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Post Taggati ‘Dylan Dog’

dd362

31 Ottobre 2016 Nessun commento

Dopo un lungo silenzio, il buon Tiziano Sclavi torna a scrivere una storia di Dylan Dog, tutta incentrata sul tema dell’alcoolismo, e dei fantasmi, ma incapace di risvegliare il benché minimo interesse (anche i dialoghi sono ad un livello di banalità mai raggiunta), per non parlare dei disegni sclerotici di Casertano. Giudizio generale: tavanata galattica.

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dd361

30 Settembre 2016 1 commento

La storia di Dylan Dog di questo mese, celebrativa del trentennale della collana dell’indagatore dell’incubo — e, come tale, tutta a colori, illustrata splendidamente da un Gigi Cavenago ispiratissimo da Massimo Carnevale — segna quasi simbolicamente piú che mai il passaggio di consegne avvenuto ormai da un po’ dall’èra Sclavi a quella di matrice recchioniana. Laddove gli incubi originarii erano conseguenza di turbe psichiche e simpatiche alienazioni mentali varie, sulla scorta dell’alcolismo sclaviano, “Mater dolorosa” vi sostituisce la sofferenza fisica, retaggio della salute precaria dell’autore, che determina un poema a fumetti tutto allegorico esistenzialista, incentrato su dolore e sofferenza, leopardianamente connaturati alla natura umana. Va da sé: trattandosi di un fumetto destinato a masse che si beano di serial tv da quattro soldi, non si va piú di tanto a fondo, e a un certo punto conviene leggersi gli originali del recanatese, meno stucchevolmente epigrammatici, e piú circonstanziati, di questi.

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dd351

2 Dicembre 2015 Nessun commento

Il nuovo corso dylandoghiano è in pieno svolgimento. Una storia blandamente lovecraftiana — il male che viene dal profondo delle forze elementali — corredata però da un finale moraleggiante da quattro soldi totalmente estraneo alla poetica ispirata dallo scrittore statunitense = risultato scadente, peggiorato perdipiú da disegni piuttosto insulsi, non tanto stilisticamente quanto in termini di sceneggiatura, che fa abuso di primi e primissimi piani davvero insensati ai fini dell’economia narrativa. Bocciato.

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dd trecenquarantaerotti

3 Marzo 2015 19 commenti

Se questo è un esempio del nuovo corso dylandoghiano si può star certi che durerà ben poco. Storia scritta da RR, e disegnata da uno che si crede Hugo Pratt ma che il suddetto non lo vede neanche col binocolo, in cui Dylandog è perseguitato dal babbo di una sua conquista, presto scaricata, e per questo viene punito. Idea bislacca, sviluppata male, con la solita mania di grandezza dell’autore. Forse l’intenzione (sballata) era quella di festeggiare l’Otto Marzo.

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nulla cambia perché nulla cambi

3 Marzo 2014 1 commento

Si andava leggendo su internèt, diversi mesi fa, di una certa rivoluzione che avrebbe investito il personaggio, le storie e la testata di Dylan Dog. Raggiungendo finalmente il primo numero utile, per chi scrive, dopo quegli annunci — il n. 230 in edicola nel corrente mese — non si constata davvero la benché minima innovazione, se si esclude una copertina in scala di grigio anziché a colori (esclusa la camicia di DD, espediente preso da Schindler List) e l’affidamento della pagina redazionale al presuntuosissimo RR. Il contenuto è una storia già letta numerose volte, pur se sceneggiata ottimamente e altrettanto bene illustrata da Marco Nizzoli, ma che si conclude in maniera piuttosto banale.

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dylan dog 318

12 Marzo 2013 Nessun commento

Dylan Dog alle prese con leggende urbane (coccodrilli nelle fogne, motociclisti con la testa aperta in due, colpi segreti che-dopo-due-giorni-muori [sic, imbarazzante citazione di Elio, con tanto di mio cuggino], etc. Poteva essere una storia simpatica, senonché capita sia disegnata alla meno peggio e l’autore non abbia trovato un finale decente.

