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Archivio Aprile 2014

Bernardino

24 Aprile 2014 Nessun commento

MILANO – Palazzo Reale: “Bernardino Luini e i suoi figli”. Finalmente una mostra degna di questo nome rispolvera l’epopea del piú scarso — ma piú produttivo — dei leonardeschi. Il Luini (1481-1532) è stato un pittore tutto sommato mediocre, sia stilisticamente che compositivamente, col difetto (che è stato allo stesso tempo la formula del suo successo) di essere rimasto folgorato dall’ovale dei visi della Vergine delle Rocce di Leonardo (del quale è riportata una testimonianza tramite il bozzetto della Scapigliata in prestito dalla pinacoteca di Parma). Questa cifra stilistica di successo, unita alla rapidità di esecuzione sia nella pittura su tavola che ad affresco, è stata la chiave della sua grande produttività che ha lasciato tracce sia a Milano (sua città adottiva) sia in tutta la Lombardia e Canton Ticino. I dipinti del titolare sono accompagnati da quelli di autori coevi che ne attestano l’omologazione (appiattimento, oseremmo dire) sullo stile e sui modi della Lombardia post-leonardesca e, nella ultima sala (Sala delle Cariatidi), si trovano i quadri dei figli del Luini (in particolare Aurelio) che ebbero un ruolo nella Milano controriformata, il cui stile però si distanzia notevolmente da quello pacato del padre per aderire a modelli piú grandiosi e pre-barocchi.

Se si vuole rilevare qualche lato negativo, si può dire che lasciano un po’ interdetti un paio di recenti attribuzioni al Luini di quadri di autori di mano tutt’affatto diversa (ma è pratica abituale della storiografia quella di spostare a destra e a manca opere di autori minori ignoti per farsi belli o, peggio — ma non dovrebbe essere questo il caso — per farci lucrare qualche collezionista privato). Avrebbe meritato piú enfasi, inoltre, la possibilità di visitare in città altre opere importantissime del Luini, sia affreschi (la splendida San Maurizio al Monastero, in corso Magenta, per esempio) sia quadri d’altare irremovibili (il ciclo con il giottesco Compianto di Cristo di San Giorgio a Palazzo, in via Torino, qua sopra riprodotto).

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isteria, tutte le feste si porta via

20 Aprile 2014 Nessun commento

Dopo “Prendimi l’anima” di Roberto Faenza, che in confronto a questo film era un capolavoro (il che è tutto dire), anche il regista piú sopravvalutato di tutti i tempi mette mano alla liaison Jung-Spielrein e, come c’era da aspettarsi, confeziona un filmetto improbabile che mette in burletta la figura del grande piscanalista (la guest star Freud ne esce decisamente meglio). Tutto accennato per sommissimi capi, ché se non sei un mago fai scivolare tutto nel ridicolo, come puntualmente accade. Rappresentazione dell’isterica del tutto fuori dalle righe (ma potrebbe essere colpa del doppiaggio). Bocciato senza appello.

2011, regia di David Cronenberg, da un copione teatrale di un certo Christopher Hampton e dal saggio omonimo di John Kerr, con Keira Knightley, Viggo Mortensen, Michael Fassbender, Vincent Cassel.

manzoni piero

2 Aprile 2014 Nessun commento

Torna a Milano, a distanza di una decina d’anni, una antologica dedicata a Piero Manzoni, che raccoglie opere appartenenti a collezioni meneghine pubbliche e private, ben rappresentando tutto l’excursus artistico dell’amato Piero; dal primo annetto perso a inseguire due o tre stili diversi (dal catramoso materico after Burri, all’astratto modulare after Capogrossi, etc.)  fino ad arrivare alla sua sintesi assoluta di pensieri supremi quali il concetto spaziale di Fontana unito all’essenza estrema del dadaismo che l’hanno portato ad assurgere a stella del firmamento mondiale tutt’ora inarrivabile. Se n’è andato troppo presto, ma quel che ha detto supera il confine del tempo.

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