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Archivio Settembre 2012

bukowski a fumetti

27 Settembre 2012 Nessun commento

Goodbye Bukowski

Biografia a fumetti, per sommi capi, della vita del grande Bukowski. Con uno stile di disegno tra un Crumb “sanificato” e il Pazienza del periodo Comic Art — ridotto ai suoi elementi piú basilari, quelli piú banali, se si vuole, oltre ad imitarne pedissequamente il lettering — questo tal Montelli privilegia gli aspetti della vita dello scrittore piú legati alla sfera sentimentale, concedendo quindi poco spazio ai momenti piú svaccati. Ne risulta un libro piuttosto tranquillo che comunque rende abbastanza l’idea (l’atmosfera molto simile a quella che si trova ne “Il capitano è fuori a pranzo”, pagine senili, ma forse tra le piú belle, dello sbevazzone americano).

2012, Coconino Press, 144 pagine in bianco e nero, 16 euri.

videomania

23 Settembre 2012 Nessun commento

Un produttore tv incappa per caso in una trasmissione televisiva pirata di “snuff movies” e gli viene in mente di sfruttare commercialmente la stessa idea, senonché la compagna (Blondie) ci va a finire dentro, lui impazzisce, gli si apre una ferita nella pancia dalla quale ci tira di tutto tipo la borsa di Eta Beta e alla fine, dopo sbudellamenti ed esplosioni varie, si spara. Film frutto dell’esaltazione anni Ottanta per la televisione, ossessione oggi ampiamente superata, come il film.

1983, scritto e diretto da David Cronenberg, con James Woods e Deborah Harry.

crono-man

21 Settembre 2012 Nessun commento

Come in “Scanners”, anche in questo film Cronenberg esordisce con una situazione soprannaturale (l’uomo che legge nel pensiero o nel futuro, in questo caso). I presupposti misteriosi sarebbero interessanti, senonché accade che, successivamente all’introduzione di quell’elemento irreale, la preoccupazione unica non appaia altro che quella di ridurlo a sottostare ad una logica di funzionamento ultra-tradizionale. Cosí avvilita, l’idea va a costituire, semplicemente, il motore della storia, una storia assimilabile a quella di qualsiasi film d’azione. Il messaggio sembra essere: l’origine di tutto è un mistero ma, tranquilli, dimenticatelo, col tempo tutto si aggiusta e potrete omologarvi comodamente alla situazione, e vivere come degli automi per il resto dei vostri giorni, come (quasi) tutti. Reazionario.

p.s.: meglio David Lynch, nei suoi film dove non si capisce una mazza.

1983, regia di David Cronenberg, sceneggiatura di Jeffrey Boam (tratto da Stephen King), con Christopher Walken.

fräulein Else

17 Settembre 2012 Nessun commento

Prima di incassare meritatamente il premio Angoulême nel 2011 con “Cinquemila km al secondo”, l’ottimo Manuele Fior aveva già pubblicato due anni prima — sempre in terra d’oltralpe — una riduzione a fumetti della “Signorina Else”, il meraviglioso racconto di Arthur Schnitzler del 1924, in maniera fedelissima, con un disegno decadentista, ancora piú curato della sua opera premiata, che tuttavia ha l’inevitabile difetto di oggettivare quello che nel testo scritto era assolutamente soggettivo. Ciò nonostante, il flusso di coscienza della protagonista — una potenziale paziente del dottor Freud — è conservato quanto basta per riprodurre il divario tra coscienza e realtà, tra pensiero e azione, tra sentimento e morale, divario che sfocia nella schizofrenia fatale alla signorina in questione.

serie C1

14 Settembre 2012 Nessun commento

Pozzetto si reca a Roma, con valigetta contenente cento milioni di vecchie lire a seguito, per corrompere il politico di turno (presumibilmente democristiano) e agevolare gli affari della propria industria, produttrice di carne in scatola. Una volta arrivato nella capitale incontra “Er Monnezza” che lo coinvolge in varie peripezie e che lo aiuta a recuperare i cento testoni, nel frattempo scomparsi. Un film comico di serie C, politicamente scorretto in tutte le sue declinazioni, straripante di luoghi comuni sulla politica, sulle donne, etc., tuttavia divertente.

p.s.: si fa pubblicità occulta (si fa per dire) alle Muratti Ambassador.

1981, regia di Bruno Corbucci, sceneggiatura di Corbucci e Mario Amendola, musiche degli Oliver Onions, con Renato Pozzetto, Tomas Milian, Annamaria Rizzoli, Bombolo e altri.

minimalismo padano

9 Settembre 2012 Nessun commento

Il buon Gianni Celati se ne andava — nel 1983-86 — girovagando per i paesaggi anonimi della bassa padana e del ferrarese. Il libro che ne trasse è costituito da annotazioni minimali, che si soffermano su cose, fatti o persone che abitualmente trascuriamo, perché troppo “normali” o perché, addirittura, considerate simbolo di degrado (zone industriali, villette omologate, etc.). Lo spirito di osservazione è indubbiamente una qualità tipica dello scrittore, ma applicarlo esclusivamente alla marginalità è un’operazione rivoluzionaria tanto che, dopo averne seguito le gesta, non si può non fare altrettanto noi stessi, quando ci aggiriamo per i luoghi ai quali apparteniamo, ma che spesso non “vediamo”, celati ai nostri occhi. L’attitudine alla sottolineatura del “particolare” — in quegli anni — è la stessa del lavoro fotografico di Ghirri & company, al quale lo stesso Celati ha partecipato, e del quale in questo libro vi è testimonianza.

