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Mosè pendolare

MONZA – “Mosè Bianchi. Ritorno a Monza”. Un tot di tele di Mosè Bianchi in prestito dalla Galleria d’Arte Moderna di Milano, in temporanea trasferta in quel di Monza, si uniscono ad un altro tot di quadri appartenenti ai Musei Civici, ente che ospita fino a settembre quella che vorrebbe essere una panoramica — non certo esaustiva — dell’opera del Nostro, che in effetti spaziava tra i generi pittorici tipici di fine Ottocento, tipo ritratti istituzionali, tematiche simbolistiche, scene di genere, paesaggi, etc. Peccato che la qualità delle opere in esposizione sia discontinua: diversi non finiti, opere giovanili, acquerelli, etc.; insomma, aggiungendo ciò alla già citata eterogeneità degli stili e dei soggetti praticati dal Mosè, si rischia — se non si conoscesse già l’eccellenza del piú noto pittore locale brianzolo — in mezzo a tale varietà ed altalenanza, di farsene una idea poco precisa e non entusiasmante, ma comunque vale una visita.

“Fine di tavola” (1880), olio su tela, cm 54 x 67, Galleria d’Arte Moderna di Milano

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