Archivio

Archivio Dicembre 2014

basilicata quanto cost

31 Dicembre 2014 Nessun commento

Filmetto poverello, sceneggiato male, recitato alla meno peggio, di nessun significato, se non quello di spendere un po’ di soldi pubblici (europei e lucani) per “rilanciare” il brand Basilicata (vuoi vedere che c’entra qualcosa il buon Gianni Pittella? n.d.r). Costruito attorno al canovaccio del viaggio rurale attraverso la landa lucana, la cui inanità è rivelata dal mancato finale che il gruppo di protagonisti si prospettava, si giustappongono via via scenette piú o meno legate al territorio (ma si passa da Aliano senza nemmeno mostrare i luoghi di Carlo Levi, citandolo di sfuggita da un angolo della sua terrazza di casa), alcune situazioni telefonate con secoli di anticipo, qualche risvolto brillante, e nulla piú. Inutile.

2010, regia di Rocco Papaleo, soggetto di Papaleo e Valter Lupo, sceneggiatura di V. Lupo, musiche di Rita Marcotulli, interpretato da Papaleo, Giovanna Mezzodì, Alessandro Gassman, Max Gazzè e altri.

roman holiday

24 Dicembre 2014 44 commenti

Favoletta ambientata nell’Italia del Dopoguerra, vista da occhio americano, che sembra quasi una cartolina turistica per rilanciare il turismo nel nostro Paese (chissà, magari faceva parte pure del Piano Marshall). L’idea di base è un ribaltamento della favola di Cenerentola (la scarpetta che all’inizio del film la Hepburn non riesce a calzare è una evidente allusione e allo stesso tempo una dichiarazione d’intenti), col principe azzurro Gregory Peck che a mezzanotte riaccompagna la bella al castello. Curiosamente, è evidente un’inversione di tendenza anche nell’atmosfera del film, almeno se si considera un’altra celebre pellicola interpretata dalla Hebpburn, “Colazione da Tiffany”: contrariamente a quest’ultimo, che comunicava un’angoscia sottile ma che poi si risolveva a tarallucci e vino, in “Roman Holyday” abbiamo invece un film leggero che acquista intensità verso il finale. Come giudizio tecnico si può rilevare qualche deficienza nella sceneggiatura della parte centrale, inutilmente diluita (ci si riferisce alla parentesi in cui Gregory ricovera a casa sua la principessa in incognito) e invece, dal punto di vista morale, una bieca ridicolizzazione del popolo italiano, interpretato esclusivamente attraverso personaggi appartenenti alle classi meno elevate (il custode, il fiorista, il barbiere, etc.). Altro particolare notevole è il constesto storico che traspare dalle domande rivolte dai giornalisti alla principessa riguardanti il processo di unificazione europea che allora era evidentemente agli inizi. Inoltre, il personaggio del fotografo (antesignano dei paparazzi) verrà recuperato successivamente da Fellini nella Dolce Vita. Infine, curiosità interessanti si notano anche nella colonna sonora: Georges Auric cita di soppiatto brani sinfonici russi (Prokofiev o Shostakovich) come a marcare il territorio italiano come proprio nella contesa USA-URSS della futura guerra fredda; la seconda citazione colta è un arrangiamento a tarantella della fanfara iniziale dell’Orfeo di Monteverdi.

1953, regia di William Wyler, soggetto di Dalton Trumbo, sceneggiatura di Ian McLellan Hunter e John Dighton, musiche di Georges Auric, con Audrey Hepburn, Gregory Peck (e una comparsata di Paola Borboni)

corelli goes to assisi

23 Dicembre 2014 Nessun commento

Corelli studiò a Bologna, nella seconda metà del Seicento, ma ben presto si trasferí a Roma dove ebbe un incredibile successo e dove diede alle stampe le sue sonate per violino e i concerti grossi, opere che divennero celebri in tutta Europa. Quasi tutto il materiale ufficialmente composto dal Fusignanese sta quindi nelle sue 6 opere a stampa, salvo una serie di sonate ufficiose ma di attribuzione abbastanza attendibile. Last but not least, era noto da tempo un manoscritto — conservato ad Assisi — di metà Settecento (una copia tarda, quindi, rispetto all’epoca di attività del Corelli, morto nel 1713) intitolato al compositore ma che, pur mostrando alcune evidenti somiglianze col suo linguaggio, la critica musicale aveva superficialmente derubricato ad opera di anonimo. Per fortuna Enrico Gatti, uno dei piú assidui frequentatori del repertorio di Corelli, si è messo a studiare il manoscritto, convincendosi che le dodici brevi sonate possano essere probabilmente una prova di composizione presentata per poter accedere agli studii all’Accademia di Bologna. Effettivamente, le differenze sembrano prevalere sulle pur evidenti rassomiglianze. Le sonate sono molto brevi, in tre soli movimenti (un preludio, e due danze), prevedono l’uso frequente delle doppie, triple o quadruple corde (insolite per le prime 4 opere di Corelli, ma giustificate dal fatto che la tecnica di stampa non permetteva la riproduzione degli accordi), e soprattutto non presentano nessuno sviluppo tematico rispetto alle idee, pur molto brillanti e differenziate, che vengono presentate (questo fattore sarebbe un indice di relativa immaturità compositiva, ma visto che l’ipotesi è proprio quella che le composizioni siano consistite in una prova d’ammissione del giovane alla scuola, la relativa semplicità di scrittura è quindi comprensibile). Gatti spiega molto bene sul suo sito internèt le ragioni che lo hanno convinto della paternità del Corelli*, in particolare legami certi con l’ambiente musicale coevo (segnatamente verso Giovanni Maria Bononcini) ma, semmai questa fosse confutata, rimane comunque cosa buona e giusta aver suonato e commercializzato queste piccole sonate, comunque testimonianza della musica del Seicento bolognese (l’epoca e il contesto culturale, almeno quelli, sono certamente certificati).

