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Post Taggati ‘Tex’

ricomincio da uno

15 Marzo 2017 41 commenti

Ennesima ristampa della saga texiana, ripartendo dalle origini, in versione a colori, a cadenza quindicinale e con paginazione quasi dimezzata rispetto alle consuete 114 pagine mensili tradizionali. Si parte naturalmente dalla prima storia apparsa nel settembre/ottobre del 1948 sui mitici albetti da 32 strisce orizzontali, intitolata “Il totem misterioso”, e a seguire la prima parte della seconda avventura, la celeberrima “La Mano Rossa”. Entrambe le prime due storie sono basate su un soggetto analogo, ovvero Tex alle prese con una banda di malviventi, e il riguadagno di un tesoro o della refurtiva di una rapina. Già dagli immediati esordii Gianluigi Bonelli fissa alcuni degli elementi che caratterizzeranno la serie negli anni a venire. In primo luogo l’indianofilia, abbastanza inusuale nello zeitgeist dell’epoca. Poi, il realismo dell’ambientazione, magari tratto da pellicole di genere (nella seconda storia Tex si trova in un negozio di barbiere gestito da un cinese). Infine le soluzioni narrative tipiche dell’avventura esotica (grotte con passaggi segreti, etc.). La relativa ripetitività iniziale fa capire che l’editore non puntava qualitativamente piú di tanto su questo personaggio, bensí l’idea era di inserirsi nel filone western allora di grande successo, e vedere come andava (benissimo, come si è dimostrato). Il tutto è illustrato da un giovane Galleppini che guarda al “Kit Carson” di Walter Molino, in una fase giovanile del suo stile che evolverà lentamente per i due decennii successivi fino ad arrivare all’inconfondibile e del tutto personale tratto della maturità.

aimez vous tex willèr?

4 Marzo 2016 2 commenti

Poco tempo fa avevamo visto come l’editrice Astorina avesse adattato il vecchio Diabolik al formato comic-book americano (in questo senso preceduta, se non ricordiamo male, dalla Disney con Paperinik, un paio di decenni fa). Ora la diversificazione formale tocca alla Bonelli, la quale già da tempo pubblica una collana a colori di Tex nel formato dell’albo alla francese. Nel caso di questo terzo numero firmato Boselli-Stano, purtroppo l’operazione è abbastanza fallimentare. Tralasciando gli onesti disegni del buon Angelo Stano, è il lavoro di Boselli a mostrare la corda troppo presto. La storia, prima di tutto, non è niente di piú di una “la qualunque” del farwest, che tra l’altro soffre dell’eccessiva compressione nella cinquantina di pagine dettate dal taglio frangese, sintetizzata a tal punto da rendere inspiegabile la trasformazione pissicologica di uno dei personaggi, una signora rapita, che inizialmente si potrebbe presumere vittima della sindrome di stoccolma, ma che poi risulta evidentemente impazzita, ma non è dato saperne il perché. Ma la cosa piú da cioccolatai è non aver adeguato la sceneggiatura al diverso medium: il fumetto-bonelli ha una lettura tutto sommato veloce, ed una impaginazione piú libera, mentre il fumetto franco-belga abbisogna tradizionalmente di una lettura piú lenta e di una disposizione estremamente calibrata (anche per il vincolo del minor spazio disponibile), prerogative qui del tutto disattese, cosicché leggiamo un albo (virtualmente) prestigioso come se stessimo sfogliando un fumetto popolare da quattro soldi. Motivo per il quale diamo a questo fumetto un bel 5 meno meno.

Sergiobonellieditore, una 50ina di pagg. a colori, 8,90 euri.

