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Archivio Settembre 2015

tredigi digiotto

18 Settembre 2015 23 commenti

Milano, Palazzo Reale: “Giotto. L’Italia”. Mostra carissima (12 euri di biglietto) e di velocissima durata (in meno di un’oretta è bell’e che visitata). Poco piú di una dozzina di opere giottesche, in una ambientazione sacrale che, come al solito, propone il titolare come il genio assoluto, suggerendo che prima di Lui non c’era nulla di decente nel campo dell’arte e, dopo di Lui, tutti sono suoi epigoni. Nel merito della scelta delle opere, diciamo che tra la dozzina di pezzi proposti ce ne sono diversi di secondo o terz’ordine, oltre a qualcosa di veramente degno (tipo il Dio assiso, su tavola, proveniente dalla Cappella degli Scrovegni, magnificamente restaurato). Qualche accenno ai debiti di Giotto nei confronti della scultura del Duecento non avrebbe guastato la festa, e magari anche la citazione di Pietro Cavallini, il suo piú importante contemporaneo.

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trascurabile ma anche no

14 Settembre 2015 28 commenti

Si presume, di solito, che la seconda opera (in assoluto, o di una ipotetica serie dello stesso autore, come in questo caso) debba essere inevitabilmente meno riuscita della prima. Little Frank invece compie il miracolo di scrivere un libro riuscito almeno quanto il primo della serie, se non addirittura migliore. “Momenti di trascurabile infelicità” è infatti molto piú divertente di “MdTFelicità” (strappa letteralmente diverse risate a chi si immedesimi nelle situazioni raccontate) e questo accade soprattutto perché privo di buoni sentimenti che potevano rendere il primo libro in alcuni frangenti anche piuttosto commovente (seppur evitando il patetismo, come un bravo scrittore sa fare). Qui invece le situazioni sono tutte moderatamente sfigate, c’è poco da commuoversi, e perlopiú caratterizzate da una forma di negatività leggera, della quale si riesce a sorridere, anche grazie alla calibratissima scrittura comica di Piccolo Frank. Si tratta di considerazioni a volte argute, altre piuttosto comuni, altre anche banali, in altri casi piccoli racconti di vita, che comunque toccano sempre le corde del lettore che ha vissuto da sé episodi simili oppure riesce a mettersi nei panni di chi li racconta.

Einaudi 2015, pagg. 144, 13 euri (ma io l’ho pagato 5)

mostre sintetiche

7 Settembre 2015 Nessun commento

MONZA – Villa Reale: “Italia. Fascino e mito dal Cinquecento al contemporaneo”. Una delle solite mostre provincialotte di quelle organizzate alla Villa Reale di Monza. Fondata sul tema piú banale possibile — ovvero l’influenza italiana nell’arte e nella cultura europea — ha come unico pregio quello di essere svolta evitando i luoghi comuni (il che torna comodo per la piú facile disponibilità di prestiti per opere “minori”), permettendo al visitatore di conoscere cose pressoché sconosciute di varia provenienza (la maggior parte, chissà perché, dal Lichtenstein), alcune delle quali effettivamente meritevoli di attenzione (le due o tre tele del Mengs, per esempio), altre — soprattutto quelle riferite agli autori piú blasonati — trascurabili (uno scarso Tiziano, i pietosi paesaggi da geometra del Vanvitelli, un Rubens di bottega, etc.). Purtroppo, per la vastità del periodo preso in considerazione — circa cinque secoli — ogni tema nei quali la mostra è suddivisa è illustrato da un paio d’opere al massimo, un po’ pochine, che costringono ad un riassunto per sommissimi capi.

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a babbo morto

3 Settembre 2015 Nessun commento

Ad alcuni anni di distanza dalla morte del suo babbo, il buon Magrelli raccoglie in un libro gli scritti sparsi sul genitore — e sulla sua famiglia in generale — sotto forma di capitoli frammentarii (alcuni dei quali presi in prestito da se stesso, presso altri suoi libri), la cui ritmata brevità ne agevola la lettura, compensando in tal modo la pesantezza angosciante dell’argomento trattato, affrontato talvolta anche nei risvolti piú spiacevoli del già spiacevole tema. Il tono del racconto è a metà tra il disincanto esistenziale e l’incanto filiale dell’adolescenza, che dona alla scrittura una misurata leggerezza, al riparo dagli eccessi stralunati e un po’ fasulli di un Paolo Nori, per esempio.

N.b.: non c’è piú l’Einaudi di una volta: a dispetto del fatto di essere alla seconda edizione e dopo varie ristampe, sopravvivono nel testo almeno un paio di refusi.

Einaudi, 2013, edizione tascabile 2015, pag. 168, 10 euri.