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Archivio Marzo 2007

non è la rai…

28 Marzo 2007 Nessun commento


… ma è il Monte Rai, da cui è stata scattata questa foto panoramica su Lecco, Resegone, etc. La terza gita montanara ’07 è stata questa, con partenza dal lago Segrino, e salita dalla vecchia carrozzabile che arriva fino al rifugio SEC. Percorrendo questa strada si passa dal luogo in cui si lanciano in volo i pazzi col parapendio.

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fikarra e pikone

27 Marzo 2007 2 commenti


Questo mi pare uno dei film più squinternati che ci siano in giro ed è, chiaramente, un pretesto per sfruttare la popolarità della coppia e che difficilmente avrà un seguito. Dopo un pretenzioso inizio alla guerre stellari, si passa ad una trama banale e approssimativa ma, perlomeno, non volgare. Si ride anche abbastanza spesso, ma i film con Lino Banfi degli anni ottanta sono un capolavoro, al confronto.

amori al fronte

26 Marzo 2007 Nessun commento


Così tradurrei il titolo di questa miniserie (“Army @ Love”) appena iniziata per la linea Vertigo, sotto-etichetta d’assalto della più paludata DC Comics. Rick Veitch, conosciuto ai più per la sua collaborazione con Alan Moore, si butta nel tema caldo per eccellenza, ovvero la guerra nel malcelato Afgabhistan (!). Lo affronta in maniera dissacratoria, divertente, un po’ alla “Dottor Stranamore”, ottenendo una risultante stilistica e uno schiaffo politicamente scorretto difficilmente ottenibili da un mezzo diverso dal fumetto, nonostante tutto per nostra fortuna ancora relegato nel sottoscala della Cultura.

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Lettera a Michele Fracito

20 Marzo 2007 Nessun commento


Caro Michele, scusa per il ritardo di qualche anno ma il tuo “meraviglioso” film lo hanno dato in tv solo ieri sera, e io non me la sentivo (e ora posso dirlo a ragion veduta) di spendere sei o sette euro per vederlo, all’epoca.
Sei un bravissimo attore, molto spontaneo, bisogna riconoscerlo, ma come regista proprio sei una delusione unica. Veniamo al dunque. Che bisogno c’era di un film del genere? Se dalle biografie della coppia Aleramo-Campana non hai trovato niente di particolare da estrapolare, era proprio necessario sprecare pellicola per mostrare poco più di una sequela di accoppiamenti, più o meno secondo natura, ansimi, grida nevrasteniche, etc. Se fossi stato al tuo posto, avrei dedicato a tutto questo si e no un minuto, lasciando il più possibile sottinteso, e avrei incentrato tutto il film su una STORIA vera. L’idea di affidare a una voce fuori campo la lettura delle epistole dei due, poi, è di una pacchianeria sconvolgente. Ti posso concedere solo la correttezza della realizzazione tecnica del manufatto, ma per il resto: bocciato.
Cordiali saluti.

non solo Adagio

20 Marzo 2007 Nessun commento


Perché per trovare in negozio queste sonate a tre di Albinoni bisogna sentirsi una specie di indiana jones? Come per Vivaldi, anche di Albi si trovano in giro a pacchi i suoi concerti, ma le sonate non se le fila quasi nessuno. Eppure sono stupende. Queste dell’op. 3 sono stilisticamente più arcaiche e convenzionali di quelle vivaldiane (delle op. 1 e 2): sono infatti ancora legate profondamente al gusto di danza francese – da cui il titolo – mentre quelle del red priest sono ricche di esuberante inventiva, ma sono ugualmente belllissime.

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corni di canzo

19 Marzo 2007 Nessun commento


Seconda escursione 2007. Anche questo è uno dei miei percorsi consueti. Salita di meno di due ore dal lato di Canzo, discesa (più impegnativa) dalla Val Ravella (mi pare si chiami così) e passaggio da Terzalpe. Il rifugio SEV era ancora chiuso e c’era un po’ di foschia, ma il panorama era comunque eccellente.

Corelli più Geminiani uguale Roba da sballo

14 Marzo 2007 1 commento


Ho trovato da Fnac a prezzo scontato (perché c’è allegato il catalogo harmonia mundi) i 6 stupendi concerti grossi che Gem. ha tratto dalle sonate op. 5/2 di Corelli. Il procedimento usato dall’allievo nel rielaborare le sonate del maestro è abbastanza semplice, in definitiva: nei ritornelli, per esempio, di solito la prima parte rimane tipo sonata a tre, la ripetizione invece viene eseguita da tutta l’orchestra. Risultato: non si tratta di una vera riscrittura ma di un Corelli vestito per la festa.
p.s.: direttore quel manzo di Andrew Manze, Academy of Ancient Music, 1999.

everett

13 Marzo 2007 Nessun commento


Il buon Paul Everett si piglia la briga di fare un sunto del perché e del percome delle 4 Stagioni, della loro datazione (da lui stabilita intorno al 1718-20, tramite comparazione dei manoscritti di Torino, Dresda, etc. che fanno da riferimento all’op. 8), del saliscendi delle tonalità, del verismo, etc. etc. Tutto molto bello. L’unica cosa che convince poco è il voler da parte sua far risalire al suo connazionale Milton l’idea del ciclo vivaldiano, l’ispirazione dei sonetti che accompagnano la partitura e la loro scansione.
p.s.: ma perché i maggiori studiosi di Vivaldi devono essere inglesi? PERCHÉ????

1240 s.l.m.

12 Marzo 2007 Nessun commento


Sabato ho inaugurato la stagione escursionistica 2007 con la solita salita al Cornizzolo (passando dalla stupenda e inquietante chiesa di S. Pietro a Civate). Questa montagnola la considero la mia palestra all’aria aperta: due ore abbondanti di camminata abbastanza facile, un paio di fontanelle lungo il percorso, panorama spettacolare a dispetto dell’altezza non esagerata (oltre alla vista delle Alpi, una volta, con il cielo particolarmente limpido si riuscivano a vedere anche gli Appennini!). Essendo sabato ho incontrato poca gente, ma è molto meglio così. Il programma sarebbe di farsi ogni sabato utile una cima della zona (Corni di Canzo, etc.) e una volta ripristinato l’allenamento, a fine stagione, la Grigna. Speriamo di non fare come l’anno scorso che l’inaugurazione è coincisa con la chiusura!

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una locanda più di là che di qua

9 Marzo 2007 Nessun commento


Masiero, reduce dalla dipartita di Mister No, si prende il merito di farci vedere i bei disegni di Freghieri, applicati ad una storia che non è né carne né pesce.

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la bimba da un milione di dollary

9 Marzo 2007 Nessun commento


I film di Eastwood sono proprio come te li aspetti: compiti ben eseguiti, ma privi di uno scatto artistico. Eppure mastro Leone gli avrebbe offerto una quantità di spunti eccezionale. Mi viene in mente per esempio lo stupendo incipit di non-ricordo-quale-film-di-L. nel quale per, tipo, cinque minuti nessuno dice una parola e tutto è costituito da inquadrature ravvicinate di persone in un saloon dall’aria bollente, una mosca che gira, etc. E questo basterebbe a fare un mattone della storia del cinema. Tornando a Boscorientale, si tratta di uno schema che sarà già stato usato innumerevoli volte: la persona che cerca di affermare se stessa + la salita + la vittoria + la sconfitta + la fine. Ovviamente lo schema è corredato di personaggi, situazioni, atmosfere realistiche, ma l’Arte la troviamo da qualche altra parte.
p.s.: il titolo, poi, che c’azzecca?