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Archivio Ottobre 2013

orfanelli

25 Ottobre 2013 9 commenti

Primo episodio di una nuova serie a fumetti bonelliana, tutta a colori per andare giú di effetti speciali, di genere post-catastrofistico alieno. Dopo il solito disastro esplosivo psico-cosmico, una truppa di orfanelli sopravvissuti viene addestrata militarmente per essere spedita astronauticamente sul pianeta dei cattivoni che si presume abbiano commesso il fattaccio. Scadente, e un po’ pretenziosa com’è nello stile dell’autore (si dice il peccato ma non etc. etc.). Probabilmente, l’unico elemento positivo saranno le stupende copertine a tempera di Massimo Carnevale (o ad acquerello, quel che l’è).

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quel rissoso irascibile carissimo jackson pollock

21 Ottobre 2013 Nessun commento

MILANO – Palazzo Reale: “Jackson Pollock e gli Irascibili” (!). Raramente ci si è sentiti piú truffati da una esposizione milanese come in questo caso. Il titolare della mostra sfoggia la bellezza di una-tela-una, piú qualche scarabocchio; per il resto ci si limita ad esporre due o tre quadri cadauno dei principali esponenti dell’espressionismo astratto americano degli anni Cinquanta (Rothko, De Koonig, Motherwell e altri). Comunque, se si sorvola sul titolo — da denuncia per circonvenzione d’incapaci — trattasi di mostra minimale ma interessante, che fotografa l’avanguardia americana attorno alla metà del secolo scorso, ma che purtroppo non dice nulla né della strada che gli artisti hanno percorso per arrivare fino a quel punto, né di quale tenore fosse la famigerata scena artistica ufficiale alla quale i suddetti irascibili (sic) si rivoltarono. Costituita interamente da prestiti dal Whitney Museum di New York.

p.s.: nessuna traccia, ovviamente, del fatto che gli USA tramite la CIA negli anni Cinquanta promuovessero in Europa, tra le altre cose, l’arte di Pollock come arma culturale — adatta, per il suo inesistente tasso ideologico, ad annacquare il realismo impegnato del verismo italiano, di un Guttuso, mettiamo — nella guerra fredda contro l’URSS, come documentato ne “La guerra fredda culturale” della Stonors Saunders (1999).

otranto’s castle

11 Ottobre 2013 Nessun commento

“Il castello di Otranto” (1764) passa per essere l’antesignano del romanzo gotico. Gli eventi soprannaturali e spettrali ci sono — fin dall’inizio — ma, in realtà, non impressionano granché (almeno per quanto riguarda il lettore d’oggi). Gran parte dell’aura horror è affidata al titolo e all’ambientazione, e cioè alla città del Sud teatro di efferati delitti musulmani, al suo castello, ad un monastero vicino tutt’ora sopravvissuto nei suoi ruderi e, infine, alla sua peculiarità di luogo ai confini del mondo, con una zampa in Europa e l’altra proiettata nell’antico oriente bizantino. Tolto questo, però, il romanzo di Walpole colpisce molto di piú per i suoi legami con l’altro capostipite del romanzo italiano, ovvero “I promessi sposi”. Entrambi vengono spacciati dagli autori come ispirati a fantomatici manoscritti di qualche secolo prima, fortunosamente ritrovati e, in entrambi, è fondamentale la parte riservata ai dialoghi. Il romanzo di Walpole, in particolare, oltre alla tematica horror, fonde l’ispirazione storica (re Manfredi) — immersa in un contesto da antico romanzo cavalleresco (Re Artú e d’intorni) — con la commedia popolare, ed è forse questa quadruplice unione di generi a farne un caso unico e quindi un classico. Un altro verosimile vanto di questo libro, forse il principale, è quello di anticipare di qualche decennio — con il suo anticlassicismo e antirazionalismo — la poetica dello Sturm und Drang e del Romanticismo. Tranquillamente sopravvolabile, comunque, dai non filologi o, se non altro, acquista interesse maggiore se letto in lingua originale, con traduzione italiana a fronte come nell’edizione Oscar Mondadori, per districarsi nell’old english.

pompidou pensaci tu

6 Ottobre 2013 Nessun commento

Tema banale tra i piú banali, quello del ritratto, ma che consente il facile trasferimento dal Centre Pompidou a Palazzo Reale di una paccata di capolavori del Novecento europeo, da Matisse a Bacon, da Modigliani a Picasso, da Tizio a Sempronio, passando attraverso altri autori di inizio secolo scorso, perfetti sconosciuti ma altrettanto validi rispetto ai nomi blasonati di cui sopra. Oltre agli avanguardisti-espressionisti-etc. completano la mostra alcune opere di pittori del novecento inoltrato, tanto superflui che potevano anche tranquillamente stare a casa loro. Purtroppo il catalogo non rende giustizia ai bellissimi quadri con riproduzioni neanche pallidamente degne degli originali.

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