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Archivio Febbraio 2011

botticello folonari

27 Febbraio 2011 2 commenti

cristo

Con un’abile mossa — ossia aggiungendo due o tre quadri di Botticelli di proprietà dell’Accademia Carrara di Bergamo agli altri due o tre della propria collezione — quei ladri del Poldi Pezzoli convogliano frotte di visitatori ad una falsa mostra sull’artista toscano, che è in realtà uno stratagemma per farli entrare nel loro costosissimo — seppur splendido — scrigno di tesori. Tutto molto bello, ma è roba da rivolgersi al Codacons (anche perché fanno entrare i visitatori fino a mezz’ora dalla chiusura, cosicché non rimane il tempo necessario per esplorare l’intero museo). Another Great Art & Craft Swindle.

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JIM 85

21 Febbraio 2011 Nessun commento

JiM85

Terza storiella di Thor (ottobre 1962). Avendo intuito che col secondo numero si stavano pericolosamente incamminando verso la strada delle cagate, in questa avventura Lee & Kirby pensano bene di introdurre altri personaggi della saga asgardiana e cominciano ad arricchire di nozioni mitologiche la — finora — molto pretestuosa esistenza del Dio del Tuono. Si parla di Loki, fratello di Balder (coppia che rappresenta, se vogliamo, la parafrasi di Caino e Abele). Sfruttando le capacità illusionistiche di Loki e la forza di Thor, Lee & Kirby costruiscono una storia tutta azione, che per le continue invenzioni grafico-dinamiche ricorda da vicino lo stile dei paperi di Carl Barks, a sua volta decisamente ispirato al dinamismo dei disegni animati. Comunque, la qualità delle storie non si sogna ancora di superare il livello della minchiata.

p.s.: l’assistente di Don Blake si invaghisce anche di Loki (evidentemente subiva il fascino della divisa, o aveva una fame da far paura).

il gringo

20 Febbraio 2011 Nessun commento

IlGrinta

I Fratelli Coen: due tizi che non hanno niente da dire, ma che lo dicono molto bene. Talmente a corto di idee, questa volta, da ridursi a rivisitare “Il Grinta” di John Wayne (1969), giusto per esercitarsi nel riconsiderare il rapporto omone-bambina, adattandolo alle vesti del Grande Lebowsky. Un film ben fatto, qua e là divertente, ma inutile. Tanto per cambiare, riescono ad infilare i loro amati riferimenti al mondo ebraico, questa volta sotto forma di citazioni colonial-puritane dal Vecchio Testamento.

USA, 2010, scritto e diretto dai Fratelli Coen, tratto dal romanzo “The Grit” (1968) di Charles Portis, interpretato da questo, quello e quell’altro.

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viaggio nel mistero

19 Febbraio 2011 Nessun commento

journey84

Seconda storia di Thor (Journey into Mystery n. 84, settembre 1962). Ascrivibile in pieno nel filone patriottico & maccartista, il dottor Don Blake (Thor in borghese) viene inviato in missione umanitaria in un imprecisato stato sudamericano nel quale un sanguinario dittatore comunista (chiara allusione a Cuba e Fidel Castro) mette alla fame la popolazione. Sconfitto da Thor, il dittatore se la vuole svignare con il malloppo (come ogni dittatore che si rispetti) ma il suo esercito non si fa fregare, e lo giustizia. Forse la storia piú demenziale di questo personaggio (ma non è detto).

p.s.: accenni ad una timida liaison tra Don Blake e la sua segretaria/infermiera.

Categorie:fumetti Tag:

Thor number One

16 Febbraio 2011 Nessun commento

journeyintomystery-83

Il Mitico Thor nasce sul numero 83 della collana Journey into Mistery, datato agosto 1962 (quindi probabilmente uscito in edicola tre mesi prima, a maggio, come consuetudine per i comic books americani). Stan Lee e Jack Kirby avevano creato l’anno prima i Fantastici Quattro, Spider-man e Hulk, quindi il lavoro non gli mancava, visto il successo che la prima infornata di super-eroi all’epoca riscuoteva. Il personaggio di Thor ha tutta l’aria di essere stato pensato come secondario, rispetto agli altri, quasi fatto nei ritagli di tempo (un po’ come accadeva con Tex per Bonelli e Galleppini): primo, perché Thor è nato su una testata non dedicata a lui e, secondo, perché Stan Lee si limitava — per le prime decine di numeri — a fornire giusto l’idea della storia, che poi passava ad un altro autore per essere elaborata e sceneggiata (in questo caso si trattava di Larry Lieber, se non sbaglio il fratello di Stan Lee — Stanley Lieber, all’anagrafe). La prima storia del Dio del Tuono consta di appena una dozzina di pagine, disegnate da Kirby e inchiostrate da Joe Sinnott (un’accoppiata che avrebbe, qualche anno dopo, dato veste grafica alle migliori avventure del periodo classico dei Fantastici Quattro). La cosa fantastica di questa produzione Marvel dei primi anni Sessanta è la cialtroneria con la quale Lee & Kirby trattavano il materiale narrativo: in poche vignette accadevano eventi epocali (la nascita di Thor, appunto, l’invasione e la cacciata di un esercito extraterrestre, etc.). La sommarietà descrittiva che caratterizzava le storie di questo periodo diventerà una miniera d’oro per i fumettari Marvel contemporanei, che troveranno ampi spazi vuoti da riempire nelle rivisitazioni delle scaturigini super-eroistiche.

