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Archivio Giugno 2016

Restituzioni

27 Giugno 2016 Nessun commento

MILANO – Gallerie d’Italia: “La bellezza ritrovata”. Simpatica iniziativa mecenatistica che il gruppo Intesasanpaolo intraprende ormai da quasi un trentennio, forse per farsi perdonare il ladrocinio verso il piccolo risparmiatore che ogni banca inevitabilmente perpetra da che mondo è mondo. Attraverso il progetto “Restituzioni” (del maltolto?) la banca suddetta si incarica di restaurare a proprie spese opere d’arte, o archeologiche, appartenenti al patrimonio pubblico o privato (in questo secondo caso si tratta prevalentemente di pale d’altare et similia). Presso le Gallerie d’Italia di Milano vengono esposte le opere trattate nell’edizione 2016, tra le quali si trovano alcuni pezzi celeberrimi e interessantissimi (il Cavaliere di Malta di Caravaggio, la Resurrezione di Rubens, il gruppo Cavaliere a cavallo con sfinge proveniente da Locri/Museo Archeologico di Reggio Calabria) oltre ad una serie numerosa di altre opere comunque molto interessanti e valevoli il restauro, che in molti casi è illustrato a latere con un video che ne documenta l’intervento da parte del restauratore e ne spiega le modalità. Tutto molto bello, anche considerato il prezzo del biglietto (3 euro con tessera Coop), che oltre ai capolavori restaurati permette di vedere la collezione permanente delle Gallerie e (in quest’occasione?) i 33 Quaderni del carcere di Gramsci e due grandi quadri sul tema, di Guttuso (I funerali di Togliatti e un altro di soggetto garibaldino).

Gaetano Gandolfi – Martirio di San Pantaleone e San Giorgio e il drago (1782), tempera su tela, cm 332 x 209, Napoli, Monumento Nazionale dei Girolamini, chiesa, cappella dei Santi Pantaleone e Giorgio

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scavezzacollo

22 Giugno 2016 Nessun commento

Ennesimo reset di tutte le testate Marvel per accalappiare nuovi polli. Nel caso di Devil — diventato Daredevil per uniformarsi al merchandising internazionale di film, serial tv e pupazzetti vari — in effetti, le novità paiono essere ben poche, quantomeno se paragonate al buon vecchio Thor, che subisce addirittura una mutazione di genere (nelle vesti della segretaria del dottor Blake, nientedimeno). Le storie di Devil già da molto tempo, insieme a quelle del nuovo Occhio di Falco, sono l’ultimo baluardo realistico della produzione Marvel, lontane dal pupazzettismo grafico che ormai caratterizza molti supereroi, e in genere ruotano attorno all’aspetto legal-thriller (Matt Murdock è passato da avvocato a pubblico ministero), e il taglio è decisamente urbano e realistico (l’amico di sempre, Foggy Nelson, è malato di cancro) e in questo ciclo il tema trattato di sguincio è quello dell’immigrazione, dissimulata nella variante cinese, ma le riflessioni che si fanno portano a fattori piú generali. Dal punto di vista visuale, in questo periodo almeno, dopo varie sperimentazioni siamo tornati dalle parti della solida caratterizzazione data a suo tempo dal duo Miller-Janson, con influenze dallo stile di John Romita jr., che ben si adatta alle atmosfere noir delle storie.

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non tocchiamo quel tasto

20 Giugno 2016 2 commenti

Un documentario un po’ triste sulla Martha (inter)nazionale girato dalla figlia Stefania, avuta dal primo matrimonio (primo di tre o quattro) con un altro musicista (tal Vattelappesca Vattelappeschi), intervistato anche lui. Triste perché nonostante ci faccia conoscere la pianista elvetico-argentina (?) quale fu da giovine, il tutto è ammantato da una cappa di tristezza, dovuta in gran parte alla depressione di cui la pianista ortonima soffre evidentemente da molti decenni. Abbastanza inutile, in fondo, basta ascoltarne la musica.

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people from Ibiza

14 Giugno 2016 2 commenti

Un giovane teutonico si reca a Parigi a fare il fricchettone e conosce una bionda che lo porta a Ibiza e lo inizia alle gioie di sex drugs & rockn’roll (anzi, piú che r&r si tratta della musica psichedelica della colonna sonora dei Pin Floy), poi lei lo molla e lui si fa una overdose di eroina e ciao. Una storia di genere quasi esclusivamente a due, un uomo e una donna, i cui antecedenti si possono cercare nella filmografia di Bergman, oppure in “Hiroshima Mon Amour”, ma in cui giocoforza si riconoscono il road-movie, con la sua libertà fricchettonesca, e la poetica dell’incomunicabilità di Antonioni, secondo un appiattimento relazionale di cui la droga è allo stesso tempo effetto e causa, aspetto d’altro canto esplicitamente dichiarato per via della citazione del paesaggio roccioso dell’isola, come nell’Avventura, altro film in cui un uomo e una donna “non si trovano”).

1969, regia di Barbet Schroeder, sceneggiatura di B.S. e Paul Gégauff, con Mimsy Farmer e Klaus Grünberg, musica dei Pin Floy

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