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tex 645

8 Luglio 2014 Nessun commento

Prima puntata di una storia scritta da Ruju, infatti si preannuncia poca cosa. Un cattivone indiano Comanche viene salvato provvidenzialmente dall’impiccagione militare grazie all’aiuto di spie della guarnigione di Fort Worth, spie che — lungi dall’essere dei buoni samaritani — lavorano per conto di loschi affaristi intenti a seminare disordini nella riserva indiana locale in modo da giustificare un intervento repressivo federale che liberi quei territori dalla presenza fastidiosa dei nativi, che impediscono il progredire del peggior capitalismo. Anche se non c’è da aspettarsi granché dalle puntate future, questa storia è tuttavia interessante per il nesso abbastanza naturale che si può stabilire tra la situazione degli indiani americani in cattività e quella dei Palestinesi, ostaggi odierni nello Stato di Israele. L’autore, per bocca di Tex, avanza la tesi della inversa proporzionalità tra il tasso di ribellione degli indiani e i territori che sono riusciti a conservare ma, se da un lato è vero che ogni volta che le trattative di pace sembrano portare a qualche accordo si verifica puntualmente qualche recrudescenza che ne determina il fallimento, dall’altro — almeno nella fattispecie a noi contemporanea — è invece dato il contrario, ovvero che la colonizzazione israeliana prosegue la sua invasione soprattutto nei periodi di tranquillità. (per cui Tex viene fatto passare nu poco per reazionario, se vogliamo)

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in questo mondo di ladri

22 Novembre 2013 Nessun commento

Per il quarto numero di Color Tex si è avuta la bella pensata di proporre quattro miniracconti in luogo della consueta storia completa. Il fil rouge che li accomuna è costituito dal tema “banditi”: Tex le suona a malviventi di tutte le fatte. Il problema è, però, che i tre quarti delle storielle si rivelano delle vere e proprie cagate, con l’aggravante che a scriverle sono state le “migliori” firme in quota Bonelli. Si salva solo il racconto firmato da Gianfranco Manfredi e Stefano Biglia, ben costruito e sceneggiato, e dai disegni e dalle inquadrature eccezionalmente calibrate, che ricordano da vicino lo stile di certo fumetto americano, Mike Mignola su tutti (ma meno geometrico di questo). Dulcis in fundo, la colorazione di due dei quattro episodi fa veramente pena.

130 pagg., 5,50 euri, copertina di Laura Zuccheri

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che trujata

8 Luglio 2012 Nessun commento

Pasquale Ruju, il piú sfigato degli sceneggiatori di Dylan Dog, passa a Tex e inaugura la sua carriera texana con una storia strapiena di luoghi comuni, tanto comuni da essere diventati ormai dei non-luoghi, ovvero circostanze dalle quali tenersi quanto mai alla larga. Disegni bruttini di Alfonso Font (bravo, ma chi ha mai avuto l’idea di arruolarlo per Tex, che proprio non è nelle sue matite?).

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tex n. 618

10 Aprile 2012 Nessun commento

Tex e i suoi pards al gran completo alle prese con una banda di schiavizzatori di indiani. Sconfinamenti in Messico, frizzi e lazzi con i Rurales, segnali di fumo, etc. Prima parte di una storia di Boselli abbastanza ordinaria, ma godibile, con i bei disegni di Garcia Seijas che reggono anche al di fuori del contesto urbano/impiegatizio a lui maggiormente confacente (vedasi “Helena”).

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Tex 617

6 Marzo 2012 Nessun commento

Leggendo l’ultimo numero di Tex, appena uscito, ho avuto la netta impressione di essere tornato bambino, quando mi divertivo a contare quanti morti vi fossero (distinguendoli meticolosamente in ‘morti amici’ e ‘morti nemici’) e quanti colpi d’arma da fuoco venissero sparati in ogni albo: vinceva l’albo che totalizzava piú morti e piú colpi esplosi (se non ricordo male il non plus ultra accadeva in quel numero in cui Tex e Montales erano assediati nel forte messicano, insieme a Jim Gordon, la futura giubba rossa). Se la mia idiozia di circa trentacinque anni fa (sic) poteva essere giustificata dallo scarso comprendonio, che mi impediva di leggere la Storia con la esse maiuscola nella quale Gianluigi Bonelli inquadrava la vicenda contingente (la guerra d’indipendenza messicana o del Texas, chissiricorda), peraltro tenendosi magistralmente alla larga dal didascalismo e dalla pedanteria, è piuttosto deprecabile il fatto che uno sceneggiatore intelligente come Tito Faraci mi costringa oggi a regredire all’infanzia, architettando una storia per certi versi analoga a quella di cui sopra, ma talmente ‘light’ da non offrire il minimo spunto che non sia quello ragionieristico della mera contabilità dei numerosi morti ammazzati. Pollice verso, quindi, escluso per i bei disegni dei Cestaro Bros.

