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Archivio Ottobre 2015

da Anonimo ad Anonimo

8 Ottobre 2015 Nessun commento

MILANO – Palazzo Reale: “Da Raffaello a Schiele”. I controsensi del marketing fanno sí che uno dei quadri piú belli della mostra in questione non appartenga ai due grandi nomi scomodati per renderne altisonante il titolo, ma sia, paradossalmente, di un anonimo. Raffaello e Schiele sono infatti rappresentati con un’opera ciascuno, perdipiú di terza scelta (rispettivamente, la cosiddetta Madonna Esterhazy, e un disegno). All’interno dell’excursus temporale delimitato dai dati biografici di R&S, il museo di Belle Arti di Budapest — da cui sono state traslocate tutte le opere presenti — annovera in effetti molti capolavori, tra i quali i curatori hanno scelto soprattutto quelli corrispondenti ad un collezionismo privato (per quanto principesco, quale fu quello degli Esterhazy), quindi opere perlopiú di piccolo formato e tematiche che inducono al raccoglimento. E allora troviamo di tutto: da Tiziano a Monet, da Cranach a Van Dyck, da Rubens a Cezanne, etc. (tutti titoli validi, che ci sentiamo di suggerire alla fantasia dei curatori per eventuali future occasioni). Fino ad arrivare all’Anonimo di cui sopra, pittore romano del primo Seicento, evidentemente caravaggesco, la cui difficoltà attributiva della sua opera la dice lunga sulla qualità media della pittura dell’epoca, dato che anche un anonimo poteva concepire un capolavoro di tale fattura, sia stilistica che materica. Data l’inconsuetudine di soggetti di tal genere in quel periodo, avvaloriamo l’ipotesi che possa trattarsi di un’immagine della Maddalena penitente: manca il consueto corredo iconografico di gioielli e profumi, d’accordo, ma la ricca acconciatura e l’abbigliamento, per non parlare del broccato della tovaglia, ci portano verso quella direzione (o, quantomeno, l’allusività è molto forte, ancor di piú pensando come lo stesso Caravaggio abbia trattato il tema specifico varie volte).

Anonimo pittore romano – Ragazza che dorme (Maddalena?), (1610-1620), olio su tela, Szepmuveszeti, Budapest

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