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Archivio Febbraio 2017

jodotwitter

21 Febbraio 2017 298 commenti

Circa cinque o sei anni fa il grande Jodorowsky apriva un profilo twitter dal quale si mise a snocciolare, uno dopo l’altro, una serie infinita di aforismi formidabili, degni di piazzarsi a metà tra il paradossale ermetismo del Taoteching e la virtuosa regola del Dhammapada, declinati ovviamente in chiave del tutto personale, ché anche il vecchio Alejandro ne ha da insegnare a destra e a manca. Chi scrive, incredulo di tanto ben di dio elargito gratuitamente al mondo, si mise a copiarli via via in un file di Microsoft Word, arrivando a riempire ventisei pagine (poi si stufò e si limitò a leggerli di tanto in tanto). Ora, per ringraziare lo scrittore cileno di tanta generosità, non si può evitare di acquistargli il suo smilzo libretto, il cui felice titolo in italiano restituisce perfettamente il carattere controintuitivo e psicomagico del contenuto (e, dato che la cernita non esaurisce il meglio del meglio degli aforismi twittati, possiamo immaginare che presto o tardi ci sarà un seguito).

Feltrinelli, 150 pagine, euri 13.

Esempi:

No tengas miedo, decir fuego no quema tu boca.

Decìa mi abuelo: “A donde el corazòn se inclina, el pie camina”.

Si no amas demasiado, no amas bastante.

Los sentimientos son reacciones no a lo real, sino a interpretaciones de lo real.

Mis pensamientos no son míos, son suyos, del Todo.

Donde los otros ven obstàculos, tù ve oportunidades.

Cada vez que tengas un grave problema, piensa: “Esto me sucede en medio de un universo infinito y un tiempo eterno”.

No ser ni esto ni lo otro, unir los dos polos en un sòlo cìrculo.

Etc.

sentimental comic journey

14 Febbraio 2017 20 commenti

Il fumetto raccontato attraverso il fumetto — dopo le due prove fornite da Scott McCloud — è ormai diventato un genere a sé stante frequentato da molti. Nel libro in questione il buon Calia lo utilizza per tracciare una storia sentimentale del fumetto, ovvero non di una ricostruzione enciclopedica si tratta (umanamente impossibile, del resto), ma di una sintesi basata su personaggi e autori che hanno costituito la formazione di fumettaro del Nostro. Infatti, dopo la citazione dei fondamentali Winsor McCay, Alex Raymond, Chester Gould, etc., ci viene proposto un excursus generazionale perfettamente coerente coi presupposti, a partire dai supereroi marvel, i manga, il nuovo corso DC Comics di Frank Miller, la British invasion capitanata da Alan Moore, qualche cenno al fumetto italiano moderno/contemporaneo (Pazienza, Valvoline), etc. Un libro del genere può però presumibilmente trovare riscontro positivo prevalentemente nel pubblico targettizzato della fascia anagrafica degli odierni quarantenni, giacché chi scrive su questo blog, per esempio, di un decennio piú indietro, già si trova parzialmente decentrato rispetto a questo punto di vista, a partire dall’evento traumatico per eccellenza nel settore dei super-eroi che, per Calia, corrisponde alla morte di Marvel Girl e della sua rinascita come Fenice, mentre per chi sia nato un paio di lustri prima il riferimento è evidentemente la morte di Gwen Stacy, per non parlare dell’inevitabile disgusto dato dal constatare che ad Andrea Pazienza è dedicata una paginetta mentre la conclusione viene affidata nientemeno che all’incapace Igort, segno palese di cognizione critica deficitaria. Valutazione finale: risparmiabile.

Editore Becco Giallo, 2016, 130 pagine in bianco e nero, 15 euri

la boheme cilena

3 Febbraio 2017 29 commenti

Secondo capitolo della cine-autobiografia psicomagica del buon Jodorowsky. Ritroviamo la famiglia in partenza da Tocopilla — per ragioni imprenditoriali paterne — verso Santiago del Cile, città nella quale Alejandro intraprenderà la sua vita di aspirante artista. L’ambiente bohemienne e i personaggi che naturalmente frequenta sono l’ideale costitutivo della messa in scena della poetica-weird che il Nostro ha sempre frequentato e che, come per il precedente “Danza della realtà”, vanno visti innanzitutto come opera poetica, ovvero poiesis ‘che si fa’, in quanto materia di prima istanza, che solo in secondo luogo autorizza ad una lettura simbolica. La terapia psicomagica di questa seconda puntata si eleva addirittura al quadrato: oltre al padre impersonato dal figlio Brontis, si aggiunge il secondogenito Adan Jodorowsky ad interpretare il giovane Alejandro (al quale comunque consigliamo di frequentare una scuola di recitazione), che consente di giocarsi in casa il finale riconciliatorio di se stesso col padre, in un gioco di ruoli divertente e commovente allo stesso tempo.

2016, scritto e diretto da Alejandro Jodorowsky, con Adan e Brontis Jodorowsky.

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