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Archivio Ottobre 2007

scene da un tecnigrafo

31 Ottobre 2007 Nessun commento

Simpatico volumetto della Coniglio Editore in cui il buon Claudio Villa parla di alcuni aspetti del suo lavoro di disegnatore di fumetti, arricchito da interessanti illustrazioni che mostrano il processo di creazione di una copertina. Circa 80 pagine, 8,50 euro.

Categorie:fumetti, Letteratura Tag:

partito retrocratico

30 Ottobre 2007 1 commento

La vignetta di Giannelli sintetizza bene l’immagine del “nuovo” Partito Democratico. Al congresso di sabato (cinque ore seduto ad ascoltare comizi!) non si è visto niente di più di quello che è in realtà, e cioè la semplice – anche se encomiabile – fusione di due partiti. La risonanza che si vuole dare alla maggiore “democraticità” di questo partito rispetto agli altri è tutta da dimostrare. A parte la platea divisa equamente tra uomini e donne, per ora si ha l’idea di un ingaggiamento bloccato, deciso dall’alto (altrimenti ritengo difficile che uno come De Mita sarebbe potuto entrare). Veltroni per il suo discorso ha adottato un piglio insolitamente deciso per il suo carattere, ma comunque convincente, anche se alcuni passaggi non mi sono piaciuti per nulla. Cito ad esempio lo scaricamento dei magistrati antimafia, per puro calcolo politico, e il tono retorico e patriottico dell’ultimo passaggio del suo discorso finale, concluso con l’inno d’Italia. Si lamentano che i giovani non si avvicinano ai partiti, ma se si propone a suggello di tutto l’inno di Mameli hanno tutte le ragioni per diffidare di questa prosopopea inutile.

Categorie:Politica Tag:

indecendence day

29 Ottobre 2007 1 commento

Togliamo gli effetti speciali e questo diventa un tranquillo film di serie B, o meno. L’espediente per sconfiggere gli alieni è preso nientemeno che da H.G. Wells, sempre il solito, ma magari ce lo volevano passare come citazione.

USA 1996, regia Roland Emmerich.

Categorie:Cinema Tag:

paolo di meta-tarso

26 Ottobre 2007 Nessun commento

Un pomeriggio di agosto, piovigginoso, nella santa cittadella di Loreto, in un negozietto pieno di souvenir religiosi, articoli per sacerdoti, un apparecchio sintonizzato su Radio Maria. Nonostante ciò intriso di un misticismo impellente, decido di cuccarmi questo libro su Paolo di Tarso. Pur essendo probabilmente il peggior libro su quest’ultimo, pieno com’è di esaltazione agiografica e fideistica, lascia intravedere abbastanza chiaramente l’importanza di questo personaggio nel futuro sviluppo della chiesa cattolica. Infatti, per motivi che ora non ricordo ma che ricordo efficacemente convincenti, Paolo non poté esercitare il suo apostolato sul popolo ebreo, ma fu costretto a farlo sui ‘gentili’, e questo fu uno dei fattori che decretarono il successo internazionale di questa religione. Le famose lettere di Paolo (ai Tessalonicesi, ai Romani, a… ammazza quanto scriveva) sono testimonianza delle relazioni che questi teneva con le prime comunità cristiane lontane dalla Palestina.

Categorie:Misticismo Tag:

sonate sonate

24 Ottobre 2007 Nessun commento

Era un’abitudine consolidata che la prima opera pubblicata dai compositori, fino all’Ottocento circa, dovesse essere una raccolta di sonate, solistiche oppure a due o tre parti. L’opera prima di Handel, infatti, è composta da dodici sonate per violino, per oboe e per flauto più basso continuo. In realtà Handel pubblica queste sonate nel 1732, quando la sua carriera di compositore è largamente inoltrata: ha già scritto moltissima musica per cantate, sinfonie, opere, etc. La data di creazione di queste pagine risale perlappunto ad un periodo di 5-10 anni prima, comunque un’epoca piuttosto tarda. Si spiega così infatti la maggiore libertà che alcune di queste hanno rispetto all’opera prima o seconda di Vivaldi, in fondo ancora di più legate al modello a tempi di danza delle suite di Corelli. Il fatto che potesse essere una raccolta preparata ad hoc per l’esordio editoriale di Handel, certamente recuperando materiale già eseguito in varie occasioni, non toglie per nulla originalità ed inventiva a queste opere (soprattutto la stupenda HWV 371), pregevoli soprattutto negli allegri, apprezzabili in maniera eccellente in questa incisione di Andrew Manze.

