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trascurabile ma anche no

Si presume, di solito, che la seconda opera (in assoluto, o di una ipotetica serie dello stesso autore, come in questo caso) debba essere inevitabilmente meno riuscita della prima. Little Frank invece compie il miracolo di scrivere un libro riuscito almeno quanto il primo della serie, se non addirittura migliore. “Momenti di trascurabile infelicità” è infatti molto piú divertente di “MdTFelicità” (strappa letteralmente diverse risate a chi si immedesimi nelle situazioni raccontate) e questo accade soprattutto perché privo di buoni sentimenti che potevano rendere il primo libro in alcuni frangenti anche piuttosto commovente (seppur evitando il patetismo, come un bravo scrittore sa fare). Qui invece le situazioni sono tutte moderatamente sfigate, c’è poco da commuoversi, e perlopiú caratterizzate da una forma di negatività leggera, della quale si riesce a sorridere, anche grazie alla calibratissima scrittura comica di Piccolo Frank. Si tratta di considerazioni a volte argute, altre piuttosto comuni, altre anche banali, in altri casi piccoli racconti di vita, che comunque toccano sempre le corde del lettore che ha vissuto da sé episodi simili oppure riesce a mettersi nei panni di chi li racconta.

Einaudi 2015, pagg. 144, 13 euri (ma io l’ho pagato 5)

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