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Archivio Settembre 2017

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29 Settembre 2017 Nessun commento

Una via di mezzo tra “Thelma e Louise” e “Respiro” di Emanuele Crialese, che dal primo trae l’idea dell’avventura bis-femminile, e dal secondo il non starci dentro nella vita. Il tocco di Virzí è però un po’ troppo caricaturale e grottesco (anche se mitigato certamente dall’apporto della Archibugi) per confezionare il capolavoro, e infatti il film si regge solo grazie al one-woman-show della bravissima VBTedesca. La povera Ramazzotti, normalmente forse considerata un’attrice decente, qui ci fa la figura della Trintignant-figlia (statua di sale, buonanima) versus Isabelle Huppert nel noto capolavoro (quello sì) di Chabrol.

2016, regia Paolo Virzí, soggetto e sceneggiatura di Virzí e Francesca Archibugi, con Valeria Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti e altri e altre

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18 Settembre 2017 Nessun commento

Una storia tipica del nuovo corso dylandoghiano, senza agganci con la realtà spicciola, ma che piuttosto si inerpica in una diatriba sui massimi sistemi: il Bene e il Male, il Bianco e il Nero (appunto), etc. La Barbato ha l’accortezza di limitare l’uso raggelante di frasi apodittiche, tipiche dello stile recchionesco, e di vestire il tutto di una certa ironia (mutuata dalla miniserie “Ut”, che era disegnata dallo stesso Roi, il quale si cimenta anche in questa storiella e i cui bei disegni sono il maggior pregio dell’albo).

Categorie:fumetti Tag:

squartamenti

11 Settembre 2017 Nessun commento

Milano – Palais Royal: “GIANCARLO VITALI: TIME OUT”. Grande antologica dedicata al pittore lariano ‘scoperto’ da Testori. Lo scrittore brianzolo si era concentrato soprattutto sui manzi squartati — soggetto peraltro di seconda mano, che trovava già precedenti illustri quantomeno in artisti del calibro di Soutine e Bacon — per i quali squartamenti scrisse tre splendide poesie, ma il valore del Vitali va oltre l’aspetto tematico, rispetto al quale non troviamo molta originalità: si va infatti dagli autoritratti, ai ritratti di personaggi del paesello lacustre, alle nature morte, e tutto il companatico del bravo pittore un po’ a corto di idee, se vogliamo. Il peggio in questo senso il Vitali lo dà quando porta i suoi ritratti di personaggi tipici di paese (il farmacista, etc.) agli estremi della caricatura, tanto da lanciarsi addirittura con quadri affollati di personaggetti, che vorrebbero ergersi a satira sociale o di denuncia, in cui si riconosce l’ispirazione a Grosz e a Ensor, ma con risultati piuttosto miseri. Tuttavia, la rilevanza del Nostro rimane di un certo livello soprattutto riguardo alla felicità espressiva della sua pennellata e della ricerca cromatica e tonale, che fin dal principio lo fa uscire dai ristretti confini della provincia per avvicinarsi alle piú recenti tendenze artistiche europee (parliamo di allora, cioè degli anni Quaranta/Cinquanta), nella fattispecie Soutine (stranamente mai citato nella mostra, ma perché meravigliarsi), o Fausto Pirandello o De Pisis, etc.