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Archivio Gennaio 2007

che non si sappia troppo in giro …

29 Gennaio 2007 Nessun commento


… ma questo libro contiene dei tesori per chi, come me, sta tentando di strimpellare il violino (ma anche per chi voglia semplicemente ascoltare della musica stupenda). Contiene la quasi-opera omnia di Corelli (a parte i Concerti Grossi, stampati a parte), ed è il distillato delle musiche da camera e da chiesa che il Corelli suonava a destra e a manca nella Roma del ’6-700. Anche le sonate di altri autori di questo periodo (penso a Couperin o a Pachelbel, per esempio, ma anche a tanti altri) sono bellissime ma qui si sente proprio che il Nostro ha cesellato contrappunto, armonie e melodie in maniera incomparabile.
Riferimenti: dover publications

Eucalypto

26 Gennaio 2007 Nessun commento


Che dire? Nonostante fossi molto prevenuto (anche per aver già visto Passion) il film mi ha coinvolto parecchio mentre lo guardavo, e questo credo sia già un fattore di successo per un film, ossia una serie di immagini proiettate in una sala buia per due ore di fila e che finisce all’una di notte, tipo le diapositive delle vacanze di qualcun altro. Pieno di esagerazioni, aberrazioni, etc. quanto si vuole, ma fonte di riflessioni – non originalissime, per la verità – per le sue varie chiavi di lettura:
1. La positività della vita semplice contro la negatività di quella organizzata in società complesse
2. La forza di volontà del singolo contro le avversità
3. Superman contro gli Aztechi (o Maya, o boh?)
4. Gibson si era ubriacato prima, durante o dopo aver girato questo film?
5. Etc.

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la triplice intesa

24 Gennaio 2007 Nessun commento


Una bella tripletta di composizioni è stata eseguita ieri sera alla Università Statale di Milano. Si trattava di una suite di sinfonie tratte dalla Fairy Queen di Purcell, un concerto per fagotto di Vivaldi e la sinfonia “spiritosa” Il Distratto di Haydn. Il tutto era condotto – e in parte eseguito – dal fagottista/direttore Turkovic con l’orchestra della Statale. La parte haydniana mi pare essere stata quella più consona a questa orchestra (gli strumenti che hanno suonato erano, non a caso, moderni), mentre i primi due brani in programma parevano suonati con un poco meno convinzione, secondo il mio modestissimissimo parere.

Ciao Gino!

23 Gennaio 2007 Nessun commento


Se n’è andato a 79 anni Gino D’Antonio, lo storico disegnatore, da molto tempo in quota alla Bonelli. Il suo era un tratto sciolto – da autodidatta – e che trovavo personalmente molto simpatico. La sua carriera di disegnatore inizia nel Secondo Dopoguerra, ma quelli della mia generazione lo ricorderanno soprattutto per il lungo ciclo “Storia del West”, da lui scritto e, in parte, disegnato nella prima metà degli Ottanta.
Riferimenti: biografia

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non c’è mica solo il canone

19 Gennaio 2007 Nessun commento


Pachelbel non è solo Canone e Giga. Questo cd, appena sei euro, contiene una serie di “Delizie musicali”, di nome e di fatto: suite di musica per un paio di violini più basso continuo, costituite da danze (gighe, correnti, allemande, gavotte, etc.). Una libidine, insomma.

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déjà stra-vu

17 Gennaio 2007 Nessun commento


Se avessi saputo che dietro a questo titolo e a questo manifesto che lasciavano presumere un thriller psicologico (o para- tale), si celava invece una variante sul tema “macchina del tempo” non sarei mai andato a perderci due ore. Sulle prime pareva di trovarsi davanti ad un film poliziesco, quantomeno, ma a poco a poco si intravede la fregatura: il dipartimento di polizia di N.Y. (2006, non fantascienza) dispone di un mega-software che permette di ricostruire fatti avvenuti nel passato e – guarda guarda – si scopre casualmente che in quei fatti si può anche intervenirvi. A questo punto (circa a metà del primo tempo) siamo a posto: ci troviamo nel classico plot da viaggio nel tempo a proposito del quale basterebbe conoscere la trilogia di Ritorno al futuro per trovare questo film ultra-superato.

