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Archivio Gennaio 2015

vincenzino e la zappa

20 Gennaio 2015 Nessun commento

MILANO – Palace Royal: “Van Gogh. L’uomo e la terra”. Simpatica mostra che fa di necessità virtú, dovendosi limitare esclusivamente a prestiti dal museo Kröller-Müller di Otterlo (Olanda), che contiene pochi capolavori e molte croste del primo periodo in cui Vincenzino muoveva i primi passi nella pittura di contadini sulla scia di Millet. Furbamente, l’impianto del percorso di visita è infatti basato proprio sull’illustrazione della fatica del dilettante alla ricerca della sua strada nell’arte, strada che troverà solo dopo aver lasciato i campi coltivati ed essersi recato a Parigi, dove conoscerà la Luce che illuminerà i suoi scuri quadri in una formidabile e futuribile sintesi di Impressionismo, Divisionismo ed Espressionismo. Esposte anche alcune delle famose lettere spedite al fratello e ad altri che documentano in maniera commovente la fatica e l’inesorabile forza di volontà che lo hanno condotto alla (purtroppo postuma) proclamazione di genio.

Autoritratto (1887), olio su cartone, cm 33 x 24

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casorati al cioccolato

9 Gennaio 2015 Nessun commento

ALBA (CN), Fondazione Ferrero: “Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhe”. Bell’esempio di mecenatismo all’italiana, che raccoglie qualche diecina di quadroni e quadretti del Casorati, tutti molto interessanti da vedere, e perdipiú a sbafo. Solo due peccati veniali riscontrati: primo, il forte odore di cioccolata proveniente dalla vicina fabbrica e che pervade l’aere tutt’attorno alla Fondazione. Secondo, il criterio prevalentemente collezionistico e commerciale alla base della selezione delle opere, a spese di una maggiore comprensione dello stile Felice e dei rapporti stilistici con gli artisti a lui contemporanei. La ricerca pittorica di Casorati — tranne per i risvolti tetri che la sua pittura subisce a ridosso di eventi tragici della sua vita privata quali il suicidio del padre — è stata sempre e solo di tipo formale. È tale fin dal principio, con ascendenti quali Klimt o i divisionisti e soprattutto Picasso (si veda per esempio “Il concerto”, un calco realistico delle Damoiselles d’Avignon) declinati tuttavia su due temi fondamentali: il ritratto (dichiarato o dissimulato) e la natura morta. L’introduzione di elementi compartecipativi ricorrenti quali gli strumenti musicali, le uova o altro, non sono che l’equivalente dei salami di Jacovitti, pure forme riempitive utili all’applicazione della sperimentazione compositiva e cromatica. L’effetto di desolazione che si prova di fronte ai ritratti dell’età matura non è quindi altro che la riduzione della persona ad oggetto, risultato dello sguardo disincantato del pittore sul mondo, dimostrato attraverso l’equivalenza empatica nei riguardi del soggetto, che si tratti di cosa inanimata o di persona, che pur all’interno del ritorno al figurativismo dopo le avanguardie (notevoli i punti di contatto con la pittura di Achille Funi), conserva in spirito il carattere trascendente dell’astrattismo.

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