Categorie:Classica Tag:

fontana rossa

23 Ottobre 2007 Nessun commento

Il commento migliore è stato quello della Littizzetto, l’altra sera: ‘una delle più belle installazioni d’arte contemporanea’, perfetta, meglio dei pupazzi di Cattelan.

Categorie:arte Tag:

ghirlande

22 Ottobre 2007 Nessun commento

Quando, più di tre anni fa, in una bancarella del mercatino artigianale del mio paesello ho visto il primo disco in vinile dei Cocteau Twins, del 1982, non ho potuto fare a meno di accaparrarmelo, visto che un evento così raro sarebbe stato difficile a ripetersi. L’ho ascoltato subito e, come mi capita spesso al primo ascolto, non mi ha detto molto. Ieri mattina l’ho messo su per la seconda volta, usandolo come colonna sonora per la grande stirata domenicale, e l’impressione è stata del tutto diversa. Innanzitutto si può dire che è tuttora un bel disco, chiaramente ispirato alle prime atmosfere dark di Siouxsie and the Banshees. Lo stile non è succube totalmente al modello originario, ma è già presente una destrutturazione che proseguirà nel corso degli anni, dando luogo allo stile etereo del periodo maturo del gruppo. Mentre la musica di Siouxsie è essenzialmente rock ricoperto di dark ma sempre aderente al parametro della canzone, questi primi brani dei C.T. invece sembrano disfare la canzone, immergendola in una cupezza di strofe introduttive che sembrano preludere ad un refrain che ci si aspetterebbe, ma che non arriva mai.

Categorie:Musica, Rock Tag:

San Toro

19 Ottobre 2007 2 commenti

Le purghe berlusconiane nella tv pubblica sono state una fra le peggiori cose di stampo fasci-stalinista effettuate dall’ensemble del precedente governo. Ho visto quindi con piacere il ritorno di Santoro alla sua consueta posizione di giornalista e conduttore rompiballe, rompiballe a destra e a manca. Ci voleva proprio, infatti, una trasmissione come la sua di un paio di settimane fa, in cui ha preso parte per il pm De Magistris, contro l’attuale nomenklatura, che non ha mancato naturalmente di controbattere, in maniera quasi stalin-fascista quanto quella dei suoi precursori, nelle persone di Mastella e di quel rintronato di Prodi. Ogni tanto, però, gli capita di condurre puntate a fondo perduto, come quella di ieri sera, in cui i pur giusti argomenti riguardanti i ‘giovani’ – precarietà, pensioni, etc. – non mancano di annoiare anche i sinistroidi-ma-non-troppo come il sottoscritto; perché, va bene, esponiamo i problemi, ma ogni tanto andrebbero approfonditi sul serio, altrimenti si rischia di dipingere il solito quadretto dei deboli in forma vittimistica. Invece, per esempio, in mezzo ai discorsi sul protocollo del welfare, ieri sera ha trovato spazio un servizio sugli imbrogli dei fondi pensione, che avrebbe meritato una puntata completa a sé. Questo servizio ha portato via 5-10 minuti, che sommati allo spazio (fuori tema) di Travaglio, altri 5 minuti, ha impedito di argomentare maggiormente le questioni sulla legge-Biagi, etc. Per esempio, non ho sentito nessuno dire che il lavoro precario deve costare di più, e non di meno come succede oggi, alle aziende. Eppure, lo ricordo bene, è stato uno dei pochi punti forti dello scontro televisivo fra il professore e il cavaliere, a suo tempo. Eppure sarebbe proprio questo uno dei fattori che farebbero la famosa differenza fra ‘precariato’ e ‘flessibilità’. Per fortuna poi è arrivato Gene Gnocchi che mi ha risollevato il morale.

il miglio verde (ma il miglio non è marroncino?)

16 Ottobre 2007 6 commenti

Come film non sarebbe neanche proprio pessimo, se solo durasse un’ora di meno. Quando, alla fine, si sono ormai dipanate più o meno tutte le questioni messe in piedi, il film potrebbe tranquillamente terminare. E invece no. C’è un’altra mezz’ora di ‘spiega-e-rispiega’, per trovare l’occasione di concludere con il topolino-highlander. Yaaahwn! Buonanotte.

USA, 1998, regia Darabont, con Tom Hanks, tratto da Stephen King

Categorie:Cinema Tag:

hidden face

15 Ottobre 2007 Nessun commento

Ogni tanto, dalle rotative Bonelli fuoriesce qualcosa di buono. È il caso di “Volto Nascosto”, la nuova miniserie in 15 numeri, scritta da Manfredi e ambientata nell’Etiopia coloniale di fine ’800. Questo primo numero convince parecchio per quanto riguarda l’accuratezza dei riferimenti storici, la sceneggiatura sapientemente poco didascalica e l’accuratezza dei disegni: tutto questo dà come risultato un prodotto di massa da edicola in grado di rivaleggiare con i classici albi da libreria, “alla francese”.

