quasi tutti italiani: Senesino, e altri che non ricordo).
Al bookshop vi erano alcuni cd interessanti ma troppo costosi: tra di essi ve n’era uno con le incisioni discografiche dell’ultimo dei castrati (Alessandro Moreschi), registrate a inizio Novecento. Ne avevo sentito un brano (struggente e inquietante nello stesso tempo) per radio e il disco mi interessava molto ma costava veramente troppo e spero di trovarlo d’occasione.
In alcuni giorni della settimana, uno dei quali ho imbroccato casualmente per la mia visita, nella sala principale c’è la possibilità di ascoltare dal vivo alcune musiche di GFH, praticamente di fianco ai musicisti. Nel mio caso il gruppo era composto da soprano, clavicembalo, flauto e violoncello e hanno eseguito un paio di cantate.
Riferimenti: la casa del sassone

the courtald gallery – terra d’albione n. 8

13 Settembre 2006 2 commenti


Uno se ne gironzola come un pellegrino per l’antica Londinium convinto di aver visto tutte le cose fondamentali e invece si imbatte in questa galleria di dipinti (parte di una più ricca collezione di tale Courtald, conservata nella sua antica residenza, Courtauld Institute of Art, Somerset House, Strand) che contiene alcune opere veramente straconosciute ma che non immagina si trovino qui. Una è, per esempio, l’autoritratto di Van Gogh qui sotto, ma ci sono molti Manet, Renoir, Degas, Rubens, etc. etc.
Riferimenti: sito internet

national portrait gallery – terra d’albione n. 7

12 Settembre 2006 2 commenti


Svoltato l’angolo della National Gallery si trova la National Portrait Gallery (St. Martin’s Place). Come dice il nome, contiene una sfilza incredibile di ritratti di personaggi antichi e moderni di nazionalità inglese o che con la Terra d’Albione (ma chi sarà mai questo Albione?) abbiano avuto un qualche legame di qualche tipo.
Se non si conosce MOLTO bene la cultura inglese (come nel mio caso) la quasi totalità di questi ritratti – specialmente quelli antichi – lasciano indifferenti (vedi tutta la sequela di re, regine e famiglie reali). Ogni tanto però si trova qualcosa di raro che vale la pena di una visita. A me hanno acchiappato i ritratti di Händel, di Purcell (soprattutto quest’ultimo, che è praticamente l’unica immagine conosciuta del compositore), di personaggi italiani (perlopiú legati allo spettacolo) emigrati in Inghilterra nel ’7-800, etc.
Riferimenti: sito della NPG

victoria and albert museum – terra d’albione n. 6

11 Settembre 2006 Nessun commento


No, l’immagine non è quella del David di Firenze, ma quella presente al V&A nelle sale delle copie. Queste due sale spettacolari raccolgono un gran numero di repliche di sculture – italiane, francesi e tedesche – a grandezza naturale: la cosa più impressionante è la Colonna Traiana, che vista in un interno sembra ancora più gigantesca.
Tutto questo museo rappresenta una raccolta di opere di design provenienti da ogni luogo dello spazio-tempo: nacque proprio per dare agli artisti o studenti inglesi la possibilità di studiare opere provenienti da ogni parte del mondo. Ci sono collezioni di arte orientale (indiana, giapponese), islamica, oggetti di design, tessuti, etc. etc.
La sezione pittura non è la più eclatante: di notevole ho visto più che altro i cartoni disegnati da Raffaello per una serie di arazzi commissionatagli dal papa tal dei tali.
Il tutto necessita di almeno un paio di giorni per essere visto nella sua interezza (e non il paio d’ore che gli ho riservato io). Sarà per la prossima volta.
Riferimenti: V&A website

national gallery – terra d’albione n. 5

11 Settembre 2006 Nessun commento


Altro grande museo londinese da visitare – possibilmente – in quattro mezze giornate, una per ogni sezione, in modo da non fare indigestione cercando di vedere tutto in una volta sola. Contiene dipinti che vanno dal XIV al XX secolo (molti italiani rinascimentali).
Riferimenti: website

tate britain – terra d’albione n. 4

8 Settembre 2006 Nessun commento


La mitica Tate Gallery, si affaccia sul Tamigi e, come molti dei principali musei di Londra, è ad ingresso gratuito. Contiene una quantità di dipinti (britannici) importanti: quelli che mi ricordo al volo sono i mitici lavori preraffaelliti di Millais, Gabriele Rossetti, Waterhouse, etc. Contiene anche un’infinità di lavori trascurabili della altrettanto trascurabile grande maggioranza dei pittori britannici di tutti i secoli. Ma sono gratis!
Riferimenti: ecco il sito

canterbury – terra d’albione n. 3

7 Settembre 2006 Nessun commento


Canterbury è la prima delle cittadine importanti che si incontrano arrivando in Gran Bretagna in auto (attraccando a Calais). Famosa (?) perché all’interno della sua cattedrale vi si conserva una delle poche copie della Magna Charta. Molto interessante la lettura della suddetta per capire usi e costumi dell’epoca (XII o XIII sec., non ricordo). Il charity shop di Oxfam di Canterbury aveva un sacco di interessanti lp in vinile di musica classica a prezzi stracciati che purtroppo non ho acquistato.
La città è famosa a causa del libro di Geoffrey Chaucer, “The Canterbury tales”, che ho preso ma non ho ancora letto, e deve essere una specie di Decamerone all’inglese. In qualsiasi libreria si trovano innumerevoli versioni più o meno economiche e più o meno commentate del libro. Le versioni commentate sono altamente consigliate.
L’immagine della foto non ricordo se sia il portale della città oppure una chiesa, boh?!

rochester – terra d’albione n. 2

4 Settembre 2006 2 commenti


Rochester è una ridente cittadina a circa 40 km da Londra, posta sulla via che da Dover, passando per Canterbury, arriva alla capitale. Le principali attrattive sono la cattedrale (una delle più antiche del Regno Unito, pare) e il castello. Quest’ultimo è piuttosto disastrato ma comunque non al punto da non poterlo sfruttare come attrattiva visitabile dai turisti. Vi si trova il più caro hotel a due stelle che abbia incontrato (60 £ per il b&b), ma anche quello tenuto meglio. Ma perché tutti gli hotel hanno quella odiosa (e potenzialmente infiammabile) moquette?
Visitare Londra in treno da qui costa una follia, ragion per cui ho usato l’auto.

