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Post Taggati ‘Martin Mystère’

almanacco 2015

4 Dicembre 2014 27 commenti

L’accoppiata di fuoriclasse Castelli & Alessandrini sforna un divertissment fuori serie nel quale il divertimento, appunto, consiste nello spedire Martin Mystère negli anni ’30-40, in un cortocircuito tra la protofantascienza di “Saturno contro la Terra” e quella della falsa invasione dei marziani radiofonica di Orson Welles. Storia leggera ma sapientissima, tutta da gustare (tralasciando i demenziali redazionali).

Bonelli editore, 6,50 euri, un cento e rotti pagine.

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MM 327

15 Giugno 2013 Nessun commento

Una popolazione di sub-umani, sviluppatasi in Africa all’interno di un ecosistema particolarmente svantaggioso, viene schiavizzata da una multinazionale — che agisce senza scrupoli, a tutti i livelli — per abbassare i costi di estrazione di Uranio. Una delle ultime storie scritte dal compianto Paolo Morales è una chiara allusione alla schiavitú storica dei nativi africani, ma anche alle condizioni di sfruttamento nelle quali versano attualmente popolazioni di tutto il mondo globalizzato. Senonché, proprio la scelta di utilizzare un frangente “mysterioso” e oggettivamente fantastioso, quale la specie sub-umana, allontana chi legge da un importante riferimento al reale, conferendo un retrogusto infantile ad una storia già non troppo avvincente.

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mm323

11 Ottobre 2012 Nessun commento

I trentasei leggendari Giusti (tzadik), che secondo la leggenda ebraica reggono il mondo, diventano trentacinque e i cattivoni cercano di infiltrarvi un predestinato malvagio che, una volta assurto rocambolescamente a Giusto, diventa buono. Quindi, tutto a posto: il mondo è salvo, grazie a Martino Mistero.

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trenta anni Trenta

8 Aprile 2012 Nessun commento

Numero speciale ambientato nella New York Anni Trenta per festeggiare i 30 anni dall’uscita del primo albo di Martin Mystère (aprile 1982, comprato all’epoca). Un divertissement nel quale Castelli sfoggia tutta la sua padronanza di rigattiere della cultura popolare del passato (ci ha scritto su un bel po’ di libri), mescolando King Kong, Dick Tracy, Some Like It Hot, etc. In coda, una ricostruzione di quello che avrebbe dovuto essere il primo numero di Mystère, ancora nella versione provvisoria dal titolo Doc Robinson, la cui location era Londra anziché New York. Il tutto disegnato da Alessandrini col suo gustosissimo stile.

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thirty years ago

21 Ottobre 2011 Nessun commento

mm0317

Quasi come se avesse voluto festeggiare il trentennale della concomitanza Martin Mystère/Indiana Jones, per la storia di questo bimestre Alfredo Castelli ha voluto rispolverare l’idea della ricerca nazista di armi magiche da utilizzare per sconfiggere la concorrenza nella Second World War. Diversamente dall’Arca Perduta spielberghiana, però, invece che nel caldo Egitto qui ci si trova tra i freddi ghiacci polari e la componente mitologica è sostituita da quella scientifica (la “doppia teoria del tutto”) e paragnostica, per dare una parvenza di verosimiglianza che stia maggiormente al passo coi tempi (?).

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MM 315

19 Luglio 2011 Nessun commento

mm0315

Una buona prassi del buon disegnatore di fumetti è quella di differenziare fisicamente — in maniera plateale rispetto alla sfumata normalità delle cose — i personaggi principali di una storia, in modo da non rendere faticoso il loro riconoscimento da parte del lettore. I fratelli Esposito, responsabili grafici di questo albo, si spingono invece all’estremo, arrivando a diversificare in maniera assurda non solo i protagonisti ma qualsiasi comparsa di questa già pessima storia, con il risultato di affastellare un caleidoscopio composto di pettinature, abiti, espressioni che — aggravato dal gusto d’antan che questa accoppiata si ritrova — dà come risultato l’impressione di sentirsi tra gli invitati di una festa di Carnevale.

p.s.: stendiamo un pietoso velo sulla storia, basata su marziani, spionaggi e menate del genere.

