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psyco-mughini

Simpatico libro dell’antipatico Mughini, anche se in verità la sua composizione è piuttosto eterogenea. Inizialmente il giornalista psicopatico — mantenendo fede al sottotitolo — si esercita nella solita apologia della carta stampata rispetto ai vituperati social media, e ci racconta della sua fidanzata catanese e della sua passione di bibliofilo antiquario. Poi, descrivendo la sua sezione di testi riguardanti gli anni di piombo e stampati delle BR, si mette a raccontare vicende piuttosto interessanti quanto secondarie di quei tempi, riferite a conoscenze di prima mano di persone e fatti e libri. Fin qui tutto abbastanza interessante, ma il Mughini ha l’aria di non saper piú cosa scrivere, ed infatti ricicla la sua introduzione al catalogo della raccolta di primizie letterarie del Futurismo, dalle quali è costretto ad alienarsi per questioni pecuniarie. Segue una catalogazione dei libri d’artista da lui posseduti o ritenuti importanti, che non si può non definire quantomeno monca, non essendo riportata nessuna illustrazione al riguardo. Dulcis in fundo, come i cavoli a merenda, un altro riciclo di un suo vecchio articolo per Panorama dedicato all’atleta brianzolo Igor Cassina. Morale: va bene essere bibliofili (come Dell’Utri) ma, se non si sa di che scrivere, è inutile riempire le pagine dei libri, basti limitarsi a collezionarli (come Dell’Utri).

Bompiani, 160 pagine, 14 euri

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