«Le idee che ho portato in viaggio, non sono capace di servirmene. Troppo diversi i pensieri che vengono muovendosi da quelli che si accumulano a casa propria, sono due cose che non stanno assieme. Vorrebbe dire che noi non siamo padroni dei nostri pensieri, semmai sono loro che accampano dei diritti su di noi secondo le situazioni in cui sorgono; e poi diventano anche presuntuosi. Bisogna portarli a spasso questi presuntuosi, che prendano aria.»

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terrore filoartigianale

7 Settembre 2012 Nessun commento

Quattro racconti del mistero del Lovecraft, usciti per la benemerita collana ‘millelire’ del giornale dei ricconi confindustriali. Ispirati dal vecchio Edgar Allan Poe, i lavori del Lovecraft devíano a tutta birra verso l’irrazionale, evitando di fornire alcuna spiegazione logica — ma solo enormi suggestioni — al fondamento misterioso di ognuno di essi. La piccola tetralogia di questo libretto illustra altrettanti esempi tipologici: si va dalle profondità ancestrali del primo racconto, all’occultismo, all’oltretomba fatata, al mistero iperboreo. Lovecraft, piú di Poe, è stato — tra l’altro — l’ispiratore di gran parte della fumettistica horror americana degli anni Cin-Sessanta (conosciuta in Italia per i minuscoli libretti pubblicati dall’Editoriale Corno nel decennio successivo).

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Levi si è fermato a Cristo

3 Settembre 2012 107 commenti

Hanno dovuto aspettare che il Carletto schiattasse (1975) per decidersi a tradurre in versione cinematografica il suo celeberrimo romanzo. Il film di Rosi è una trascrizione molto fedele del libro, ne riporta tutti gli elementi e gli episodi principali (semplificando il contenuto delle numerose considerazioni che Levi distribuisce in corso d’opera, naturalmente), limitandosi ad intervenire arbitrariamente, ma in modo garbato, nel porre l’accento su alcune scene chiave che fanno da snodo nell’articolare la descrizione della vita di paese. Le riprese sono state effettuate nei luoghi veri e proprii di Aliano (Gagliano) solo per quanto riguarda la casa del confino, per il resto ci si avvale delle scenografie naturali della città fantasma di Craco e di quelli di Matera (che si trovano sempre da quelle parti, comunque). Volonté ha una ventina d’anni in piú rispetto all’età reale di Levi all’epoca dei fatti raccontati, ma poco importa. Scena finale strappalacrime.

1979, regia di Francesco Rosi, sceneggiatura di Rosi, Tonino Guerra, Raffaele La Capria, fotografia Pasqualino De Santis, con Gian Maria Volonté, Irene Papas, Lea Massari e altri.

scrivo poesie

1 Settembre 2012 Nessun commento

Ho cercato inutilmente per mesi questo libro nei negozi di Milano (scoprendo poi, tra l’altro, non essere quello che realmente cercavo) ossessionato come tutti, invece, da Centocinquantasfumaturedistaminchia che, sebbene considerato ‘trasgressivo’, senza dubbio impallidisce di fronte a questa fantastica antologia i cui capitoli percorrono tutta la carriera di Bukowski e che raccoglie materiale pubblicato su rivista che spazia tra i generi del racconto e del saggio e da stralci della sua rubrica “Taccuino…”. Il linguaggio diretto, spudorato e stracolmo di humour di Bukowski si applica generalmente ad un brillante resoconto (o presunto tale) di vita quotidiana, riportata senza censure dall’autore, le cui effervescenze alcooliche o erotiche non riescono a nascondere la strenua lotta dell’autore per la propria sopravvivenza psichica.

Trattandosi di materiale di vario tipo, di diversa datazione, si ha l’impressione di trovarsi in una specie di laboratorio di scrittura nel quale Bukowski recupera in maniera ricorrente testi scritti per una data occasione per inserirli a distanza di tempo in storie di senso piú compiuto. Bukowski ha influenzato col suo stile ‘maledetto’ numerose personalità, trasversalmente al mondo delle arti. Tralasciando la narrativa, ricordiamo Joe Cocker, Tom Waits, Zucchero, Vinicio Caposella nella musica, Robert Crumb e il fumetto americano underground nel ramo della letteratura disegnata, ‘scendendo’ fino ad Andrea Pazienza, Scòzzari e il fumetto italiano anni Ottanta.

Feltrinelli, aprile 2012, traduzione di Simona Viciani, 310 pagine, 17 euri.