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Archivio Aprile 2007

barzago

30 Aprile 2007 Nessun commento


Altra domenica di sole e quindi, obbligatoriamente, pedalifera. Stavolta me ne sono, con fatica, andato verso nord: Seregno, Carate, Renate, Cremella, Barzago. Un paio di salite le ho dovute fare a piedi, ma erano parecchio impegnative (almeno per il mio livello, piuttosto basso, di allenamento). Il punto topico di questa faticata è stato quello della foto, ovvero la veduta dalla cima di Barzago delle solite montagne ma da un’angolatura diversa, ugualmente splendida. Totale: quattro ore abbondanti di pedalate. Tornato a casa, pizza, predisposizione per una grande riposata ma, alle nove, chiama un amico per andare a farsi una birra. Aiuto! Ma come si fa a dire di no?

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transizione completa!

23 Aprile 2007 Nessun commento


Con l’ultima incursione al Libraccio ho avuto la fortuna di completare la transizione da vinile a cd di tutta la produzione di Smiths-Morrissey, dei quali, avendo da sempre i vecchi 33 giri – che insieme a quelli di Battiato erano gli unici dischi che mi potevo permettere da studente – mi ha poi sempre scocciato dover ricomprare le versioni in cd (anche per il fatto che non contengono nessuna bonus track).

Categorie:Musica, Rock Tag:

Kandinskij

20 Aprile 2007 Nessun commento


Pessimi, pessimi quadri quelli esposti nella mostra dedicata a Skandinsky e alle sagome degli italiani che all’epoca si sono intrippati con l’astrattismo. Si salvano poche cose, tra le quali un Kandinsky che sembra un Mirò (“Sky blue”, da Parigi), qualcosa della Accardi, di Veronesi, e poco altro. Si scopre che anche il grande Licini ha avuto il suo trip disfigurativo e che il quasi centenario Gillo Dorfles è anche pittore (astrattista, manco a dirlo). Non voglio dire, ovviamente, che questa corrente non ha prodotto cose valide, ci mancherebbe, solo che in questa esposizione ne figurano ben poche (ma chi si aspettava di più?).
Riferimenti: sito

Categorie:arte Tag:

la fontana dello sguercio

16 Aprile 2007 Nessun commento


Ieri pomeriggio, dopo il consueto pranzo festivo a casa dei miei progenitori, ho inforcato la bici – invogliato dalla splendida giornata – e mi sono diretto lemme lemme verso nord, ponendomi come unico obiettivo quello di evitare il più possibile le auto. Guidato da questo profondo convincimento ho percorso le strade di periferia di vari paesi – Seregno, Paina, Giussano – e, svicolando tra campi e zone industriali, ad un certo punto sono approdato a Carugo, al limite di un bosco che ho scoperto essere una riserva naturale. Questo parco, chiamato “Fontana del guercio” a causa di alcune sorgenti che vi fanno parte e di un ignoto ipovedente, non è molto grande e si può percorrere sia a piedi che in bicicletta, senza troppa difficoltà, anche se sarebbe utile avere una fuoristrada e non una bici stradale come la mia. L’area è poi collegata alle zone boschive di altri paesi limitrofi, presso uno dei quali – Brenna – ho deciso di fuoriuscire, perché ricordavo che vi abitava un mio compagno di classe che – nota poco allegra – è morto nell’85 in un incidente stradale. Girando per il piccolo paese ho trovato il cimitero e dopo un periplo tra le tombe ho trovato la sua, davanti alla quale stava pregando una coppia di anziani che credevo fossero i genitori, invece erano gli zii. Dopo il doveroso scambio di frasi sotto forma di luoghi comuni del caso – ma veri! – e una meritata tracannata di acqua fresca mi sono rimesso in sella diretto verso casa. Appuntamento alla prossima sgambata (al Parco delle Groane, se me ne ricorderò).
Riferimenti: sito

memento

11 Aprile 2007 Nessun commento


Non vestirsi mai dalla testa ai piedi con capi di un’unica marca, in particolare capi con logo in vista: sembrereste dei cartelloni ambulanti viventi.

Indossate sempre un po’ di “voi”, qualunque cosa decidiate di mettervi addosso Una catenina con il vostro nome, orecchini vistosi, i cari vecchi consumati jeans… Con un po’ di senso estetico e mettendoci un po’ della vostra personalità, otterrete una mise giusta.

