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Archivio Ottobre 2012

apriti sedano

27 Ottobre 2012 Nessun commento

Nuovo album di Francuzzo Battiato, molto simile per certi versi al Battiato di sempre (c’è anche qui il consueto inserto in lingua sicula) e soprattutto al precedente “Il vuoto”, ma con una ridotta propensione allo sperimentalismo musicale (si tratta di dieci canzoni ‘classiche’, senza troppe tribolazioni). I filoso-testi di Sgalombro vengono conditi dalla vena pop sofisticata del Battiato, il cui risultato a volte riesce bene, altre meno. La rielaborazione in chiave pop-elettronica di un madrigale del Seicento di Stefano Landi (“Passacaglia della vita”) è un piccolo gioiello, accompagnato da altre due o tre canzoni esistenziali altrettanto intense (“Un irresistibile richiamo”, “Testamento”). Tra alti e bassi, altri brani completano il disco, nel quale il compositore siculo si diverte a mescolare sacro e profano, musica colta (il già citato Landi, Rimski-Korsakov, Gluck, etc.) alla musica pop. Una bella poesia di autore arabo-siciliano antico fornisce le parole alla musica di “Aurora”. Bel disco, nel complesso.

cut-up

Il tuo cuore è come una pietra coperta di muschio / niente la corrompe
il tuo corpo è colonna di fuoco affinché / arda e faccia ardere

i minerali di cui siamo composti ritornano all’acqua

Gentile è lo specchio, guardo e vedo / che la mia anima ha un volto

Cristo nei vangeli parla di reincarnazione
noi non siamo mai morti / e non siamo mai nati

Siamo detriti, relitti umani / trascinati da un fiume in piena
che non conosce soste né destinazione

Entrai per caso nella mia esistenza

“Per aspera ad astra” / le avversità conducono alle stelle

Il vento mi porta improvvise allegrie

La nostra mente, le nostre azioni / sono la causa
gli effetti invece / il nostro destino

ho perso la testa

19 Ottobre 2012 Nessun commento

Una nuova collana di fumetti che la Bonelli vorrebbe spacciare per una palingenesi della gloriosa “Un uomo, un’avventura”, e che invece può essere considerata — per la bassa qualità di questa prima storia, almeno — tutt’al piú quale una riproposizione della Collana Rodeo. Sinossi: la Rivoluzione Francese narrata dalla parte del boia (personaggio realmente esistito) che passa dalle dipendenze di Luigi XVI a quelle di Robespierre e che, di sfuggita, tra una decollazione e l’altra, determina nientemeno che la fine del periodo del Terrore. Superficiale e malpensato.

Barbato & Casertano, 114 pagine, 3,50 euri.

mm323

11 Ottobre 2012 Nessun commento

I trentasei leggendari Giusti (tzadik), che secondo la leggenda ebraica reggono il mondo, diventano trentacinque e i cattivoni cercano di infiltrarvi un predestinato malvagio che, una volta assurto rocambolescamente a Giusto, diventa buono. Quindi, tutto a posto: il mondo è salvo, grazie a Martino Mistero.

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summer at the sea

8 Ottobre 2012 Nessun commento

Film-boiata ad episodi il cui unico filo conduttore è l’ambientazione in luoghi di vacanza italiani (Ischia, Capri, la Versilia, Sardegna, etc.). Diretto e recitato da cani, giocato tutto sui topoi piú bassi del genere comico-trash (escort, corna, gay, mal di pancia, rutti, donne ciccione, amanti, etc. etc.), sfoggia un campionario completo di tutti i luoghi comuni piú comuni possibili. Tuttavia si ride.

2008, regia di Carlo Vanzina, scritto da Carlo ed Enrico Vanzina, con Lino Banfi, Nancy Brill, Gigi Proietti, Maurizio Micheli, Enrico Brignano, Anna Falchi, Massimo Ceccherini, Ezio Greggio e altri.

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il Frank Zappa del XVIII secolo

6 Ottobre 2012 Nessun commento

Quinto fondamentale volume — fondamentale come i quattro precedenti — della collana discografica che l’ensemble Atalanta Fugiens di Vanni Moretto dedica alla riscoperta della Sinfonia della “scuola” milanese del Settecento inoltrato. Le sinfonie di Francesco Zappa (artista imprevedibilmente riscoperto negli anni Ottanta per primo nientemeno che dal quasi omonimo Frank Zappa) partono e tuttavia si distinguono dal sinfonismo post-vivaldiano dell’ambito di Sammartini, avvicinandosi sovente al linguaggio classico mitteleuropeo (spostamento stilistico dovuto forse anche ai numerosi viaggi oltralpe del compositore, in qualità di violoncellista). Le pagine orchestrali di questa raccolta, eccezionalmente briose (tutte in tonalità maggiori, infatti), vengono rese splendidamente dal suono scintillante della magnifica orchestra che le esegue.

pietas

1 Ottobre 2012 Nessun commento

“Pietà”, del coreano Kim Ki-Duk — film che ha vinto il Leone d’Oro al Festival di Venezia appena trascorso — consente perlomeno due o tre letture a diversi livelli. La prima è quella della storia nuda e cruda: il protagonista è un usuraio che storpia i suoi clienti che non riescono a pagare i debiti per riscuotere i soldi dell’assicurazione, incontra la madre perduta e morirono infelici e scontenti. La seconda lettura è quella suggerita dal titolo, ovvero l’identificazione dei personaggi della madre del figlio con la Madonna e Gesú, ma a parti ribaltate, nel senso che la Madonna viene sulla Terra per dannare ancora di piú il figlio già dannato. La terza chiave di interpretazione si ricollega all’episodio di “Eros” firmato da Wong Kar-Wai, ovverossia è una storia costruita come parodia del cinema, dove tutto è passività e involuzione (invalidità autoconsentite, incesto, polluzioni, suicidio passivo, etc.), la stessa passività che è la condizione tipica dello spettatore, che non agisce sul film, ma lo subisce. Il tutto è condito da vari rimandi evangelici (carne della mia carne, etc.), psicanalitici (il serpente/complesso di castrazione, etc.), e altre cose simpatiche per completare un film davvero disturbante.

2012, scritto e diretto da Kim Ki-Duk, con Lee Jung-Jin e Jo Min-Su.

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