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uomini e topi

8 Giugno 2011 Nessun commento

mm0314

Anno Domini 1340 e rotti: una comunità di topi infetti si imbarca sulle navi genovesi che — partite dalla colonia sul Mar Caspio — ritornano in patria, e trasportano cosí in Europa il bacillo della peste (1348 a Firenze e 1630 a Venezia). Fin qui le cose serie: ora iniziano le minchiate. Grazie ad un anacronistico diapason, costruito con materiale recuperato da un meteorite, i topi acquistano intelligenza e vanno in giro per Venezia a far disastri, fino a quando M.M. — rovistando in antichi codici della Biblioteca Marciana — non trova la soluzione. ’nzomma. Mignacco + Ongaro.

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Martin Mystère 313

19 Marzo 2011 Nessun commento

mm0313

Una onesta storia, in pieno stile castelliano, nella quale si fantastica che il buon Nostradamus avesse copiato le sue profezie da quelle di Giuseppe il patriarca, ebreo — «il primo profeta della storia» — essendo quest’ultimo stato ispirato dal contatto con un oggetto che permetterebbe di avere visioni del futuro. Gli storici nemici di Martin Mystère, gli Uomini in Nero — dediti per contratto ad occultare gli elementi la cui conoscenza potrebbe sconvolgere la storia dell’umanità — vengono qui sostituiti dall’Opus Dei (debito dal “Codice Da Vinci” di Dan Brown). Scritta da Morales e disegnata dal mediocre Romanini, che qua e là fa trapelare la sua formazione magnusiana.

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black holes

16 Ottobre 2010 Nessun commento

mm0311

L’autore prende spunto da una notizia (bufala?) giornalistica di qualche tempo fa. All’inaugurazione dell’acceleratore di particelle gestito dal CERN, a Ginevra, seguirono timori sulla possibile conseguente generazione di un buco nero (notizia pubblicata, e smentita pochi giorni dopo). Poteva non abboccare un autore di fumetti pseudo-scientifici? Certamente no. E infatti si costruisce una storia gradevole, ma troppo macchinosa, poco chiara e approssimativa; nello stile, sì, di Alfredo Castelli, ma che — al contrario di questo — non fonde nessun campo di competenze e non apre nessun orizzonte.

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giornaletti

13 Aprile 2010 2 commenti

Senza titolo-1

Walter Buio: una nuova miniserie della quale nessuno sentiva la mancanza, né la sentirà quando presto naufragherà.

Dylan Dog: chi se lo ricorda?

Jan Dix: una delle storie meno peggiori della serie, incentrata sulla figlia del Tintoretto e su un mistero pittorico-religioso alla Dan Brown.

Tex: prosegue una delle storie più inutili mai scritte.

Martin Mystère: gli antichi romani/cartaginesi sono stati i primi a scoprire l’America (il Texas, addirittura)? La risposta a Giacobbo.

giornaletti

11 Marzo 2010 Nessun commento

Untitled-1

Martin Mystère - Storia di spionaggio (leggerla è una perdita di tempo, se non fosse per i bei disegni di Alessandrini).

Rat-Man - Un excursus nel mondo marvel-supereroistico: fa ridere (persino la pagina della posta).

Tex – Rievocazione abbastanza insipida di Buffalo Bill, Wild Bill Hickock, Calamity Jane, etc., disegnata da un Alfonso Font che ha ormai manifestamente deciso di appendere le matite al chiodo.

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martin

23 Dicembre 2009 1 commento

Una storia di quelle che dopo averle lette ti dici: “Embè?!”.

