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sentimental comic journey

14 Febbraio 2017 16 commenti

Il fumetto raccontato attraverso il fumetto — dopo le due prove fornite da Scott McCloud — è ormai diventato un genere a sé stante frequentato da molti. Nel libro in questione il buon Calia lo utilizza per tracciare una storia sentimentale del fumetto, ovvero non di una ricostruzione enciclopedica si tratta (umanamente impossibile, del resto), ma di una sintesi basata su personaggi e autori che hanno costituito la formazione di fumettaro del Nostro. Infatti, dopo la citazione dei fondamentali Winsor McCay, Alex Raymond, Chester Gould, etc., ci viene proposto un excursus generazionale perfettamente coerente coi presupposti, a partire dai supereroi marvel, i manga, il nuovo corso DC Comics di Frank Miller, la British invasion capitanata da Alan Moore, qualche cenno al fumetto italiano moderno/contemporaneo (Pazienza, Valvoline), etc. Un libro del genere può però presumibilmente trovare riscontro positivo prevalentemente nel pubblico targettizzato della fascia anagrafica degli odierni quarantenni, giacché chi scrive su questo blog, per esempio, di un decennio piú indietro, già si trova parzialmente decentrato rispetto a questo punto di vista, a partire dall’evento traumatico per eccellenza nel settore dei super-eroi che, per Calia, corrisponde alla morte di Marvel Girl e della sua rinascita come Fenice, mentre per chi sia nato un paio di lustri prima il riferimento è evidentemente la morte di Gwen Stacy, per non parlare dell’inevitabile disgusto dato dal constatare che ad Andrea Pazienza è dedicata una paginetta mentre la conclusione viene affidata nientemeno che all’incapace Igort, segno palese di cognizione critica deficitaria. Valutazione finale: risparmiabile.

Editore Becco Giallo, 2016, 130 pagine in bianco e nero, 15 euri