Categorie:fumetti Tag:

luciano berberio

11 Ottobre 2007 Nessun commento

Nei termini della limitata conoscenza che confesso di possederne al riguardo, l’idea che ho della musica di Berio è che si tratta di pura sperimentazione; un po’ come se fosse ricerca di base, da applicare poi alla ‘vera’ musica. Big respect, quindi, ma è qualcosa da ascoltare in maniera intellettuale, e non per puro piacere, come mi capita più di sovente. A riprova di questo, infatti, trovo molto interessanti e piacevoli all’ascolto le riscritture delle canzoni beatlesiane che Berio ha fatto per la moglie, Cathy Berberian (contrariamente alle innumerevoli e tristissime versioni pseudo-colte fatte da molti, nelle quali ci si limita ad arrangiare per viola o violoncello le musiche). Nonostante questo, o forse proprio per il fatto che la caratteristica del suo approccio alla musica è rigorosamente legato al pensiero, l’intervista uscita pochi mesi fa per Laterza (in realtà è un colloquio che risale agli anni ’80) è molto interessante perché Berio racconta le sue esperienze musicali, dal principio fino a quell’epoca, spaziando tra molti autori di tutti i generi, ed invoglia ad avvicinarsi alle sue composizioni sotto la corretta luce.

http://www.laterza.it/scheda_libro.asp?isbn=9788842081593

collateral

9 Ottobre 2007 Nessun commento

Il solito killer prezzolato (Tommaso Incrociatore), calato in ambiente losangelino, deve far fuori cinque persone. Costringe un taxista (Giacomino Volpe) a portarlo a spasso da un obiettivo all’altro e lo coinvolge nelle sue mattanze. La solita mega-coincidenza finale vede il killer alle prese con una conoscenza del taxomane, che giustamente si vede obbligato a salvare. Ben fatto, ma trascurabile.

USA, 2004

Regia di Michael Mann

Sceneggiatura di Stuart Beattie

Categorie:Cinema Tag:

Davide La Cappella

5 Ottobre 2007 Nessun commento

Con il viatico di Warhol, DLC opera da vent’anni nel mondo della fotografia e del videoclip con l’intenzione di ricavare un sacco di danari mescolando la patinatezza con la provocazione. Spesso l’esperimento risulta riuscito, anche se alle opere, sempre interessanti, pare sempre mancare quello scarto in più per diventare dirompenti. Nella mostra aperta a Milano si possono vedere, oltre alle foto di grande formato, qualche decina di videoclip nei quali DLC non disdegna di trattare il tema della morte. La ferrea regola del commercio però gli impone di riscattare sempre l’eccessiva tragicità del tema con un espediente che ne stempera l’effetto.

il terzo occhio

1 Ottobre 2007 2 commenti

Dispiace sempre un po’, ogni volta che esce un nuovo DD disegnato da Casertano. Circa vent’anni fa pareva destinato a grandi imprese nel fumetto, sia per l’inventiva posta nella composizione che per il sofisticato ripasso a china. Poco dopo, invece, si adagiò sulla serialità bonelliana, limitandosi a produrre albi inevitabilmente tutti uguali. Mi ricorda Roberto Diso, che all’epoca dei primi Mister No era esplosivo e innovativo mentre poi, pur rimanendo un ottimo professionista, ha tralasciato ogni ricerca di novità. In quest’ultimo DD Casertano – sbagliando clamorosamente la caratterizzazione grafica del deuteragonista - illustra una storia di Ruju, un onesto mestierante che trae lo spunto principale dalla serie giapponese a fumetti ’Homunculus’, fatto che la redazione si guarda bene dal segnalare in seconda pagina, per paura di dirottare i lettori verso la concorrenza.

Categorie:fumetti Tag:

don virzì

1 Ottobre 2007 Nessun commento

Rocambolesca e divertente avventura siculo-americana firmata da Virzì intorno al 2003. Osservazioni secondarie: come in altri suoi film (‘Ovosodo’, per es.) il regista non manca di citare i fumetti e in special modo il gruppo Frigidaire. Il nome Tanino è infatti un’evidente richiamo a Liberatore, l’amico impegnato è indubbiamente Sparagna, l’esame sul cinema è una ripresa quasi letterale (bestemmia esclusa) della scena omologa di ‘Giorno’ di Pazienza.

Categorie:Cinema Tag: