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Archivio Novembre 2006

dylan dog 240 e 243

30 Novembre 2006 Nessun commento


Erano anni che Sclavi non scriveva storie per il suo personaggio. Con le ultime due (Ucronìa e L’assassino è tra noi) dimostra ancora una volta la differenza tra un mestierante (TUTTI gli altri autori di DD, per esempio) e un vero autore che, pur non potendo produrre sempre capolavori, riesce a comunque a costruire delle storie piene di intelligenza e ironia).

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come vi pare e piace

30 Novembre 2006 1 commento


Sfugge – a me, perlomeno – il motivo per cui Branagh abbia voluto trasferire nel Giappone di fine ’800 l’ambientazione di questa commedia di Shakespeare. A parte l’introduzione, con attori di teatro No (o Kabuki?), e un gruppo di praticanti di Tai Chi nel bosco, per il resto sembrerebbe di trovarsi in Inghilterra un paio di secoli prima. Rimane la fedeltà (mi pare) allo scritto shakespeariano e al contesto teatrale antico, con tanto di situazioni descritte sommariamente (che invece in un film moderno sarebbero del tutto improponibili).

schifezze varie

28 Novembre 2006 2 commenti


Si è appena conclusa al PAC milanese la mostra del pisquano di turno. Questa volta trattavasi del fotografo Andres Serrano, che non fa mancare nulla al suo catalogo in fatto di provocazioni alla morale, civile o religiosa (di tipo un po’ datato, forse, ma bisogna tenere conto che vive nella bigotta America). In particolare questa mostra presentava la serie “The morgue”, nella quale apparivano immagini di cadaveri morti in maniera innaturale, ma fortunatamente fotografati per dettagli e non a figura intera. Oltre a questa serie, ve n’era un’altra molto colorata e di grande formato intitolata “America”, appunto, nella quale sono ritratti personaggi (in genere anonimi e marginali, ma con qualche eccezione) della società statunitense. Completava il tutto la foto di un crocifisso immerso nell’urina. (!)
Riferimenti: sito

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sequenze d’un gusto straniero

22 Novembre 2006 Nessun commento


Il buon Jordi Savall ripercorre dopo diversi anni quelli che sono stati i suoi esordi da pioniere della riscoperta del repertorio per la viola da gamba. Le due suite, per viola più accompagnamento di altre viole, liuti, etc., provengono dal terzo o quarto libro di Marin Marais e sono fenomenali. Ovviamente dell’anniversario della nascita di Marais (n. 1656) non se n’è ricordato nessuno, essendo tutti presi a riverire quello di Mozart (e a batter cassa).

celestiali escursioni

6 Novembre 2006 Nessun commento


La benemerita radiotre trasmise iersera la registrazione di un’opera di tale Robert Ashley (mai sentito prima) rappresentata alla Biennale di Venezia in settembre. Svolgimento dell’opera: per un’ora e mezza, tre o quattro persone non hanno fatto altro che parlare tra di loro in americano per brevi frasi, accompagnati da un sottofondo minimale di pianoforte e sintetizzatori, alla maniera di alcuni brani della vecchia Laurie Anderson, ossia tra il parlato e il cantato (e a questo punto mi viene il dubbio se la Laurie non provenga dal contesto di Ashley, visto che è più anziano di lei). Nonostante l’apparente monotonia, non ho potutto fare a meno di ascoltare tutto fino alla fine, perché in diversi momenti l’armonia delle voci e della musica, che si intrecciavano in maniera che si potrebbe pensare casuale, raggiungevano dei momenti di vera bellezza. Non saprei dire nulla, però, dei contenuti dei discorsi.
P.s.: in realtà mi ero appropinquato all’ascolto di quest’opera attirato dalla presenza di “Blue” Gene Tyranny al pianoforte, convinto che questi fosse una donna, perché l’unica cosa che conoscevo di lui era la canzone “The next time might be your time”: invece è un uomo!
Riferimenti: Robert Ashley