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Post Taggati ‘Tiziano Sclavi’

nisciuno è perfetto

24 Aprile 2017 11 commenti

Il buon Giancarlo Soldi, già regista di “Nero” — il primo dei due o tre film ispirati al personaggio di Dylan Dog — ha voluto sotto forma del presente docufilm tributare il suo omaggio al grande Tiziano Sclavi. Il punto è però che l’intervista a Sclavi è frutto di due sessioni avvenute a dieci anni di distanza (in una delle quali doveva essere sotto effetto di alcolici), e non gli si è riusciti a scucire niente di piú del già risaputo. Poi, tra i testimonials a loro volta intervistati per scriverne l’agiografia spesso appare qualcuno che ci si domanda chi cacchio sia: infatti, oltre a gente come Grazia Nidasio, Aldo Di Gennaro e alcuni autori e redattori Bonelli, ogni tanto spunta fuori un pasticciere, un designer, una cantante sconosciuta, etc., che ci raccontano come come si sono appassionati al suddetto fumetto horror (forse avrebbero dovuto rappresentare l’uomo della strada). Possiamo quantomeno dire che un risultato cosí mediocre forse fa piú danni che altro.

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darkstep tornado

1 Settembre 2010 Nessun commento

sclavi

Un uomo, confinato nella sua villa, abbandonato da moglie e figlia, confonde gli stimoli della realtà esterna con quelli provocati dall’alcool. Il sistematico passaggio da esterno a interno e viceversa ricorda di continuo la parte finale della “Signorina Else” di Schnitzler. Reduce dal penultimo “Non è successo niente” (1998) nel quale Sclavi annullava del tutto le regole abituali che stanno alla base di un romanzo appartenente al genere thriller (estremizzando le prerogative de “La promessa” di Dürrenmatt, 1958), nel “Tornado di valle Scuropasso” (2006) l’autore di Dylan Dog fa un piccolo passo indietro, recuperando nel finale una parvenza di senso che dà ragione del delirio mentale del protagonista. Non se ne sentiva il bisogno, e infatti le ultime pagine sanno di posticcio. Probabilmente si tratta di un passaggio suggerito dalla casa editrice per evitare lo spiazzamento totale del lettore (sempre ammesso sia servito a qualcosa).

Pag. 101 – Alla sera sono andato alla Alcolisti Anonimi. La sezione milanese, che si chiamava “Speranza”, me la ricordavo squallida ma piena di calore umano. Questa era squallida e fredda. C’era poca gente. Qualcuno mi ha salutato. Il tale a cui avevo telefonato al mattino mi ha detto: «Ah, sei quello nuovo.» «Be’, nuovo non proprio. Cioè, qui sì, ma…» Non mi ha lasciato finire, stava già parlando con qualcun altro.

Categorie:Letteratura Tag:

dylan dog 240 e 243

30 Novembre 2006 Nessun commento


Erano anni che Sclavi non scriveva storie per il suo personaggio. Con le ultime due (Ucronìa e L’assassino è tra noi) dimostra ancora una volta la differenza tra un mestierante (TUTTI gli altri autori di DD, per esempio) e un vero autore che, pur non potendo produrre sempre capolavori, riesce a comunque a costruire delle storie piene di intelligenza e ironia).

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