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a babbo morto

Ad alcuni anni di distanza dalla morte del suo babbo, il buon Magrelli raccoglie in un libro gli scritti sparsi sul genitore — e sulla sua famiglia in generale — sotto forma di capitoli frammentarii (alcuni dei quali presi in prestito da se stesso, presso altri suoi libri), la cui ritmata brevità ne agevola la lettura, compensando in tal modo la pesantezza angosciante dell’argomento trattato, affrontato talvolta anche nei risvolti piú spiacevoli del già spiacevole tema. Il tono del racconto è a metà tra il disincanto esistenziale e l’incanto filiale dell’adolescenza, che dona alla scrittura una misurata leggerezza, al riparo dagli eccessi stralunati e un po’ fasulli di un Paolo Nori, per esempio.

N.b.: non c’è piú l’Einaudi di una volta: a dispetto del fatto di essere alla seconda edizione e dopo varie ristampe, sopravvivono nel testo almeno un paio di refusi.

Einaudi, 2013, edizione tascabile 2015, pag. 168, 10 euri.

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