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dylan dog 311

25 Luglio 2012 30 commenti

Discreta storiella basata su di un meccanismo tipico dei giochi di ruolo. Purtroppo R.R., lo sceneggiatore, ha la tendenza a mettere in bocca a Dylan Dog frasi lapidarie del tutto infelici, nel senso che stanno tutte nella testa dell’autore, non vengono adeguatamente preparate e, alla fine della fiera nella loro epigrammaticità non significano niente e sono piuttosto stucchevoli (e per nulla adatte alla personalità storica dell’investigatore dell’incubo, oltretutto).

l’ammazzatopi

3 Aprile 2012 Nessun commento

Un tranquillo signore, ospite di una pensione nel countryside inglese, ha un unico hobby: quello di strangolare i topi che trova nella cantina della locanda. Il giorno in cui qualcuno ha la malaugurata idea di bonificare la cantina, il tranquillo signore è costretto a tornare alla sua abitudine precedente, quella di “strangolatore per signora”. Purtroppo per noi il finale è aperto, quindi ci sarà un seguito.

Testi di Fabrizio Accatino, disegni di Sergio Gerasi

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dyd 304

20 Gennaio 2012 Nessun commento

Si va a fare un corso per superare la paura del volo e si viene ammazzati dalle proprie fobie. La storia sembra quasi decente finché non appare il mostriciattolo di turno che si nutre delle paure altrui e che fa il maestrino spiegando la lezioncina a chi legge.

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dylandog303

7 Dicembre 2011 Nessun commento

Un mostro si ciba delle ossa dei morti di un antico cimitero ma quando il comune decide di smantellarlo lui si incazza un attimino e quindi se la piglia coi poveri londinesi innocenti ma, invece di mangiarne le ossa, nonsisaperché li ripone ordinatamente in una caverna (forse per consentire a DD di sbrogliare la matassa). Minchiata.

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eran trecento

9 Novembre 2011 Nessun commento

Numero trecento, festeggiato col colore e coi disegni di Stano. Una storia-pastiche che non si fa granché capire, che si conclude con considerazioni meno che spicciole sulla vita e sulla morte. Bocciato.

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dyd 301

29 Settembre 2011 Nessun commento

dyl_301

Un chirurgo, per salvare la vita della fidanzata in coma, la imbalsama (mah!), tenendo in vita solo il cervello (boh!). Per farle compagnia (bah!), imbalsama anche qualche decina di persone e costruisce una specie di museo delle cere i cui elementi formano gli invitati ad un ricevimento. L’energia che si sprigiona (??) dai cervelli ancora vivi di questi manichini crea delle onde magnetiche che influenzano le menti degli abitanti del quartiere.

p.s.: il disegnatore ha uno stile sempre più tirato via (forse crede di essere Hugo Pratt).

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fantasmi commerciali

3 Agosto 2011 Nessun commento

dyl_299

Ci sono piú fantasmi — in senso lato, e non — nei negozietti ammuffiti dei centri storici? o negli sfavillanti centri commerciali? Questo il busillis attorno al quale si arrovellano — male — i dylandogautori del mese (del tutto normale, quando c’è Cossu ai disegni). Siamo al n. 299: il prossimo numero è una buona occasione, quindi, da cogliere per chi volesse attestare attorno a una cifra tonda il termine della propria collezione.

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dylan dog 298

28 Giugno 2011 Nessun commento

dyl_298

Storia che, inizialmente, pare essere basata sul piú classico degli sdoppiamenti di personalità, ma che si salva dal banale introducendo una variante con auto-ribaltamento la quale — se si vuole — potrebbe anche indurre a qualche riflessione del terzo tipo. Simpatica, in ogni caso.

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dyd 297

4 Giugno 2011 Nessun commento

dyl_297

Storiella piuttosto sempliciotta, dove quel minimo — il classico “minimo sindacale” — di suspence che si riesce a creare svanisce a metà storia, quando si intuisce chiaramente dove si vada a parare. Marzano + Roi.

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Ritorno al passato

9 Maggio 2011 2 commenti

dyl_296

Arrivato alla soglia dei trecento numeri, Dylan Dog riesce ad essere ancora relativamente sorprendente, con una storia firmata Barbato-Casertano, basata sui paradossi generati dai viaggi nel tempo, trapiantati — va da sé — direttamente dalla serie di “Ritorno al Futuro”. Il finale è un po’ scontato, ma non si può volere troppo da un personaggio dal quale è ormai stato cavato tutto il possibile.

