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Archivio Marzo 2014

l’aria del sabato sera

28 Marzo 2014 Nessun commento

Chi, come chi scrive, si apprestasse a guardare “Saturday’s night fever” come il progenitore di ciofeche tipo Dirty Dancing, Ghost, o altre cretinate del genere romantico, rimarrebbe meravigliato. Si tratta al contrario di un solido film, dal linguaggio piuttosto crudo e realistico, narrato secondo una sorta di epica generazionale. Come nei migliori intrecci, i protagonisti agiscono secondo percorsi obbligati, definiti dalla forma mentis e dalla condizione sociale, che rendono gli esiti dei propri prevedibili gesti tanto piú drammatici quanto piú saputi inevitabili. Film seminale per vari successori in vari campi, dal Toro Scatenato di Scorsese, al teorema delle amicizie balorde, dagli atti goliardici che sfociano in tragedia, finiti dritti dritti nelle migliori storie a fumetti di Andrea Pazienza.

1977, regia di John Badham, sceneggiatura di Norman Wexler, colonna sonora dei Bee Gees, con John Travolta.

sequestrato

20 Marzo 2014 Nessun commento

Il n. 238 di Diabolik Swiisss attualmente in vendita ripropone la ristampa di un episodio risalente al 1973. Si tratta di una storia piuttosto scarsa & bislacca, una specie di riempitivo scritto dalle Sorelle Giussani e disegnata da Zaniboni (le cui matite, irriconoscibli, sono probabilmente ammazzate dalle chine di Montorio). Nonostante ciò, contiene un paio di cose degne di notazione. Una di queste è l’irruzione nella sceneggiatura di elementi della cronaca di quegli anni (di piombo) nella tavola in cui Diabolik — sotto sequestro dei rapitori che vogliono utilizzarlo per chiedere in cambio una contropartita — viene fotografato accostato alla prima pagina di un quotidiano, secondo l’usanza resa nota ai posteri cinque anni dopo con il rapimento di Aldo Moro, ma che senza dubbio il terrorismo aveva già usato prima in altre occasioni.

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poco meno di un’ora e mezza

4 Marzo 2014 Nessun commento

Il solito serial killer dei film ammericani questa volta si diverte ad appendere al soffitto giovani pulzelle a testa in giú, e a farle cosí dissanguare fino al trapasso, tutto ciò finché l’ispettore Al Pacino non lo cucca e lo sbatte in gattabuia. Flash-forward. Una dozzina d’anni dopo, arriva il giorno dell’esecuzione capitale  del serial pirler ma, guarda un po’, in città si ripresenta una serie di omicidi attuati con modalità del tutto identiche a quelli per i quali fu condannato. Nascono dubbi sul processo dell’epoca: è stato quindi accusato un innocente? Macché. Dopo varie peripezie si scopre che una psicologa, vittima di una specie di sindrome di Stoccolma, ha inscenato quegli omicidi per guadagnare la grazia del suo assistito. Rimane da capire perché la serial pirler fosse intenzionata ad uccidere Alpacino concedendogli 88 minuti prima di morire, ma forse si trattava solo di un modo per dare un titolo al film.

2007, regia di Jon Avnet, sceneggiatura di Gary Scott Thompson, musiche di Edward Shearmur, con Al Pacino, Alicia Witt, Leelee Sobieski.

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nulla cambia perché nulla cambi

3 Marzo 2014 1 commento

Si andava leggendo su internèt, diversi mesi fa, di una certa rivoluzione che avrebbe investito il personaggio, le storie e la testata di Dylan Dog. Raggiungendo finalmente il primo numero utile, per chi scrive, dopo quegli annunci — il n. 230 in edicola nel corrente mese — non si constata davvero la benché minima innovazione, se si esclude una copertina in scala di grigio anziché a colori (esclusa la camicia di DD, espediente preso da Schindler List) e l’affidamento della pagina redazionale al presuntuosissimo RR. Il contenuto è una storia già letta numerose volte, pur se sceneggiata ottimamente e altrettanto bene illustrata da Marco Nizzoli, ma che si conclude in maniera piuttosto banale.

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