Le bourgeois gentilhomme

13 Febbraio 2011 4 commenti

moliere

Commedia-balletto di Molière del 1670, destinata alla corte del Re Sole, interpretata da Molière stesso (nei panni del Borghese) e con una comparsata nientemeno che di Jean-Baptiste Lully, autore delle musiche. Esprimendosi per mezzo di una forma artistica ibrida come quella del comedie-ballét, Molière ha il buon senso di alleggerire trama e dialoghi, invitando lo spettatore ad un percorso mentale poco impegnativo — e a tratti persino grossolano —, ma adatto a non creare uno scarto qualitativo, di concentrazione, troppo elevato rispetto agli intermezzi coreutici e musicali. A questo punto, la storia è talmente stilizzata da ricordare la commedia dell’arte italiana, e le sue maschere, citata del resto tramite il personaggio dell’inserviente Coviello. Nella sostanza, la commedia rappresenta una impietosa presa per i fondelli dell’ascendente classe borghese, ansiosa di acquistare credito presso la nobiltà scimmiottandone gli usi e costumi, ma destinata a coprirsi di ridicolo. Poco piú di un secolo dopo, la nobiltà francese pagherà cari i sorrisi suscitati da questa pièce. Tutto sommato di valore totale piuttosto scarso, la commedia è però fondamentale — oltre che per le splendide musiche di Lully — perché restituisce lo spirito di un determinato momento storico-geografico, e si può considerare anche come un divertissement meta-teatrale, dato che gli stessi autori si auto-rappresentano come personaggi della chapelle royal di Luigi XIV.

p.s.: visto in una messa in scena del 1959 con Vittorio Caprioli, Lilla Brignone, Achille Millo e una giovanissima Monica Vitti.

beatrix

12 Febbraio 2011 Nessun commento

Le-Beatrici

Libercolo che raccoglie monologhi teatrali per voce femminile. Qualcuno esilarante (“Beatrice”, “La mocciosa”), qualche altro commovente (“Attesa”), qualcuno graffiante (“Vecchiaccia”), il tutto ‘alla Benni’. Completano lo smilzo libro alcune ballate senza musica, e poesie, non imperdibili.

Feltrinelli, 100 pagine, nove euri.

Categorie:Letteratura Tag:

dd293

9 Febbraio 2011 Nessun commento

dyl_293

Storiella basata su un gruppo di misteriosi ultra-vegliardi, shakerata con un po’ di Dorian Gray & varie pinzillacchere. Evitabile.

Categorie:fumetti Tag:

Somewhere

7 Febbraio 2011 Nessun commento

somewhere

Uno spaccato sulla vita di un attore di successo, piena di tutto il superfluo, sempre a portata di mano, ma alla quale manca l’essenziale. Girato secondo i Dogmi di Lars Von Trier (per esempio, la colonna sonora è composta interamente da musiche ambientali, ossia da musiche ascoltate dai personaggi), il film segue da vicino le giornate teleguidate di un attore che — al contrario di quanto si potrebbe presumere dal suo ruolo nelle fiction — si rivela meramente succube degli eventi. La Coppola conferma la sua grande sensibilità nel descrivere rapporti personali tra una giovane ed un adulto (come in “Lost in Translation”) ma, se questo è sufficiente a creare un film d’autore, minimale, da “premio della critica”, ciò non basta assolutamente a meritarsi il Leone d’Oro che ha ricevuto (o, meglio, ciò significherebbe che la concorrenza del Festival di Venezia fosse davvero di livello piuttosto basso).

2010, scritto e diretto da Sofia Coppola.

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… e l’uomo baciò il cane (alla francese)

3 Febbraio 2011 Nessun commento

gligorov

MILANO – Padiglione d’Arte Contemporanea: ROBERT GLIGOROV. Interessante esposizione — come prevedibile — dedicata all’artista slavo naturalizzato milanese, che comprende varie installazioni appositamente realizzate per lo spazio che le ospita (purtroppo non c’è la parete ricoperta di bistecche). Opere fondamentali, di ispirazione perlopiú dadaista, basate sullo spiazzamento percettivo e sempre di carattere dissacratorio: una piscina verticale — un’antica passione che l’autore ha ormai «appeso al chiodo» —, un pavimento di-vino con la colomba dello “spirito” santo che lo sorvola, un pennuto spennato, una stanza piena di mobili autoriflettenti, etc. Una validissima alternativa al plurinflazionato Cattelan.

Categorie:arte Tag: