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Archivio per la categoria ‘fumetti’

ratolik

16 Novembre 2013 Nessun commento

Parodia di Diabolik a firma Leo Ortolani, che come d’uso traspone i personaggi del suo Rat-Man un po’ in tutte le salse, questa volta in versione diabolika. Eva Kant è un trans, tra le altre cose. Operazione non particolarmente riuscita, anzi, piuttosto fiacca a dire il vero.

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orfanelli

25 Ottobre 2013 27 commenti

Primo episodio di una nuova serie a fumetti bonelliana, tutta a colori per andare giú di effetti speciali, di genere post-catastrofistico alieno. Dopo il solito disastro esplosivo psico-cosmico, una truppa di orfanelli sopravvissuti viene addestrata militarmente per essere spedita astronauticamente sul pianeta dei cattivoni che si presume abbiano commesso il fattaccio. Scadente, e un po’ pretenziosa com’è nello stile dell’autore (si dice il peccato ma non etc. etc.). Probabilmente, l’unico elemento positivo saranno le stupende copertine a tempera di Massimo Carnevale (o ad acquerello, quel che l’è).

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malloppazzi

26 Luglio 2013 Nessun commento

Balenottero da 600 pagine che riunisce in versione italiana la trentina di episodi che compongono la parabola di Echo, serie a fumetti di Terry Moore pubblicata in America tra il 2008 e il 2011. Dopo la sfacchinata della sua serie precedente (la mitica “Strangers in paradise”), Moore mantiene il format della coppia femminile protagonista, con corollario di personaggi vari, che gli consente di sfruttare la sua brillante capacità in fatto di dialoghi, a cui aggiunge una storia a metà tra il fantascientifico e il supereroistico (la circostanza della fusione due corpi, e due menti, in uno è un must della Marvel, stabilito negli anni Settanta con Mister Meraviglia e la Visione). Tutto molto bello, per uno dei migliori cartoonist indipendenti USA.

600 pagine in bianco e nero, 27 euri, Bao Publishing

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hawkeye

15 Luglio 2013 Nessun commento

È stupefacente come alla Marvel (la “casa delle idee”) riescano ancora a campare riciclando idee che risalgono rispettivamente a quasi 50 e oltre 25 anni fa. Nuova serie, simpatica, dedicata a Occhio di Falco, sull’onda dello spin-off che negli anni ’60 dedicava alla Torcia Umana una collana propria, estrapolando dal proprio super-gruppo di appartenenza il personaggio dal carattere piú vivace. L’intenzione è quella di occuparsi del lato privato dell’eroe (nei primi due numeri della serie originale americana — tradotti nel primo numero della versione italiana —, infatti, non figura mai in costume, ma sempre in abiti borghesi). Occhio di Falco è seguito in blande controversie con criminali, ma il lato predominante delle storie mette in luce la sua quotidianità, la vita di quartiere, i rapporti sentimentali. La componente risalente agli anni ’80 è invece data dal tono intimista e introspettivo con il quale le storie sono scritte (post Frank Miller del Cavaliere Oscuro), il taglio grafico delle inquadrature (idem) e il disegno minimalista di Aja, che è un vero e proprio plagio dello stile di David Mazzucchelli. Ma, dato che, comunque, il copyright delle invenzioni di cui sopra è della stessa Marvel, hanno tutto il diritto di ravanarci per ancora qualche decennio.

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Ken

19 Giugno 2013 Nessun commento

Primo dei 27 volumi della ristampa della serie manga dedicata a Ken il guerriero. Lo scenario post-atomico — tradizionale ambientazione per il mondo nipponico, ma che in questo caso è di discendenza diretta da “Akira” di Katsuhiro Otomo, dell’anno prima (1982) — fa da sfondo a storie piuttosto efferate, influenzate sia dai manga precedenti (i robot di Osamu Tezuka, coi loro acerrimi nemici alieni e misteriosi) che dal western di Sergio Leone (una scena di questo primo numero è una citazione de “Il buono, il brutto e il cattivo”) che a loro volta, insieme, confluiranno nel cartooning del “Kill Bill” di Tarantino. Tutto abbastanza dozzinale, sia testi che disegni, ma la caratteristica splatter di Ken il guerriero — che comunque verrà edulcorata nella sua versione animata di qualche anno dopo, scevra pure del forte riferimento alle arti marziali — costituisce un passo evolutivo in direzione del realismo, rispetto alla produzione nipponica piú legata al fantastico (quella dei robot e degli Ufo). Peccato per il formato ridotto che sacrifica la visione dei disegni.

Panini Comics, 4,20 euri, una paccata di pagine in bianco e nero.

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MM 327

15 Giugno 2013 Nessun commento

Una popolazione di sub-umani, sviluppatasi in Africa all’interno di un ecosistema particolarmente svantaggioso, viene schiavizzata da una multinazionale — che agisce senza scrupoli, a tutti i livelli — per abbassare i costi di estrazione di Uranio. Una delle ultime storie scritte dal compianto Paolo Morales è una chiara allusione alla schiavitú storica dei nativi africani, ma anche alle condizioni di sfruttamento nelle quali versano attualmente popolazioni di tutto il mondo globalizzato. Senonché, proprio la scelta di utilizzare un frangente “mysterioso” e oggettivamente fantastioso, quale la specie sub-umana, allontana chi legge da un importante riferimento al reale, conferendo un retrogusto infantile ad una storia già non troppo avvincente.

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consulenze kriminali

9 Maggio 2013 Nessun commento

Il diabolico Diabolik viene ingaggiato dalle autorità come consulente anti-rapina per il trasporto di un carico di cocaina sequestrata. Evita, effettivamente, che la polverina cada in mani improprie, si aggiudica la rivincita morale accoppando un suo vecchio nemico e, dulcis in fundo, si cucca le svanziche che il mercato criminale aveva messo in campo per accaparrarsi la merce. E vissero felici e contenti.

Di Gomboli, Pasini, Cajelli, Ricci & Ricci

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dylan dog 318

12 Marzo 2013 Nessun commento

Dylan Dog alle prese con leggende urbane (coccodrilli nelle fogne, motociclisti con la testa aperta in due, colpi segreti che-dopo-due-giorni-muori [sic, imbarazzante citazione di Elio, con tanto di mio cuggino], etc. Poteva essere una storia simpatica, senonché capita sia disegnata alla meno peggio e l’autore non abbia trovato un finale decente.

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ciao darwin

30 Dicembre 2012 Nessun commento

Prima puntatona di un romanzone a fumetti, ascrivibile al filone fantascientifico post-catastrofico, omaggio bonelliano alla fallimentare profezia Maya del 21 dicembre 2012. Sebbene illustrata da un disegnatore solitamente incapace che qui dà il suo meglio (si fa quel che si può), questa prima parte della storia è abbastanza interessante, non foss’altro per l’inevitabile suspence attraverso la quale si svela poco a poco il nuovo assetto sociale post-fine del mondo (la Barbato conosce senz’altro a memoria l’impareggiabile atmosfera di attesa dell’Eternauta di Oesterheld, e non può non restituirne a sua volta qualche briciola). Detto ciò, non è difficile profetizzare che la seconda parte di questa storia, qualora dovesse vedere la luce, sarà catastroficamente meno avvincente.

p.s.: altro riciclo, la figura del samurai (post-)urbano rubata dal solito “Ghost Dog”.

il mezzo segreto

13 Novembre 2012 8 commenti

Albo numero 11 dell’annata corrente, che si presenta come un numero epico (copertina a mezzatinta, guest starring Bruno Brindisi come disegnatore ospite) ma che in realtà di segreti (sul passato di Diabolik) ne svela solo metà. Il giovane Diabolik assume l’identità di una persona cui scopre casualmente di rassomigliare, e che potrebbe essere il gemello scomparso di un rampollo di una nobile casata, sparito in seguito ad una vicenda equivoca di figliolanza illegittima. Il diabolico Diabolik immagina, in seguito, di poter essere davvero lui, il gemello smarrito, ma pare che non sia cosí. Storia parzialmente deludente ma simpatica.

ho perso la testa

19 Ottobre 2012 Nessun commento

Una nuova collana di fumetti che la Bonelli vorrebbe spacciare per una palingenesi della gloriosa “Un uomo, un’avventura”, e che invece può essere considerata — per la bassa qualità di questa prima storia, almeno — tutt’al piú quale una riproposizione della Collana Rodeo. Sinossi: la Rivoluzione Francese narrata dalla parte del boia (personaggio realmente esistito) che passa dalle dipendenze di Luigi XVI a quelle di Robespierre e che, di sfuggita, tra una decollazione e l’altra, determina nientemeno che la fine del periodo del Terrore. Superficiale e malpensato.

Barbato & Casertano, 114 pagine, 3,50 euri.

mm323

11 Ottobre 2012 Nessun commento

I trentasei leggendari Giusti (tzadik), che secondo la leggenda ebraica reggono il mondo, diventano trentacinque e i cattivoni cercano di infiltrarvi un predestinato malvagio che, una volta assurto rocambolescamente a Giusto, diventa buono. Quindi, tutto a posto: il mondo è salvo, grazie a Martino Mistero.

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bukowski a fumetti

27 Settembre 2012 Nessun commento

Goodbye Bukowski

Biografia a fumetti, per sommi capi, della vita del grande Bukowski. Con uno stile di disegno tra un Crumb “sanificato” e il Pazienza del periodo Comic Art — ridotto ai suoi elementi piú basilari, quelli piú banali, se si vuole, oltre ad imitarne pedissequamente il lettering — questo tal Montelli privilegia gli aspetti della vita dello scrittore piú legati alla sfera sentimentale, concedendo quindi poco spazio ai momenti piú svaccati. Ne risulta un libro piuttosto tranquillo che comunque rende abbastanza l’idea (l’atmosfera molto simile a quella che si trova ne “Il capitano è fuori a pranzo”, pagine senili, ma forse tra le piú belle, dello sbevazzone americano).

2012, Coconino Press, 144 pagine in bianco e nero, 16 euri.

fräulein Else

17 Settembre 2012 1 commento

Prima di incassare meritatamente il premio Angoulême nel 2011 con “Cinquemila km al secondo”, l’ottimo Manuele Fior aveva già pubblicato due anni prima — sempre in terra d’oltralpe — una riduzione a fumetti della “Signorina Else”, il meraviglioso racconto di Arthur Schnitzler del 1924, in maniera fedelissima, con un disegno decadentista, ancora piú curato della sua opera premiata, che tuttavia ha l’inevitabile difetto di oggettivare quello che nel testo scritto era assolutamente soggettivo. Ciò nonostante, il flusso di coscienza della protagonista — una potenziale paziente del dottor Freud — è conservato quanto basta per riprodurre il divario tra coscienza e realtà, tra pensiero e azione, tra sentimento e morale, divario che sfocia nella schizofrenia fatale alla signorina in questione.

diabolik 218

2 Agosto 2012 26 commenti

Una ristampa di un albo del 1972, quando Diabolik veniva scritto ancora dalle Sorelle Giussani. Una storia vecchio stampo, dove lo svolgimento non è banale — anche se già allora incominciava ad essere un po’ ripetitivo; la trama è tanto chiara, per chi legge, da non aver nessun bisogno di ‘tornare indietro’ o stare troppo a rimuginare, al contrario delle pisquanate che vengono scritte oggigiorno per la serie inedita. È anche una delle prime storie illustrate da Zaniboni (qui in collaborazione con Ongaro), il cui disegno ha ingentilito l’iconografia diabolika e ha legato il personaggio all’immagine che ne abbiamo tutt’oggi (come è successo per Magnus con Alan Ford).

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dylan dog 311

25 Luglio 2012 30 commenti

Discreta storiella basata su di un meccanismo tipico dei giochi di ruolo. Purtroppo R.R., lo sceneggiatore, ha la tendenza a mettere in bocca a Dylan Dog frasi lapidarie del tutto infelici, nel senso che stanno tutte nella testa dell’autore, non vengono adeguatamente preparate e, alla fine della fiera nella loro epigrammaticità non significano niente e sono piuttosto stucchevoli (e per nulla adatte alla personalità storica dell’investigatore dell’incubo, oltretutto).

eran trecento

20 Luglio 2012 Nessun commento

A Frank Miller — uno di quelli della sparuta pattuglia che a metà anni Ottanta hanno imposto una pietra di paragone nella letteratura disegnata mondiale — gli si perdona tutto, anche il fatto di essersi da tempo fossilizzato nella narrativa epica e di voler continuare a giocherellare coi suoi soldatini (anche la sua nuova graphic novel rimane in questo ambito). Fatto sta che se fosse rimasto su carta, il suo “300” avrebbe mantenuto una certa dignità, sia relativamente alla povertà che ultimamente caratterizza il settore, sia in assoluto come puro oggetto estetico (il buon Miller ne ha comunque da vendere, in fatto di stile grafico, alla caterva di emergenti dell’ultimo quarto di secolo). Nella sua versione cinematografica si riduce invece ad una specie di cartone animato, come tanti, con un sottofondo di estetica metallara (che non guasta), ma con un grado di suspence pari a sottozero.

2007, regia di Zack Snyder (affiancato da Frank Miller)

che trujata

8 Luglio 2012 Nessun commento

Pasquale Ruju, il piú sfigato degli sceneggiatori di Dylan Dog, passa a Tex e inaugura la sua carriera texana con una storia strapiena di luoghi comuni, tanto comuni da essere diventati ormai dei non-luoghi, ovvero circostanze dalle quali tenersi quanto mai alla larga. Disegni bruttini di Alfonso Font (bravo, ma chi ha mai avuto l’idea di arruolarlo per Tex, che proprio non è nelle sue matite?).

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lilith 08

24 Giugno 2012 Nessun commento

Viaggio all’indietro nel tempo fino al Giappone dei samurai, periodo nel quale Enoch si sente culturalmente a proprio agio e che gli permette di scimmiottare un po’ piú del solito lo stile grafico e il linguaggio dei manga.

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a-steroidi

15 Giugno 2012 Nessun commento

Folgorato sulla via di Paul Auster, del quale aveva curato ormai due decenni fa un’ottima riduzione a fumetti del suo “Città di vetro”, il buon Mazzucchelli dà vita ad un romanzo (grafico) enigmatico e di ampio respiro, la cui sottotraccia piú o meno esplicita è una specie di fusione tra l’Odissea e il mito di Orfeo ed Euridice, calati nella provincia americana. Stilisticamente a metà tra il romanzo filosofico e la commedia brillante alla Woody Allen, il bel racconto del Mazzucchelli — pieno di simbolismi e spunti interessanti di riflessione estetica, filosofica ed esistenziale — è tuttavia appesantito da un inutile sperimentalismo grafico e cromatico, adottato con tutta probabilità per distinguersi dai numerosissimi suoi epigoni che in questi ultimi vent’anni (a partire da “Città di vetro”, appunto) ne hanno imitato lo stile.

p.s.: è ipotizzabile che il finale, crepuscolare e ironico, abbia ispirato a Lars von Trier il suo “Melancholia”? Forse.

2009 (ediz. italiana di Coconino Press, 2012), tot pagine a colori (figuriamoci se le numerano), 29 euri.

giuseppina

10 Giugno 2012 Nessun commento

Simpatico albo a fumetti — il primo a essere pubblicato in Italia di una serie di, finora, tre albi — di una specie di Bridget Jones transalpina, single andata e ritorno, utile ai maschietti per avventurarsi nei meandri della mente contorta dell’altra metà del cielo.

2008, Penelope Bagieu, 11 euro, tot pagine.

87esimo viaggio nel mistero

28 Aprile 2012 2 commenti

Nella sua quinta avventura il Dio del Tuono, ancora una volta, viene utilizzato — un po’ come Capitan America negli anni Quaranta — a scopi politici. Questa volta, dopo essersela presa con Fidel Castro, tocca ai compagni comunisti russi che rapiscono scienziati americani per sviluppare armi per la Guerra Fredda. In sole dieci pagine Thor si infiltra nelle segrete russe, sbaraglia le forze armate e riporta a casa gli scienziati rapiti. Meravigliosa cialtroneria.

p.s.: per attenuare la smaccata propaganda sciovinista di questa vicenda, che altrimenti avrebbe assunto connotati razzisti, Lee dedica una singola ma fatale vignetta per sottolineare la posizione malvagia dei comunisti oppressori rispetto al desiderio di libertà del popolo russo.

Journey into Mystery n. 87, dicembre 1961. Storia: Stan Lee (ideata probabilmente in cinque minuti primi); testi: Larry Lieber; disegni: Jack Kirby: chine di Dick Ayers.

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brendon n. 84

22 Aprile 2012 1 commento

Dopo 84 mesi e bimestri dalla nascita, il mondo medievale post-catastrofico di Brendon si ritrova stanco e annoiato, e gli scarabocchi senili del buon Esteban Maroto non contribuiscono certo a renderlo piú interessante. Una storiella che, sotto altre vesti, sarebbe andata bene anche per Dylan Dog. Se ne auspica la chiusura.

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il mitico Zeus

13 Aprile 2012 Nessun commento

Sono anni che i due quotidiani principali nazionali ce la vanno menando con le graphic novel (usate meramente come gadget, visto che poi al loro interno i fumetti sono presi in considerazione ben raramente e superficialmente). Ad ulteriore dimostrazione di questa falsa propensione, ecco che il Corriere si abbina ad una emerita puttanata pseudo-marveliana che vorrebbe riproporre la mitologia greca in veste divulgativa (piú o meno il senso sottinteso è lo stesso di “Corrado Augias vi spiega la musica classica”, a voi ignoranti). Quando negli anni 60 Stan Lee e Jack Kirby hanno ripescato il dio Thor, lo hanno fatto senza dubbio in maniera infinitamente piú cialtronesca di quanto si faccia in questo prodottino ben confezionato, ma la loro idea era piú sincera ed ispirata, ed infatti il successo è arrivato, al contrario di questa cretinata che naufragherà dopo poche uscite e che tutti dimenticheranno. Amen.

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tex n. 618

10 Aprile 2012 Nessun commento

Tex e i suoi pards al gran completo alle prese con una banda di schiavizzatori di indiani. Sconfinamenti in Messico, frizzi e lazzi con i Rurales, segnali di fumo, etc. Prima parte di una storia di Boselli abbastanza ordinaria, ma godibile, con i bei disegni di Garcia Seijas che reggono anche al di fuori del contesto urbano/impiegatizio a lui maggiormente confacente (vedasi “Helena”).

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trenta anni Trenta

8 Aprile 2012 Nessun commento

Numero speciale ambientato nella New York Anni Trenta per festeggiare i 30 anni dall’uscita del primo albo di Martin Mystère (aprile 1982, comprato all’epoca). Un divertissement nel quale Castelli sfoggia tutta la sua padronanza di rigattiere della cultura popolare del passato (ci ha scritto su un bel po’ di libri), mescolando King Kong, Dick Tracy, Some Like It Hot, etc. In coda, una ricostruzione di quello che avrebbe dovuto essere il primo numero di Mystère, ancora nella versione provvisoria dal titolo Doc Robinson, la cui location era Londra anziché New York. Il tutto disegnato da Alessandrini col suo gustosissimo stile.

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l’ammazzatopi

3 Aprile 2012 Nessun commento

Un tranquillo signore, ospite di una pensione nel countryside inglese, ha un unico hobby: quello di strangolare i topi che trova nella cantina della locanda. Il giorno in cui qualcuno ha la malaugurata idea di bonificare la cantina, il tranquillo signore è costretto a tornare alla sua abitudine precedente, quella di “strangolatore per signora”. Purtroppo per noi il finale è aperto, quindi ci sarà un seguito.

Testi di Fabrizio Accatino, disegni di Sergio Gerasi

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gli anni dolci

26 Marzo 2012 Nessun commento

Delicata storia sentimentale tra una giovane donna e il suo vecchio professore che, nella versione originaria del romanzo di Hiromi Kawakami che l’ha ispirata, deve aver in qualche modo determinato l’idea di “Lost in Translation” di Sofia Coppola (che non a caso era ambientato in Giappone). Con il suo solito ritmo lento, Taniguchi ci conduce con estrema sobrietà grafica e narrativa lungo una storia tanto lieve che durante il suo tranquillo svolgimento sembra apparentemente non accadere nulla, e che piano piano, sfumatura dopo sfumatura, si addentra nel territorio della nostalgia e del ricordo.

p.s.: la scelta dell’editore nipponico di pretendere da Taniguchi il ripescaggio della trattazione di piatti tipici della tradizione giapponese, già espressa nel suo precedente “Gourmet”, risulta inutile e piuttosto artificiosa ed aggiunge poco alla storia.

Rizzoli/Lizard, due volumi da 240 pag. cadauno, 17 euri cadauno.

Tex 617

6 Marzo 2012 Nessun commento

Leggendo l’ultimo numero di Tex, appena uscito, ho avuto la netta impressione di essere tornato bambino, quando mi divertivo a contare quanti morti vi fossero (distinguendoli meticolosamente in ‘morti amici’ e ‘morti nemici’) e quanti colpi d’arma da fuoco venissero sparati in ogni albo: vinceva l’albo che totalizzava piú morti e piú colpi esplosi (se non ricordo male il non plus ultra accadeva in quel numero in cui Tex e Montales erano assediati nel forte messicano, insieme a Jim Gordon, la futura giubba rossa). Se la mia idiozia di circa trentacinque anni fa (sic) poteva essere giustificata dallo scarso comprendonio, che mi impediva di leggere la Storia con la esse maiuscola nella quale Gianluigi Bonelli inquadrava la vicenda contingente (la guerra d’indipendenza messicana o del Texas, chissiricorda), peraltro tenendosi magistralmente alla larga dal didascalismo e dalla pedanteria, è piuttosto deprecabile il fatto che uno sceneggiatore intelligente come Tito Faraci mi costringa oggi a regredire all’infanzia, architettando una storia per certi versi analoga a quella di cui sopra, ma talmente ‘light’ da non offrire il minimo spunto che non sia quello ragionieristico della mera contabilità dei numerosi morti ammazzati. Pollice verso, quindi, escluso per i bei disegni dei Cestaro Bros.

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delibera komunale

13 Febbraio 2012 Nessun commento

L’amministrazione comunale di Crest, cittadina che ospita una villa che fu un rifugio di Diabolik, decide di trasformare la sfortunata evenienza in attrattività turistica (vedi alla voce finanza creativa). Già che ci sono, come valore aggiunto pensano anche di catturare — all’insaputa di Ginko — i coniugi criminali, ma gli va parzialmente storta. Minchiata.

Testi: Gomboli e Pasini; disegni: Di Bernardo e Brandi.

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