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texhnicolor

4 Settembre 2011 Nessun commento

coltex01

Se non fosse quel gran signore che si sa essere, sarebbe lecito leggere un’enorme ipocrisia nelle geremiadi di Sergio Bonelli sul protrarsi all’infinito della ristampa a colori di Tex presso Repubblica. Le avventure del ranger in camicia gialla sono nate per un supporto cartaceo povero, e in bianco e nero, e la veste de-luxe degli albi patinati del gruppo De Benedetti stona parecchio con l’originaria destinazione popolare di quelle storie. Questo snaturamento trova giustificazione, quindi, solamente in quanto proficua scelta imprenditoriale. Sull’onda di quel successo viene ora lanciata una nuova collana annuale a colori, come già avvenuto per Dylan Dog. Peccato che gli autori siano gli stessi della serie normale. A parte gli ottimi disegni di Bruno Brindisi, la storia è opera di colui che viene considerato l’autore piú originale della serie di Tex (!), e che non trova di meglio che esordire con un “colpaccio” come la presunta morte di Kit Carson. Ora, va be’ che prendersi cura di Carson è già un passo avanti, ma sarebbe ora di far fuoriuscire anche gli altri due pards dal ruolo di comparse catatoniche che si ritrovano sempre ad interpretare.

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texx

14 Aprile 2011 Nessun commento

tex601

Una storia inutile, senza un perché, e banale, che occupa due numeri (601-2), e che già dopo meno della metà del primo volume lascia immaginare dove possa andare a parare (le cencinquanta pagine restanti sono infatti una “telefonata” unica, dove non ci si imbatte in una sorpresa, che sia una). Sembra di ritornare al paleozoico del fumetto: i cattivi sono cattivi-cattivi, i buoni sono buoni-buoni, etc.  Ci si pente di non aver speso i cinque euri e quaranta totali per generi di conforto alternativi (ci stavano ben sei Mars presi alla macchinetta della stazione, per esempio).

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Texs 596-597

9 Ottobre 2010 Nessun commento

tex

Lo stregone Salamadonna incontra Penna Gialla, capo degli Utes o chi per esso, e lo impressiona coi suoi poteri magici (una semplice pistola nascosta nel cranio di jena che porta in cima al bastone, si scoprirà poi). Lo convince così a dichiarare guerra ai Navajos, la tribù indiana più tranquilla del West. Tex si incazza un attimino e coi suoi pard al gran completo (compreso Tiger, che dopo 60 anni dà ancora del “lei” ad Aquila della Notte) si mette sulle tracce degli Utes attraverso improbabili canyon che sorgono a bella posta nel bel mezzo della prateria, guarda caso ideali per tendere agguati. Lo stregone, scomparso per tutta la storia, riappare nel finale, giusto per farsi ammazzare. Mi sa che col n. 600 chiudo la collezione.

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giornaletti

13 Aprile 2010 2 commenti

Senza titolo-1

Walter Buio: una nuova miniserie della quale nessuno sentiva la mancanza, né la sentirà quando presto naufragherà.

Dylan Dog: chi se lo ricorda?

Jan Dix: una delle storie meno peggiori della serie, incentrata sulla figlia del Tintoretto e su un mistero pittorico-religioso alla Dan Brown.

Tex: prosegue una delle storie più inutili mai scritte.

Martin Mystère: gli antichi romani/cartaginesi sono stati i primi a scoprire l’America (il Texas, addirittura)? La risposta a Giacobbo.

giornaletti

11 Marzo 2010 Nessun commento

Untitled-1

Martin Mystère - Storia di spionaggio (leggerla è una perdita di tempo, se non fosse per i bei disegni di Alessandrini).