Talking with the taxman about poetry

1 Settembre 2006 Nessun commento

Sorry to bother you, Citizen taxman!
No thanks? Don?t worry? I?d rather stand.
I?ve come to see you on a delicate matter:
the place of the poet in a workers? land.
Along with storekeepers and land users
I?m taxable too, and am bound by the law.

Your demand for the half-year is 500 roubles,
and for not filling forms in ? 25 more.
My labour?s no different from any other labour.
Examine these figures of loss and gain,
the production costs I have been facing,
the raw material I had to obtain.

With the notion of ?rhyme? you?re acquainted, of course?
When a line of ours ends with a word like ?plum?
in the next line but one we repeat the syllable
with some other word that boes ?tiddle-ti-tum?.
A rhyme is an IOU, as you?d put it.
?Pay two lines later? is the regulation.

So you seek the small change of inflexion, suffix
in the depleted till of declensions, conjugations.
You shove a word into a line of poetry
but it just won?t go ? you push and it snaps.
Upon my honour, Citizen taxman,
words cost poets a pretty penny in cash.

As we poets see it, a barrel the rhyme is,
a barrel of dynamit, the fuse is each line.
The line starts smoking, exploding the lines is,
and the stanza blows a city sky-high.
Where to find rhymes, in what tariff list,
that hit the bull?s eye with never a failure?

Maybe a handful of them still exist
faraway somewhere in Venezuela.
I have to scour freezing and tropical climes.
I flunder in debt, I get advance payments.
My travel expense bear in mind.
Poetry ? all poetry ? is an exploration.

Poetry is just like mining radium.
To gain just a gram you must labour a year.
Tons of lexicon ore excavating
all for the sake of one precious word,
but how searing the heat of this word is
alongside the smouldering heap of waste.

There are the words that go rousing, stirring
millions of hearts from age to age.
Of course, there are different brands of poet.
Famed for sleight of hand are quite a few.
Verses they pull, like a conjuror, boldly
out of their own mouths ? and others? too.

What can one say of the poetry eunuchs?
They write stolen lines in ? not turning a hair.
Thieving like that is nothing unusual
in a country where thieves are enough and to spare.
These contemporary odes and verses
which with rapt ovations audiences greet
will go down in history as overhead charges
for the achievements of a few of us ? two or three.

It takes quite a time, to get to know people,
smoke many a packet of cigarettes
till you raise that wonderful word you?re needing
from the deep artesian folk wells.
Straightaway the rate of tax grows less.
Knock that wheel-zero off the dotal due.

I pay one rouble 90 for a hundred cigarettes
and one rouble 60 for the salt I consume.
I see in your form there?s a host of questions:
?Travelled abroad? Or spent all the time here??
What if I?ve run down a dozen Pegasuses
in the course of these fifteen years?!

You wnat to know how many servants I?m keeping,
what houses? My special case please observe:
where do I stand if I lead people
and simultaneously the people serve?
The class speaks with the words we utter
and we proletarians push the pen.

The soul-machine wears out, begins to splutter.
The tell us: ?Your place now is on the shelf?.
There?s ever less love, less bold innovation,
time strikes my forehead a running blow.
There comes the most terrifying depreciation,
the depreciation of heart and soul,
when one day this sun shall like a fattened hog in
a land of rid of beggars and cripples rise,
dead by the fence I?ll have long been rotting
along with ten or so colleagues of mine.
Draw up my posthumous balance-sheet!

I tell you ? upon this I?m ready to bet ?
unlike all the dealers and climbers you see
I?ll be a unique case ? hopelessly in debt.
Our duty is to roar like brass-throated sirens
in philistine fog and in stormy weather.

Paying fines in cash and high interest on sorrow,
the poet is always the Univers?s debtor.
And I owe a debt to the lights of Broadway,
a debt to you also, Bagdady skies,
to the Red Army and to Japan?s cherry blossom ?
to all about which I had no time to write.

Why did I undertake this burden?
With rhyme to shoot, with metre anger to spark?
Your resurrection the poet?s word is,
your immortality, Citizen clerk.

Read any line a hundred years after
and it brings back the past, as fast as a wink,
all will come back ? this day with the taxman
with a glint of magic and the reek of ink.
Come, you smug dweller in the present era,
buy your rail ticket to Eternity here.

Calculate the impact of verse and distribute
all that I earn over three hundred years!
Not only in this lies the power of a poet,
that it?s you future generations will think about.
Oh no! Today too are the rhymes of a poet
a caress, a slogan, a bayonet, a knout.

Five ? not five hundred ? roubles I?ll pay you,
Citizen taxman! Delete every nought!
As of right I?m demanding a place
with workers and peasants of the poorest sort.
But if you think all I do is just press
words other people use into my service
Comrades, come here, let me give you my pen
and you can yourself write your own verses!

Vladimir Majakovskij, 1926
Translated by Peter Tempest, 1985