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Tra moglie e marito… non mettere il Dylan

28 Marzo 2011 Nessun commento

dyl_295

Storia simpatica, non eccezionale ma neanche banale. Simpaticamente disegnata, col suo stile simpatico, dal buon Saudelli.

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dd293

9 Febbraio 2011 Nessun commento

dyl_293

Storiella basata su un gruppo di misteriosi ultra-vegliardi, shakerata con un po’ di Dorian Gray & varie pinzillacchere. Evitabile.

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dylandogduenovedue

3 Gennaio 2011 Nessun commento

dyl_292

Una storia che dimostra come la Barbato sia — forse — la degna erede di Tiziano Sclavi (almeno è quella che piú vi si avvicina). No alle patetiche imitazioni dello stile di Sclavi (Ruju, etc.); no ai giochetti strutturalisti che stufano presto (Di Gregorio). No alle minchiate (Ruju, again). La Barbato ha fatto proprio il personaggio, e vi ha apportato la propria sensibilità — alle volte tipicamente femminile — travasandovi le sue paure, che sono spesso molto diverse da quelle originarie e caratteristiche del personaggio, ma piú attuali, piú mature, meno maniacali, e ugualmente agghiaccianti. La storia rispetta, comunque, il classico doppio livello di lettura: non un semplice storia di carattere paranormale, ma un accostamento paratattico tra mondo simbolico e mondo reale.

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291

30 Novembre 2010 Nessun commento

dyl_291

Una mediocre storia ambientata nel mondo della prestidigitazione, con finale fantasmatico. In poche parole, una minchiata. Colpevoli Di Gregorio e Celoni.

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dylans dogs

14 Settembre 2010 Nessun commento

dylans

“I nuovi barbari” è una sciocchezza che non c’entra nulla con i delirii baricchiani (figuriamoci se gli autori di fumetti leggono i quotidiani: al massimo i titolisti, lo fanno).

Il Color Fest ha la copertina di Manara ma, a parte quello, non ha all’interno nulla di rilevante.

“Lavori forzati”, una storia passabile, tratta di un tema che poteva costituire l’occasione ideale per andare sui giornali — come accaduto qualche mese fa per la storia che tirava in ballo l’eutanasia. Il soggetto è infatti incentrato sulle morti sul lavoro. Forse i cronisti delle stupidate disegnate sono ancora in vacanza.

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giornaletti

14 Luglio 2010 Nessun commento

fumetti

Dylan Dog n. 286 – Una passabile storia sul transfert psico-fisico, compromessa da un disegno tirato via.

Jan Dix n. 14 – Fatalmente, la storia migliore della miniserie di Jan Dix è l’ultima: aleggia fin dal principio un’aria di morte, che riesce perfino ad essere abbastanza inquietante, e che culminerà con il trapasso a miglior vita del protagonista e della sua compagna (per tenersi aperta una eventuale prosecuzione della serie, Ambrosini usa il trucco della variabile onirica, pronta per essere calata sul tavolo nel caso di un ripescaggio-risuscitatorio dei protagonisti, ma si spera di no).

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dyd 285

31 Maggio 2010 Nessun commento

dyl_285

Una storia non molto brutta, finalmente, che mescola con ironia la fantascienza anni ’50 (c’è qualcosa che ricorda “Blob” o “L’invasione degli ultracorpi”) con suggestioni post-11 settembre (l’astronave incastonata nel Big Ben). Disegnata però, come spesso succede, alla membro di segugio.

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dylandog 284

21 Maggio 2010 Nessun commento

dyl_284

Un’altra di quelle storie che, arrivati alla fine, ci si dice: “E chissenefrega?”. Aggravata, oltretutto, dalla D.A.S. (Dario Argento’s Syndrome): una volta scoperto, il colpevole mi cade come un pirla sulle sue motivazioni omicide. Bocciato.

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giornaletti

13 Aprile 2010 2 commenti

Senza titolo-1

Walter Buio: una nuova miniserie della quale nessuno sentiva la mancanza, né la sentirà quando presto naufragherà.

Dylan Dog: chi se lo ricorda?

