Zatoichi

Anni fa, anche l’ottimo Takeshi Kitano cadde nella rete dello “spaghetti-di-soia-western” (in buona compagnia, c’è da dire, insieme a Tarantino e Zhang Yimou). Ripescando un personaggio molto popolare nella terra del sol levante — il massaggiatore-spadaccino Zatoichi — confezionò un prodotto cine-estetico, stilisticamente collocabile tra Kurosawa, Lupin III e Sergio Leone, attentissimo all’immagine e al beau-geste, ma del tutto privo di un contenuto che non fosse quello meramente meccanico, funzionale alla storiella che si raccontava. Un film inutile, nonostante il colpo di genio danzereccio finale.
2003, scritto, diretto e interpretato da Takeshi Kitano.



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