Mixate “high & low”, supercostoso con ultraeconomico, in modo da ottenere un look non-snob ma originale.

Cercate di avere sempre l’ultimissimo accessorio extra lusso, che sia una borsa, una paio di scarpe, un gioiello particolare, una cintura (non necessariamente una borsa da 2000 euro) per “elevare” il vostro look. Potete indossare stracci, ma se avete al braccio una Birkin, nessuno ci farà caso!

Conservate i capi “supertrendy” e all’ultima moda per almeno 5 anni dopo averli indossati durante il loro momento d’oro. Torneranno sempre utili!

Non indossate mai piú di un capo particolarmente trendy alla volta. Focalizzate il vostro look su un capo particolarmente alla moda (ad esempio un poncho) e costruite il resto del look attorno ad esso. Insomma, evitate di indossare tutti gli ultimissimi trend insieme. Un pezzo alla volta è sufficiente!

Fate in modo di avere un trench, classico. Potrete indossarlo sempre. È eterno, è un capo classico e risolve efficacemente molte situazioni, regalandovi sempre un look elegante e chic.

Non indossate gonne al polpaccio se siete bassine. Tagliano le gambe. Intozziscono il look.

Quando siete indecise, optate per una camicia classica bianca in cotone, va sempre. Abbiate solo l’accortezza di abbinarci un bel paio di orecchini particolari, tacchi alti, o una collana di perle multifili di varie lunghezze o un foulard particolare, possibilmente stretto attorno al collo di lato.

Quando camminate, fatelo con uno scopo. Date l’idea di sapere il fatto vostro. Se avete l’aria di una persona sicura di sé, anche gli altri lo noteranno

Non mettetevi addosso cose che non vi fanno stare a vostro agio. L’eleganza deve essere qualcosa di naturale, non forzato.

Mischiate i vostri vestiti. Indossate giacche di tailleur classici con i jeans e i pantaloni dello stesso tailleur con un top sbarazzino. Non usate giacca e pantalone (o gonna) del tailleur solo ed esclusivamente abbinandoli tra di loro.

Importante: indossate sempre un buon reggiseno! Deve essere della taglia giusta, non deve costringere né “lasciarle” troppo libere. Le “ragazze” dovrebbero essere sempre al posto, ben sostenute, in modo che anche i capi di vestiario cadano alla perfezione. E, per favore, niente capezzoli in vista… piuttosto procuratevi dei cerottini copricapezzolo o dei reggiseni imbottiti nei punti strategici.

Non abbiate paura di osare colori diversi dal nero/blu/marrone! I colori sono tanti! Abbiate solo l’accortezza di non esagerare nel metterne troppi insieme, abbinateli magari a colori piú sobri.

Evitate a tutti i costi gli slip che si vedono sotto ai vestiti! Se non siete fan del perizoma ultrainvisibile, potete anche continuare a usare gli slip… ma senza cuciture o che comunque siano della vostra taglia! Non c’è nulla di piú brutto da vedere che un sedere tagliato dall’elastico degli slip. Idem per i periziomi a vista. Sono totalmente volgari e out! NO, NO, NO, NO!!!

Indossate i vostri vestiti!! Non fate sì che loro “indossino” voi…metteteci un po’ del vostro carattere e di stile personale. Dovete sapere cosa vi dona e cosa no. Non comprate qualcosa solo perchè vi piace, deve anche starvi bene addosso! Solo perchè un capo è trendy, non significa che sia necessriamente bello né che addosso a voi faccia bella figura. E soprattutto, dovete sentirvi a vostro agio quando lo indossate!

(tratto da girlpower.it)

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bad-shoe rock

10 Aprile 2007 Nessun commento


Il Sasso Malascarpa, meta della quarta escursione. Sempre nella stessa zona delle altre, ma stavolta sono salito dal percorso n. 11, un po’ più in salita degli altri, infatti si arriva in alto un quarto d’ora prima.