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giornaletti

17 Giugno 2009 Nessun commento

Due storie bonelliane all’insegna della Storia (americana). Martin Mystère n. 303: è incentrato sul leggendario coltello di Jim Bowie, eroe – insieme a Davy Crockett - della battaglia di Alamo per l’indipendenza del Texas (praticamente, due Alberti da Giussano d’oltreoceano, visto che l’indipendenza in questione era quella del nordico Texas nei confronti del meridionale Messico). Il coltello di Bowie si scopre essere stato forgiato con un metallo rarissimo, contenuto in una discarica abusiva di alieni del passato (!). La storia è firmata Alfredo Castelli ma, come è successo altre volte, probabilmente è stata solo supervisionata dal Maestro perché il Mystère protagonista non è il chiacchierone che dovrebbe essere e mancano del tutto i riferimenti alle sue indolenze private – le stesse di Castelli – e i testi sono privi quasi totalmente di ironia. Lilith n. 2: prosegue il viaggio nel tempo a caccia del triacanto, essere simbolico costituito da energia, da estirpare a cuore vivo dai poveracci nei quali si rifugia. Essendo ambientato nel Mar dei Caraibi dell’Ottocento, la ‘rivelazione’ è che i corsari – a differenza dei pirati – erano in realtà dei predoni legalizzati dalle rispettive nazioni di appartenenza per mezzo di una ‘lettera di corsa’ che gli permetteva di assalire i vascelli della nazione nemica. Sia tra gli uni che tra gli altri, inoltre, vigeva una inaspettata democrazia esercitata per mezzo di quote di voto assegnate ad ogni componente dell’equipaggio a seconda della sua condotta.

giornaletti

1 Marzo 2009 Nessun commento

Devil & Hulk n. 146: la storia di Hulk (traduzione di Hulk vol. III n. 2, apr. ’08) continua la miniserie dedicata all’Hulk rosso (trattasi di pagine prevalentemente riempite da scazzottate). La storia di Devil (Daredevil II n. 108, ago. ’08) acquista un certo interesse, probabilmente anche perché, contrariamente a quella di Hulk, è veramente poco supereroistica, quindi bisogna sbattersi un po’ di più per metterci dentro dei contenuti. La terza avventura è dedicata ad Ercole (The Incredible Hercules n. 116, giu. ’08) ed è una cosa piuttosto incasinata.

Dylan Dog n. 270: una storia strampalata, vagamente sclaviana per il tentativo (non portato fino in fondo) di mettere al centro le bassezze di cui è capace l’animo umano per motivi di tornaconto personale. Disegnata malissimo.

Martin Mystère n. 301: uno dei pregi della serie ideata da Castelli è, da sempre, quello di portare in una storia a fumetti dei contenuti culturali provenienti dai campi più disparati. Non sempre però questi crocevia culturali producono buoni risultati. Mignacco infatti cerca di innestare la teoria dei non-luoghi di Marc Augé su una rievocazione degli dèi dell’antico Egitto, ma il risultato è posticcio.

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edicola

3 Settembre 2008 Nessun commento

Trascurabili i Tex (una storia di Boselli + Font) e il Dylan Dog (qualcuno + Piccatto). Simpatico invece il Martin Mystère, con un Morales che è entrato finalmente nelle corde dello stile Castelli e ha confezionato una buona avventura che affonda nella storia vera (d’Italia, tra l’altro), nella migliore tradizione dell’indianajones nostrano (segno che la bimestralità ha portato bene alla qualità della serie). Illustrato da Ambrosini.

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E la luna truffò

11 Febbraio 2008 Nessun commento

A parte il finale un po’ sempliciotto, la trama è avvincente perché ribalta più volte i luoghi comuni del fatto storico che alcuni considerano un falso mai avvenuto. Creata ad otto mani da Castelli e Bagnoli più due scalzacani, responsabili delle parti più scadenti della storia e dei disegni.

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edison

19 Maggio 2005 1 commento


Le (suppóste?) affinità di Edison con l’occulto sono alla base di questa storiella di serie b di Martin Mystère (n. 276, marzo ’05). Di Vietti & Bagnoli.

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colpevole di omicidio

17 Febbraio 2005 Nessun commento


La storia che si conclude nel Martin Mystère di questo mese è piuttosto intrigante, ma forse doveva durare di più per essere sviluppata meglio. In particolare il Castelli in veste fumettofila si diverte a riesumare una storia di Topolino degli anni d’oro attribuendogli un significato sinistro e mettendola in relazione con i vari misteri di Atlantide ? a questo riguardo raschiando un po’ il fondo del barile, a mio parere. La storia in questione dovrebbe essere “Topolino e la casa misteriosa” di Bill Walsh e Floyd Gottfredson, strips dal 13/11/1944 al 27/01/1945.

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