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Post Taggati ‘Francisco Goya’

carne y sangre

15 Febbraio 2016 5 commenti

Diamo il benvenuto ad una relativamente nuova tendenza cinematografara che ha lo scopo di raccattare qualche spettatore perduto a causa di internèt: l’idea “geniale” consiste nel proiettare su grande schermo documentari monografici relativi ad artisti o a grandi mostre riguardanti i suddetti. La benemerita “Exhibit on the Screen” (società o marchio che smercia questi prodotti) si esercita in questo caso in un documentario su Francisco Goya, prendendo spunto da una recente mostra della produzione ritrattistica del pittore spagnolo tenutasi alla National Gallery di Londra, con belle immagini ed interviste esaustive a curatori e studiosi albionici, per poi propagarsi per completezza anche nella terra in cui il Goya operò (fu pittore alla corte di Madrid per lungo tempo) dando voce, in questo caso, ad esperti iberici. Il filo narrativo è affidato ad un attore piuttosto somigliante che incarna il Goya e che ci legge alcune lettere scritte all’amico d’infanzia e ad altri. Tutto molto bello.

Franceschiello Goya

15 Giugno 2010 Nessun commento

goya2

Milano – Palazzo Reale – “Goya e il mondo moderno”. La cosa più sorprendente di Goya è che abbia saputo abbinare il suo prestigioso incarico di ritrattista ufficiale della famiglia reale spagnola con quello di artista libero, dedito con spirito filosofico alla denuncia sociale. Il suo sguardo critico sulla terrificante o, da altri punti di vista, comica realtà circostante, prende le origini senza dubbio da artisti a lui precedenti come Bosch, Bruegel o Hogarth (i cui debiti che Goya porta verso questi ultimi questa mostra si guarda bene dal riconoscere, tanto per cambiare) e per i quali funge da ponte verso i più moderni Dix o Grosz. La poetica del Francisco però si ammanta di quell’aura tutta Romantica del notturno, dell’inconscio che, quindi, oltre a incarnare il lato lunare del movimento romantico, prefigura un’anticipazione del simbolismo. Per queste sue doti di trasversalità, il Goya viene proposto da questa mostra come un artista chiave per capire la modernità. A parte l’arbitrarietà di alcuni accostamenti francamente estremi (che diavolo c’entra Pollock?), il compito che si vuole svolgere è in realtà piuttosto banale, accessibile perfino a chiunque si trovi a sfogliare un Dossier della Giunti, ed in realtà maschera l’impossibilità di allestire a Milano una mostra completa su un artista come Goya, mescolando perciò qualche suo quadro (i più sfigati, naturalmente) e molte sue incisioni (bellissime, ma che si possono vedere a destra e a sinistra con tranquillità) con opere degli artisti moderni di cui sopra (peccato che un diretto discendente come Kubin venga rappresentato con degli esempi indecenti, così come succede per altri…). Voto: 6–.

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