I Knew Her Very Well

Sinossi: una giovane Sandrelli di provincia vuole diventare attrice ma va incontro ad una ‘schiacciante’ delusione. Il film rappresenta una sorta di autocritica sul mondo dello spettacolo e la sua cinica vacuità, e fa un po’ sintesi tra “Colazione da Tiffany” (assegnandogli il finale tragico che meritava), “La Dolce Vita” e il suicidio di Marylin Monroe. Il prematuramente-fu Pietrangeli aggiungeva una certa dose di ricerca registica e sceneggiativa: una intera scena è girata con la telecamera a spalla (abbastanza inusuale per l’epoca). Inoltre, all’inizio del film viene presentato un segno ‘cristologico’ (il liquido sul selciato) che prefigura il triste finale. Vari giramenti di camera completano l’opera.
1965, regia di Antonio Pietrangeli, sceneggiatura di Pietrangeli, Ruggero Maccari, Ettore Scola, con Stefania Sandrelli, Enrico Maria Salerno, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, etc. etc.



scusate per l’intrusione ,sto cercando utenti per forum di cinema che sappiano scrivere bene dell’argomento in questione(film e dintorni)se siete interessati venite a darci uno sguardo,grazie.Il forum si chiama kinarto.
in verità questo film (che passa spesso per un capolavoro) lo trovo un po’ sopravvalutato. il suo pregio principale è ovviamente quello della critica sociale, tuttavia a me non è che sia piaciuto moltissimo…
e poi sulla sandrelli vorrei dire che non l’ho trovata mai bella (brava sì, alcune volte, ma bella no), neppure da giovane, come allora era…
Non so, io non lo trovo sopravvalutato, mi sembra un bel film, abbastanza nichilistico.