Categorie:Viaggi Tag:

da milwaukee alla brianza

10 Aprile 2007 Nessun commento


Abbandonando la consuetudine di esporre opere di pittori brianzoli, il Serrone della Villa Reale di Monza ospita per qualche mese una delle opere tipiche di Keith Haring. Nel 1983 – era il periodo in cui ancora frequentava la metropolitana newyorkese – gli fu chiesto di dipingere la recinzione di un cantiere a Milwaukee, Wisconsin. In qualche giorno disegnò – e alcuni volontari lo aiutarono a colorare – questo pannello di qualche decina metri, adoperando il suo vocabolario iconografico fatto di cani, bambini, serpenti, danzatori, etc. L’opera si gusta in appena cinque minuti, ma c’è a corredo un divertente video in cui una coppia di conduttori di una tv locale intervista lo strano personaggio capitato nella loro cittadina a fare una cosa tanto strana.

Categorie:arte Tag:

san martyn

4 Aprile 2007 Nessun commento


Credo che la chiesa di San Carlo, in c.so Vittorio Emanuele, sia quella con l’acustica peggiore in assoluto al mondo, seconda forse solo alle grotte di Frasassi. Il concerto che vi si è tenuto ieri sera è stato interessante solo per l’aspetto filologico, perché la musica era di una confusione quasi indecifrabile. Ogni tanto la soprano, nelle sue arie senza accompagnamento, lasciava delle pause prima di concludere la parte, e l’eco delle parole precedenti durava qualcosa come 6-7 secondi! Si può immaginare quanto confuso sia stato tutto il concerto. L’aspetto interessante è che venivano presentate due cantate del 1750 ca. (su un tema comune, e cioè il pianto delle pie sulla tomba di Gesù) del milanese G.B. Sammartini (ma, ho appreso, di origine francese), recuperate insieme ad altre cantate sacre dal direttore del concerto di ieri.

dd 247

3 Aprile 2007 Nessun commento


Va beh, Ruju e Dall’Agnol hanno prodotto l’ennesima tavanata galattica.

Categorie:fumetti Tag:

ma ratzinger lo sa?

3 Aprile 2007 Nessun commento


Se il buon benedetto16 sfogliasse questa fantastica raccolta di illustrazioni del grande Scòzzari si imbatterebbe in alcune cosucce che in altre epoche avrebbero spedito al rogo l’autore (senza passare dal via). Per fortuna il fumetto è considerato un genere di serie Z che nessuno caga e quindi possiamo permetterci anche questo. Sfogliare per credere!
Riferimenti: F.S.

Categorie:fumetti Tag:

kini & adams

2 Aprile 2007 Nessun commento


Di tutta la rassegna di un paio di settimane fa sul cinema africano, questo è l’unico film che sono riuscito a vedere. Faceva parte di una retrospettiva dedicata al regista Idrissa Ouedraugou (o un nome simile, comunque ho verificato poi che si tratta di uno dei registi che composero il film collettivo sull’undici settembre). Nel 1997 fu presentato a Cannes, e la particolarità è che, pur essendo ambientato in un villaggio africano, gli attori parlano in inglese! Ovviamente la motivazione di questa astrusità è la facilità di esportazione nei paesi anglofoni: il fatto però mi ha ricordato un film di Pasolini (“Il fiore delle mille e una notte”), anche’esso ambientato in Africa e India, in cui gli attori parlavano con accento calabrese (e non credo lo facessero per motivi di export). Comunque, è la storia comico-tragica di due amici e le loro vicissitudini, ed è interessante più che altro per il contesto insolito in cui si svolge. Altra finezza: i titoli di coda si svolgono su un falso fermo immagine (quello del manifesto).

passion

2 Aprile 2007 Nessun commento


Ultimamente a Monza e provincia si stanno lanciando. Giovedì scorso, per esempio, nel duomo del capoluogo brianzolo è stata rappresentata la Passione Secondo Giovanni di Bach. A parte il potente raffreddore che mi sono beccato per essere stato in camicia due ore, quando tutti si tenevano giustamente addosso il cappotto, l’esperienza è stata piuttosto buona. C’era infatti a disposizione il libretto dell’oratorio in tedesco e affiancato da traduzione italiana, quindi il tutto era perfettamente accessibile a chiunque volesse assumersi la briga di penetrare in questa rievocazione che, altrimenti, sarebbe risultata particolarmente noiosa da seguire solamente dal punto di vista musicale. Questo tipo di opere erano in generale molto retoriche e ripetitive, per potersi assicurare che a chi le seguiva non sfuggissero dei passaggi. La musica svolge il ruolo di aumentare la componente emozionale e, anche se quella secondo Giovanni di Bach non brilla per arie o cori davvero originali, l’effetto è comunque garantito, se anche un ateo come me si commuove in queste occasioni.