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Archivio Dicembre 2006

buone feste

22 Dicembre 2006 1 commento


Si riapre il nove gennaio.

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la giovane cristina

21 Dicembre 2006 Nessun commento


Da un po’ di mesi – ogni tanto – mi frullava per la testa l’interrogativo di chi fosse la cantante che a luglio apriva il concerto di Morrissey a Bollate. La manciata di canzoni che sparò nell’attesa dell’inizio erano eseguite solo con batteria, tastiera e voce ed erano un mix – per quel che mi ricordo – tra un sottofondo rock-industriale un po’ alla Einsturzende Neubauten e una melodia vocale. Ad un primo ascolto parevano quasi tutte piuttosto mediocri, tranne una che invece mi aveva colpito parecchio. Scopro ora che la tizia si chiama Kristeen Young e quel pezzo – London Cry – esce ora come singolo: urge procurarselo.
p.s.: grazie alla ditta per cui lavoro che mi permette di fare queste ricerche molto interessanti durante la giornata.
Riferimenti: website

Categorie:Musica, Rock Tag:

sensus

18 Dicembre 2006 Nessun commento


Finalmente, dopo cinquantadue anni dalla sua uscita sono riuscito a vederlo (e ne valeva la pena). Trattasi di una tragica storia sentimentale, tuttora molto coinvolgente, ambientata a Venezia nel 1866, durante la lotta per la liberazione dagli austriaci e l’annessione del Veneto al già nato Regno d’Italia. L’inizio del film è ambientato alla Fenice durante Il Trovatore, e per tutta la prima parte – che si svolge per le calli veneziane – pare di essere a teatro, complici i tagli obliqui della regia e le luci e controluci della fotografia.
Regia L. Visconti
Sceneggiatura: Visconti, Bassani e un altro che non ricordo.
Attori: Alida Valli, Massimo Girotti
Colonna sonora: sinfonia di Bruckner (la V o la VII?).

u’ novu munnu

12 Dicembre 2006 3 commenti


Se film come questo, come si legge in giro, sono tra i migliori prodotti dell’industria cinematografica italiana, non c’è proprio che dire: siamo messi male. Una delle poche cose interessanti di questo esercizio sul tema “emigranti siciliani in america a inizio novecento” sono i dialoghi in dialetto – più patetici che brillanti, peraltro, come sarebbe stato augurabile – e le parentesi oniriche (felliniane?) illustrate dal manifesto.
Peccato perché Respiro, il secondo film di Crialese, mi era piaciuto per la freschezza e la delicatezza del tema affrontato con intelligenza. I casi sono due: o là c’era qualcun altro alla sceneggiatura o … boh?
Particolare tecnico: largo uso dell’”effetto notte”.

pasolini prossimo nostro …

5 Dicembre 2006 2 commenti


… è il titolo abbastanza stucchevole di un film-intervista in uscita in questi giorni in cui Bertolucci Giuseppe raccoglie materiale d’archivio con interviste a PPP riguardo al suo ultimo film, Salò o le 120 giornate di Sodoma, e le inframmezza a immagini fotografiche di scena dello stesso. Ovviamente il tutto è molto interessante, e immagino il titolo alluda al carattere profetico – o quantomeno all’attualità – di certe sue dichiarazioni rispetto alla modernità, valide più che mai ai nostri giorni.
Il film è preceduto da un corto di Toccafondo, con musiche di un pianista giapponese, sempre sul tema PPP.
Riferimenti: sito

tamara

4 Dicembre 2006 Nessun commento


La Tamara (Lempicka è il cognome da maritata), nasce in Polonia ma vive a Pietroburgo fino alla rivoluzione, dopo la quale si trasferisce in Francia. Inizia a dipingere e dopo pochi anni (intorno al 1922-23) arriva ad uno stile pittorico – un po’ furbo e vacuo, se vogliamo – che è uno splendido mix tra espressionismo, futurismo, moda, pubblicità e neoclassicismo. L’Italia e Milano in particolare ebbero un ruolo importante nel promuovere la sua opera, perché una delle prime mostre a lei dedicate si svolse nella galleria milanese che promuoveva, tra l’altro, gli artisti del gruppo Novecento Italiano (Funi, Wildt, etc.). Intelligentemente legata alla cultura europea del periodo, la Lempicka sforna fino al 1940 circa una quantità di dipinti la cui omogeneità stilistica ne rivela il grande successo, ritraendo personaggi della nobiltà-borghesia dell’epoca. Molti di questi dipinti sono presenti nella mostra di Palazzo Reale a Milano, fino a gennaio. Agli inizi degli anni ’40, a causa del nazismo, si trasferisce negli USA ma con il cambiare del contesto e della committenza finisce anche il momento magico e la Tamara continuerà a lavorare con poco riscontro pubblico fino al 1980, anno della morte, creando quadri più luminosi e colorati, ma sempre in uno stile tra l’iperrealismo e il tagliente espressionismo degli inizi.

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