* Qui ci limitiamo ad osservare alcune peculiarità del fraseggio, perfettamente riscontrabili in diversi preludii delle sonate dell’Opera V, ed una battuta specifica che ritroviamo nel primo Allegro del Concerto No. 8, del quale costituisce uno snodo fondamentale dello sviluppo.

si fa per dire

20 Dicembre 2014 Nessun commento

Gli occhi ancora innocenti di una bambina osservano i conflitti interiori & esteriori degli adulti piú prossimi, ovvero i propri familiari che — fatto salvo il mondo antico della nonna, irregimentato nei dogmi e nella giustezza morale della tradizione — offrono un vasto campionario di problematiche create dalla deregulation o, da un altro lato, dalla maggiore sincerità, dei rapporti amorosi dei tempi moderni. I parenti, nel finale davvero commovente — nonostante una regia che perde qualche colpo rispetto al livello piú che dignitoso del resto del film — regalano alla bambina una cinepresa, momento topico che esplicita definitivamente che il bel film della Comencini può essere considerato un update de “I bambini ci guardano” di De Sica, e dall’altro che i casini della vita si affrontano in maniera semplice, se osservati con oggettività.

2002, scritto e diretto da Cristina Comencini, sceneggiatura di C. Comencini e Lucilla Schiaffino, con Virna Lisi (R.I.P.), Margherita Buy, Franco Lo Cascio e altri.

nel blu dipinto di blu

12 Dicembre 2014 Nessun commento

MILANO – Palazzo Reale: “Marc Chagall. Una retrospettiva”. Chi scrive si recava malvolentieri a visitare la mostra dedicata a Chagall, essendogli il mondo iconografico del pittore russo piuttosto estraneo e antipatico (cosí simile a quei tristissimi cartoni animati esteuropei che le tv trasmettevano quand’egli era bambino). La mostra in questione, invece, consente di ricredersi: lo Chagall, dopo un minimo di doverosa sperimentazione, trova abbastanza presto la sua cifra stilistica e, specialmente nei primi anni, dedica alla fattura qualitativa dei suoi dipinti una cura estrema (la visione dal vivo del quadro qui sopra riprodotto è spettacolare per stesura pittorica e cura dei dettagli). La sua tavolozza, inizialmente fredda e sbiadita, si farà via via sempre piú satura e ardita nel contrasto cromatico, caricando emotivamente i contenuti tematici di una luce adeguata.

“Il compleanno” (1915), olio su cartone, Museum of Modern Art, New York

Categorie:arte Tag:

almanacco 2015

4 Dicembre 2014 34 commenti

L’accoppiata di fuoriclasse Castelli & Alessandrini sforna un divertissment fuori serie nel quale il divertimento, appunto, consiste nello spedire Martin Mystère negli anni ’30-40, in un cortocircuito tra la protofantascienza di “Saturno contro la Terra” e quella della falsa invasione dei marziani radiofonica di Orson Welles. Storia leggera ma sapientissima, tutta da gustare (tralasciando i demenziali redazionali).

Bonelli editore, 6,50 euri, un cento e rotti pagine.

Categorie:fumetti Tag:

film a fumetti

2 Dicembre 2014 Nessun commento

Ormai è prassi consolidata: quando un regista italico giunge in là con gli anni tantoché non ha piú né forza né voglia di realizzare una nuova impresa cinematografica — oppure verosimilmente non trova nessuno che gliela produca — affibbia la sua sceneggiatura rimasta nel cassetto ad un disegnatore rinomato, per concretizzarla — se non altro — in una storia a fumetti (o graphic novel, come si suol dire per consentire agli intellettuali di avvicinarsi ai fumetti senza sporcarsi troppo la coscienza). Dopo l’accoppiata di Fellini con Manara (ripetuta per ben due volte, con “Viaggio a Tulum” e “Giuseppe Mastorna”), stavolta tocca ad Ettore Scola consegnare il copione al buon Ivo Milazzo. Come Manara, il cui personaggio era l’incarnazione di Mastroianni, anche Milazzo si prende la libertà di “far recitare” degli attori veri e propri, Depardieu e Troisi nella fattispecie. La storia, scarsamente originale, si ispira a precedenti analoghi di Taniguchi e al “Lost in translation” della Coppola, ovvero mette in scena la liaison tra un uomo attempato (un libraio parigino) e una giovincella. Purtroppo la scelta del formato d’albo alla francese — che obbliga ad una estrema sinteticità — sacrifica lo spazio per approfondire un tale tipo di legame necessariamente molto ricco di sfumature (mentre il giappo di cui sopra e la figlia di Francis si prendevano tutto il tempo per curare la resa dell’atmosfera con l’illustrazione di piccoli particolari o di lunghi silenzi). Giudizio finale: se rimaneva nel cassetto era meglio.

112 pagine colorate, 17 euri, Bao Publishing

Categorie:fumetti Tag: ,