Regia: Tony Scott
Interpreti: Denzel Washington, Val Kilmer, James Caviezel

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ho fatto crash

16 Gennaio 2007 Nessun commento


L’oscar alla sceneggiatura assegnato a questo film induce a riflettere sul criterio usato dai giudici o sul fatto che i premi possano venire assegnati anche per motivi non strettamente artistici. La sceneggiatura di Crash infatti è molto curata, sì, ma lo è a tal punto da risultare addirittura artificiosa. Si parte con quattro o cinque storie con personaggi diversi che finiscono per intersecarsi in maniera un piuttosto artificiale, appunto, in una città come Los Angeles, che non deve proprio essere un paesino. Questa sceneggiatura troppo ingegneristica finisce per fagocitare gli altri aspetti del film, quali l’atmosfera o l’approfondimento psicologico, che invece avrebbero potuto compartecipare alla resa d’insieme. Ciò non toglie che l’oscar per il montaggio sia invece presumibilmente meritato e che la storia faccia riflettere in maniera intelligente sulla convivenza multiculturale alla quale siamo costretti e ai pregiudizi, giustificati o meno, che ne derivano, da parte di un gruppo o dell’altro.

Regia: Paul Haggis
Interpreti: Matt Dillon, Sandra Bullock

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paga paga paganini

10 Gennaio 2007 2 commenti


Simpatico librettino degli anni 60 – trovato usato a prezzi stracciati – ma che sembra ancora piuttosto attuale nel raccontare la vita e – meno – le opere di Nicolò Paganini, nato a Genova e morto a Nizza, gran virtuoso e gran marpione, pare.

«vedo gente, faccio cose …»

9 Gennaio 2007 Nessun commento


Ecce Bombo del 1978 rientra nella serie post-fricchettonesca dei primi film di Moretti: come in Io sono un autarchico, non c’è una storia vera e propria, ma l’esile trama sembra un pretesto per rappresentare varie situazioni riguardanti la famiglia, la politica, la cultura, e la vita giovanile di quegli anni in generale. Mi pare che Bianca (o Sogni d’oro, non ricordo quale venga prima) sia il punto dal quale Moretti inizi a costruire dei film completi e validi, senza abbandonare la mitomania caratteristica del suo personaggio. Comunque il film è molto divertente e si possono vedere persone che in seguito sono diventate famose anche in altri contesti (Lina Sastri, Mughini, il mitico Paolo Zaccagnini di radio3).

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hartung

8 Gennaio 2007 Nessun commento


Diverse opere di questo artista (1904-1989) si trovano alla Triennale Bovisa. Si tratta di tele, spesso molto grandi, che partono dagli inizi cubisti – poco documentati – e percorrono tutta la sua carriera nella quale in verità si riscontra una evoluzione di non grande rilievo. Hartung pare la quintessenza dell’informale: a suo stesso dire le sue opere non vogliono rappresentare nulla, ma sono il risultato di un atto istintivo, gestuale, il cui unico scopo è il senso stesso del disegno. È divertente infatti osservare i filmati in cui viene ritratto durante l’esecuzione di alcuni quadri, e notarne il criterio di casualità utilizzato nel comporli. Con questo metodo, per raggiungere dei buoni risultati, che pure si trovano esposti, ovviamente è necessaria una grande produzione di opere mediocri che infatti non mancano.
Sarebbe curioso sapere se il grande successo ottenuto fin dagli anni quaranta non fosse dovuto anche allo stesso tipo di supporto che la Cia dette ad artisti quali Pollock nel creare un fronte culturale occidentale da contrapporre alla potenza sovietica.

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