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la boheme cilena

Secondo capitolo della cine-autobiografia psicomagica del buon Jodorowsky. Ritroviamo la famiglia in partenza da Tocopilla — per ragioni imprenditoriali paterne — verso Santiago del Cile, città nella quale Alejandro intraprenderà la sua vita di aspirante artista. L’ambiente bohemienne e i personaggi che naturalmente frequenta sono l’ideale costitutivo della messa in scena della poetica-weird che il Nostro ha sempre frequentato e che, come per il precedente “Danza della realtà”, vanno visti innanzitutto come opera poetica, ovvero poiesis ‘che si fa’, in quanto materia di prima istanza, che solo in secondo luogo autorizza ad una lettura simbolica. La terapia psicomagica di questa seconda puntata si eleva addirittura al quadrato: oltre al padre impersonato dal figlio Brontis, si aggiunge il secondogenito Adan Jodorowsky ad interpretare il giovane Alejandro (al quale comunque consigliamo di frequentare una scuola di recitazione), che consente di giocarsi in casa il finale riconciliatorio di se stesso col padre, in un gioco di ruoli divertente e commovente allo stesso tempo.

2016, scritto e diretto da Alejandro Jodorowsky, con Adan e Brontis Jodorowsky.

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