Rat-Man - Un excursus nel mondo marvel-supereroistico: fa ridere (persino la pagina della posta).

Tex – Rievocazione abbastanza insipida di Buffalo Bill, Wild Bill Hickock, Calamity Jane, etc., disegnata da un Alfonso Font che ha ormai manifestamente deciso di appendere le matite al chiodo.

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giornaletti

14 Gennaio 2010 Nessun commento

Jan Dix - Ambrosini ha trovato un pozzo senza fondo dal quale attingere: la storia dell’arte. Peccato che lo faccia senza applicare un minimo di creatività nel rielaborare quel materiale in modo di tirarne fuori qualcosa di interessante, specialmente quando si tratta – come in questo numero – di Van Gogh.

Tex – La prima parte di una storia forse un filo diversa dal solito (forse).

Rat-Man – Il solito.

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giornaloni e giornaletti

16 Luglio 2009 Nessun commento

Texone: una stanca e bolsa storia piena di retorica nella quale Tex e suo figliolo (descritto come un eterno ragazzino) fanno da intermediarii per la causa dei nativi del Sud America, repressi dalla colonizzazione spagnola (o portoghese?) alla stessa maniera dei loro sfortunati compaesani nordici. Un’idea di Sergio Bonelli, originata dai suoi viaggi esplorativi (vedi Mister No), costringe Boselli e Frisenda a lavorare per almeno un anno su una storia che non riesce a coinvolgerli per nulla. Quanto alla vicenda storica che l’avventura vorrebbe approfondire, basta leggersi un paio di paginette di libro, o della stessa prefazione, per acquisire molte più informazioni.

Jan Dix: il malcapitato Hans Hartung è l’artista preso di mira dalla storia di questo mese, nella quale c’entra come i cavoli a merenda.

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Missouri-Baghdad

12 Maggio 2009 1 commento

Tex torna con la memoria ai tempi della Guerra di Secessione (con inevitabile rimembranza della mitica “Quando tuona il cannone” di G.L. Bonelli). I tempi cambiano, e la Storia non può venire raccontata ancora in bianco e nero – asservita all’Avventura – quindi, pur non essendo un trattato sull’argomento, Boselli approfondisce le zone grigie di quel conflitto. Bande di soldati-terroristi che portano tanto a pensare alla guerriglia talebana o irakena dei giorni nostri; rapimenti di personalità a scopo di estorsione; sacrifici di innocenti ritenuti spie, che ricordano da vicino la sorte sfortunata di Enzo Baldoni, per esempio (il riferimento è probabilmente intenzionale, vista la sua vicinanza all’ambiente del fumetto). Un fumetto maturo, un po’ palloso magari (di Bonelli non ne nascono di frequente), ma maturo.

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2 giornaletti

7 Aprile 2009 1 commento
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giornaletti

25 Febbraio 2009 Nessun commento

La cosa più interessante è l’episodio, tarantinianamente ironico, di Dylan Dog (i due killer sono ispirati a “Reservoir Dogs”). In secondo luogo, non è male il nuovo disegnatore dell’Uomo Ragno, abilissimo nella resa del personaggio in versione costumata (peccato che la storia faccia pena). La storia dei Thunderbolts allegata è, invece, incomprensibile. Quella di Tex è una lunga avventura che ripesca il noto Montales, governatore messicano, cercando di farlo passare per ‘cattivo’, ma non ci crede nessuno.

