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il vuoto

Il sessantenne di Riposto (CT) ha ormai da tempo trovato l’approdo ideale nell’ispirazione ai testi saggiamente nichilistici dell’ottuagenario filosofo col quale collabora da oltre dieci anni. A dispetto della sua brevità (appena 33′ sugli 80 potenzialmente disponibili del supporto) l’ultimo album – parzialmente concept – contiene varie prove di come la complicità di questa strana coppia continui a funzionare. Il pessimismo, l’attesa, il rimpianto, il nihilismo, trovano la strada giusta nei toni delle musiche di Battiato (e viceversa), e questo tipo di risultanza è uno dei pochi contesti della musica pop italiana in cui può sembrare credibile il connubio tra una musica di Chaikovskij ed una poesia di Alexei Tostoj, per creare un lied allo stesso tempo moderno e antico, attuato nella splendida ‘Era l’inizio della primavera’.

cut-up sgalambrico

Vuoto di senso, senso di vuoto

Rovinò lungo la china, solo chi ha un destino rovina

L’allegrezza del vento fuga i cattivi pensieri

Non voglio che l’impuro ti colga, ti darò a una rondine in volo

Ti darò a un ruscello che scorre o alla terra piena di mimose

Qualcuno si ferma al tuo passare

Dal balcone ammiravo il vuoto che ogni tanto un passante riempiva…
è stato solo un presentimento

Niente è come sembra, niente è come appare
perché niente è reale

Masticavo semi di mela nella luce del mattino
le increspature dell’aria sembravano pulsare

Pensieri leggeri si uniscono alle resine dei pini

Si fa chiara la mente come nuvola

Le comuni apparenze scompaiono con l’esaurirsi di tutti i fenomeni

Tutto è illusorio, privo di sostanza

Tutto è vacuità

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