Jan Dix: una delle storie meno peggiori della serie, incentrata sulla figlia del Tintoretto e su un mistero pittorico-religioso alla Dan Brown.

Tex: prosegue una delle storie più inutili mai scritte.

Martin Mystère: gli antichi romani/cartaginesi sono stati i primi a scoprire l’America (il Texas, addirittura)? La risposta a Giacobbo.

è la stampa, bellezza

28 Gennaio 2010 Nessun commento

Per capire quanto facciano pena i giornali e il sistema mass-mediatico italiani basta esaminare il seguente caso. Il numero scorso di Dylan Dog ha prodotto diversi articoli sui maggiori quotidiani (Corriere della Sera, l’Unità, etc.) perché la storia in esso contenuta (di qualità appena passabile) trattava in qualche modo il tema dell’eutanasia (in maniera talmente labile che, leggendola, quasi non ci si faceva caso). La storia del numero attuale (di qualità simile a quella precedente), invece, pur raccontando la morte cruenta di una decina di persone, sicuramente non susciterà nessun dibattito.

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la madre di tutte le malattie

26 Dicembre 2009 1 commento

Big respect per l’esperienza della sua malattia che l’autore ha con coraggio riversato in questo numero, ma da qui a pensare di ottenere una storia memorabile ce ne passa. Come tutte le storie ‘a tema’ (si veda il pessimo “Johnny Freak”) rischia di deludere chi non riesca ad entrare in sintonia con l’atmosfera narrativa, non offrendo altri elementi alternativi a cui appigliarsi (ma bisognerebbe chiedersi anche quanti sforzi l’autore abbia fatto per farci entrare, in quella sintonia). Molto meglio diluire le considerazioni esistenziali all’interno di più storie a struttura tradizionale (come nell’ottima prima parte di tutta la produzione sclaviana).

p.s.: l’alberello coi morti appesi è probabilmente ispirato alla similare installazione milanese di Cattelan, risalente a qualche anno fa.

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dyd 279

1 Dicembre 2009 Nessun commento

Non conosco la Barbato come romanziera, ma le sue storie scritte per Dylan Dog fino ad ora non mi avevano colpito in maniera particolarmente favorevole. “Il giardino delle illusioni” comincia in una maniera che ti fa pensare ‘questa non è una storia di DD’. Non vi figurano né Groucho né altri personaggi della serie, tanto per cominciare, e non viene percorsa la classica struttura delle storie tipiche della serie, ma consiste in un viaggio introspettivo nell’illusorio subconscio del solo protagonista. Se, però, all’inizio, questa sensazione risulta un po’ fastidiosa, constatando poi che la storia consiste ‘solo’ in questo, non si può non rammentare uno dei proverbi infernali di William Blake (‘Se il pazzo persistesse nella propria follia andrebbe incontro alla saggezza’) e considerare che un modello narrativo di questo tipo può essere una valida alternativa ad un canone che ormai – dopo 23 anni – si è davvero sclerotizzato, e che non permetterebbe di dire molto di nuovo e che alla lunga porterebbe all’esaurimento della serie di DD. La storia in sé non è particolarmente eclatante, ma sempre meglio delle insulse e poco coraggiose variazioni sul tema di altri autori post-sclaviani.

p.s.: una delle cose poco riuscite è la tendenza della Barbato a mettere in bocca a Dylan Dog delle frasi chiaramente derivate dal proprio ‘privato’, del tutto differente da quello di chi creò la serie, e che ne snaturano non poco la personalità.

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DD

3 Novembre 2009 Nessun commento

Una puntata giallo-horror, un po’ darioargentea, il cui finale (che viene puntualmente iniziato a spiegare già quando siamo ancora a tre quarti della storia) suscita un bel ‘e chissenefrega?’. Disegnata da un Alessandro Poli che copia Andrea Venturi che copia Castellini che copia John Buscema e Neal Adams.

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DD 277

5 Ottobre 2009 Nessun commento

Il prezioso ritorno di Angelo Stano ai disegni viene vanificato da una storia di Michele (“Caravan”) Medda completamente fuori dallo spirito della serie, che tra l’altro sbaglia in pieno la ‘drammaturgia’ dell’introduzione dell’elemento che fa da fulcro a tutta la vicenda.

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