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piratex

15 Gennaio 2009 2 commenti

La lunga avventura autunnale di Tex (nn. 576-578) ha proposto – finalmente – il ranger calato all’interno di tematiche più inconsuete, che ampliano il solito menâge western nel quale si barcamena di solito. In Louisiana, a New Orleans e dintorni, alle prese con spettri, pirati, tesori, codici da vinci, gangster alla camomilla, etc., questa storia sembra un po’ un ritorno al Bonelli fantastico che, del resto, rappresenta almeno un buon terzo della produzione texiana del ‘patriarca’. (Peraltro, il nesso col periodo d’oro è avvalorato dall’omaggio che Boselli rende a G.L.B. citando una scena - di una storia disegnata allora da Letteri o Nicolò – nella quale Tex e Carson rischiano di affogare in una stanza chiusa ermeticamente e inondata dall’acqua.) Purtroppo però gli attuali sceneggiatori sono poco avvezzi a questo tipo di atmosfere di tipo paranormale e, se non bastasse, presentano la solita tendenza a spiegare-spiegare-spiegare, quando sarebbe sufficiente ‘suggerire’. Anche a causa di tutte queste excusatio non petitae la narrazione si appesantisce (come nella fantascienza altrettanto menosa di Nathan Never) e quindi il risultato finale è la solita palla, ma almeno ha delle sfumature diverse dal solito. Scritta da Boselli e disegnata abbastanza decentemente da Bianchini & Santucci (ma dev’essere stata una fatica notevole, vista l’ambientazione tra città, foreste e antichi manieri).

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acciuffiamoli!

15 Ottobre 2008 Nessun commento

Il Texone di 330 pagine si fa ricordare solo per la frequenza con la quale viene usato il verbo “acciuffare” (i malviventi): almeno una decina di volte. Tutta la suspence è rivolta all’attesa della prossima ricorrenza di quella buffa parola, perché la trama è una ‘telefonata’ unica dall’inizio alla fine. D’accordo, erano altri tempi, più sempliciotti, ma Bonelli nei 200 numeri da lui scritti ha buttato dentro tanto di quel materiale estraneo al genere western che contribuiva a mettere un po’ di sale nelle avventure. Gli sceneggiatori attuali si guardano bene dall’uscire dal canone della storiella western, e per paura di rendersi ridicoli diventano mortalmente noiosi.

Per quanto riguarda Martyn Mystère, dopo lo scorso episodio abbastanza ben riuscito, siamo alle solite. Un pastiche ottenuto mescolando il ‘Codice Da Vinci’, Giovanna d’Arco e Mago Merlino. La storia in sé non è male, ma non si è badato a costruirla nella maniera migliore ed è infatti strapiena di insopportabili flashback.

p.s.: entrambi gli albi sono disegnati alla membro di segugio.

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90 anni, ma li porta bene

15 Settembre 2008 3 commenti

Mentre i carabinieri di Unità Speciale sono arrivati solo alla terza puntata delle loro pirlate, Tex ha invece compiuto 90 anni: 60, gli anni effettivi dal 1948 che è l’anno di uscita del primo albo + 30, l’età che il personaggio doveva avere all’epoca. Per l’occasione viene ripescata Lilith, la prima (e unica) moglie di Tex: perfino Adamo era stato più fortunato, avendone avute almeno due, di donne (Lilith + Eva). Speriamo che anche Tex, prima dei 100 anni magari, trovi la sua Eva. Avendo scordato il nome della moglie, non posso fare a meno di constatare nuovamente la lungimiranza di G.L. Bonelli che le diede un nome tanto impegnativo e giustificato: Lilith è infatti considerata simbolo atavico di emancipazione femminile, ed infatti la corrispondente pellerossa decide di sua iniziativa di salvare la pelle al ranger, sposandolo. L’albo è a colori, disegnato da Civitelli che, nonostante la storia sia ambientata nella preistoria, disegna sempre un Tex cinquantenne, identico a quello contemporaneo. Al fumetto è abbinato un romanzo western scritto sempre da Bonelli, con una introduzione di Ticci che mostra quanto fosse svitato il patriarca del fumetto italiano.

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dylan tex

4 Luglio 2008 Nessun commento

L’ultimo numero di Tex è interessante solo perché illustrato da Garcia Seijas. Anche se la sua versione del ranger è un po’ troppo imborghesita, il disegnatore argentino ha dalla sua uno stile tra i più gustosi di tutta la truppa di Lanciostory, di cui faceva parte prima di arrivare a via Buonarroti.

