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Archivio Febbraio 2013

the Wilde side

24 Febbraio 2013 38 commenti

Piccolo libretto che raccoglie le pagine che il buon André Gide trasse dai pochi incontri che ebbe — in vari luoghi tra l’Europa e l’Algeria — con Oscar Wilde tra il 1891 e il 1898, due anni prima della morte del dandy inglese. Oltre ad essere interessanti perché si tratta di impressioni di prima mano che restituiscono il personaggio di Wilde prima-e-dopo-la-cura (ovvero la prigione), il lettore ha la possibilità di “ascoltare” in virgolettato la sua viva voce, narrante le sue solite storielle e ipotesi spiazzanti, di vario soggetto. Testo originale francese a fronte.

90 pagine, 8,50 euri, a cura di Giuseppe Pintorno

«Vi sono» diceva [Wilde] «due specie di artisti: gli uni danno risposte, gli altri pongono domande. Bisogna sapere se si fa parte di quelli che rispondono o di quelli che interrogano; poiché colui che interroga non è mai colui che risponde. Vi sono opere che attendono e che per molto tempo non vengono capite; perché danno risposte a domande non ancora poste; perché la domanda arriva spesso tardi rispetto alla risposta».

paura

16 Febbraio 2013 31 commenti

Bel dischetto di questo gruppo ammerigano, gli Acaro, fatto arrivare direttamente dall’Ammeriga tramite Mariposa, ché in giro non si trovava proprio. Genere death-metal, o speed-metal, o metalcore, o come cacchio si chiama. Batteria a mo’ di mitraglia, voce del cantante tipo quella dell’esorcista, grandi assoli di chitarra elettrica — che strizzano l’occhio ai migliori Iron Maiden — e sostegno serratissimo di chitarra ritmica. Quelle che ad un primo ascolto potrebbero sembrare degli esercizi esclusivamente muscolari sono in realtà composizioni forse un po’ schematiche, ma non prive di interesse, tra le quali rifulge una canzone sola veramente bella (“Forever is temporary” dove, inaspettatamente, si affaccia anche un suono di tastiera, nell’epilogo). Tutto il resto viaggia su una buona media. Complessivamente di categoria Superior. Niente a che vedere con sfigati come i Metallica, o robaccia del genere.

«For all I know this is how it’s supposed to be / nothing is ever the way we see»

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