processi proletari

“La piú bella serata della mia vita” (1972), con Alberto Sordi, usciva nelle sale un anno dopo “Detenuto in attesa di giudizio”, ma — se quest’ultimo rappresenta la testimonianza di quanto il tema della giustizia fosse pregnante già all’epoca (e di quanto poco la società abbia poi tratto giovamento da questa denuncia, si potrebbe pensare riguardo al caso Tortora di un decennio successivo) — il film di Scola si spinge aldilà del riflesso della cronaca e diventa agghiacciante nella sua visionarietà. Il tema del ‘giudizio’ è qui rivolto al grottesco, piú di quanto fosse tale già nella sua versione realistica del film diretto da Nanni Loi, e la tragica farsa che viene rappresentata appare come una involontaria e terrificante prefigurazione dei processi proletari che le Brigate Rosse celebrarono poco tempo dopo.
1972, regia di Ettore Scola, ispirato al romanzo “La panne” di Dürrenmatt, sceneggiato da Scola e Sergio Amidei, con Alberto Sordi, Janet Agren, Michel Simon.
p.s.: quel coglione di Faziofazio, che l’altra sera ospitava Scola in trasmissione, da questo film ha tratto solo l’aspetto della satira di costume, presentandone una clip in cui il personaggio di Sordi pareva tratteggiasse il ritratto di Berlusconi.