Il Dylan Dog è invece un (tacito) omaggio al ventennale della scomparsa di Pazienza. La storia - non eccezionale - è una palese (e dichiarata nei fatti) citazione di “Notte di carnevale”, con Dylan nei panni di Pietra, che in questo caso non finisce arrosto grazie ad un espediente paragnostico. Disegnato da Brindisi.

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tritex

8 Maggio 2008 Nessun commento

L’ultima storia texiana scritta da Boselli era, secondo lui, talmente coinvolgente da doversi espandere su due numeri e mezzo. Il problema è che la pochezza della stessa, associata all’attesa di un mese tra un numero e l’altro ha fatto sì che il contenuto è svaporato ed è stato come non leggere quasi nulla. Gli unici elementi di interesse sono stati i disegni di Ticci, ancora il migliore disegnatore di questa serie sebbene il suo disegno sia notevolmente più impressionistico rispetto agli inizi ma, proprio per questa economia di mezzi, più evocativo di prima. La seconda nota positiva è che l’avventura coinvolge i “Buffalo Soldiers“, che fino a prima pensavo fosse solo il titolo della canzone di Marley della quale non conoscevo minimamente il testo, e che – si apprende – erano una guarnigione di soldati di colore – considerati un po’ sfigati – in pieno Far West.

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mormons

18 Febbraio 2008 Nessun commento

Tex e il suo pard vengono chiamati in aiuto dai mormoni di un villaggio del West perché minacciati da una proprietaria terriera (Calamity Jane?) che li vuole far sloggiare per accaparrarsi i loro terreni (con tutto il territorio libero del Far West?). Poteva essere un’occasione per storicizzare un po’ la colonizzazione, approfondire la cultura mormonica, etc. e invece si risolve nella solita storiella, piena di macchiette (i mormoni sembrano dei corvi tutti uguali), etc. Nemmeno Gianluigi Bonelli aveva come prima preoccupazione la divulgazione culturale ma almeno sapeva imbastire una storia coerente, avvincente, mentre Nizzi e Rossi invece … lasciamo perdere.

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vietcong in salsa western

11 Dicembre 2007 Nessun commento

Il buon Nizzi rispolvera (o re-impolvera) la vecchia favoletta del vietcong che continua nella foresta a credere di essere in guerra, mentre questa è ormai bell’e finita. Qui si tratta ovviamente di un improbabile soldato sudista della guerra di secessione americana che è rimasto a sentinella di un avamposto in mezzo al deserto (e non si capisce bene come avrebbe fatto eventualmente ad avvisare qualcuno di qualsiasi accadimento). A parte questa genialata iniziale, la storia si “sviluppa” noiosamente su due numeri con Tex e Carson in versione cittadina, dove i due pard girano tranquillamente vestiti da sceriffi, con i soliti cinturoni e pistolone, in mezzo a signori e signore benvestiti. Piccolo particolare: gli avversari di Tex dovrebbero fare un corso di tiro a segno, perché in questa storia lo prendono di mira molte volte (a sua insaputa, e anche alle spalle), ma non c’è una volta che le pallottole lo sfiorino. Disegni di Repetto.

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scene da un tecnigrafo

31 Ottobre 2007 Nessun commento

Simpatico volumetto della Coniglio Editore in cui il buon Claudio Villa parla di alcuni aspetti del suo lavoro di disegnatore di fumetti, arricchito da interessanti illustrazioni che mostrano il processo di creazione di una copertina. Circa 80 pagine, 8,50 euro.

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colorado belle

10 Ottobre 2005 Nessun commento


Tex 538-539, ago.-set. ’05.
Testi Boselli + disegni Font = risultato: Bah!

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l’ultimo tex speciale

6 Luglio 2004 1 commento


L’ultima storia di Tex uscita sullo “speciale” è quanto di più “già visto” ci sia. Un incrocio tra dottor Jekyll e Mister Hyde e Diablero, la vecchia storia scritta da Bonelli padre nella serie regolare.
Ci sono poi anche alcune incongruenze, segnalate nel newsgroup it.arti.fumetti.bonelli. Per fortuna che il costo non è elevato, ma comunque è meglio risparmiare.

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